Nintendo 2DS: hands-on

Siamo stati invitati da Nintendo per provare con mano il chiacchierato 2DS, queste sono le nostre impressioni.

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3DS
Tolta la feature principale il risultato è 2DS Tolta la feature principale il risultato è 2DS

Annunciato a sorpresa il 28 agosto, il Nintendo 2DS ha subito acceso la lampadina degli utenti del web che ne hanno creato memes e parodie andando poi a sfamare youtuber, che non hanno perso tempo a dire la loro sulla console. Noi siamo stati invitati dalla grande N a Milano per provare questa tanto discussa console. Spoiler? Ci è piaciuta.

Prima di tutto, il target.

Il primo appunto che vogliamo sottolineare è il target del 2DS, Nintendo vuole farci assaporare quella nostalgia che si prova ricordando i vecchi tempi, quelli di quando eravamo piccini picciò e la nostra missione principale era assicurarci una scorta di batterie AA per evitare di rimanerne senza, quando volevamo passare del tempo insieme al nostro Game Boy (ora dobbiamo ricordarci di caricare i nostri dispositivi dopo un paio di ore, non sono cambiati poi così tanto i tempi eh?). La compagnia propone quindi il suo entry level per le console portatili, indirizzato principalmente ai bambini. Se la scelta di eliminare la feature principale da cui prendono il nome i due precedenti modelli, il 3DS e il 3DS XL, possa suonare strano ai più, è in realtà una mossa di marketing azzeccata.

Visto le controindicazioni riguardo la visione di un'immagine in 3D ai bambini sotto i 6 anni i genitori potrebbero sentirsi più tranquilli accontentando il figlio, tanto desideroso di giocare a Pokémon e compagnia bella, sapendo che non possa attivare l'effetto tridimensionale. L'indirizzamento a questo tipo di clientela lo si intuisce anche dal prezzo, con 129€ si pone come la console portatile più economica, infatti troviamo il 3DS con un prezzo consigliato di 169€ e il 3DS XL prezzato 199€.

Il 2DS in due colorazioni

La comodità del downgrade

Un ulteriore cambiamento è quello stilistico, si presenta infatti come una sorta di tablet, o se vogliamo rimanere in tema videoludico, un Game Boy che strizza l'occhio alla serie di giochi elettronici della Tiger Electronics. La plastica che compone la scocca della console la rende visivamente giocattolosa ma la sua ruvidità è piacevole al tatto. I tasti e la levetta analogica sono stati ora portati nella parte alta, affiancando lo schermo superiore, se questa soluzione può inizialmente sembrare scomoda in realtà si rivela azzeccata. Le dita trovano in questa disposizione una posizione migliore affaticandole meno, inoltre i tasti L e R sono stati ridisegnati e pensati per essere raggiunti con facilità anche da chi ha mani piccole, come l'utenza a cui è rivolto. In aiuto ci viene anche il peso della console, davvero leggero con i suoi 260 grammi, molto vicino a quello del 3DS.

Un downgrade lo troviamo nella componente audio, ora infatti mono e non più stereo, con una singola cassa posizionata nella parte sinistra sopra la levetta analogica. Per migliorare questo aspetto è ancora presente un ingresso jack per collegare le nostre cuffie. Non avendo più la classica chiusura a conchiglia, il 2DS presenta un interruttore nella parte in basso a destra che, una volta spostato verso destra, attiva la modalità riposo. In questo modo è ancora possibile scambiare i propri dati StreetPass con altri giocatori che incontreremo nel nostro cammino. A proposito di questo parliamo delle dimensioni della console, comparandola con un 3DS vediamo come sia leggermente più piccola di quest'ultimo aperto. È quindi meno una console da tenere in tasca, ma grazie alla custodia (venduta separatamente) dedicata potremo metterla nello zaino o nella tracolla senza il timore di graffiare i due schermi.

Se visto con il target per cui è stato pensato, il Nintendo 2DS non risulta utopia. È una console che seppur con diversi downgrade, dal 3D all'audio mono, ha il pregio di essere comodo e maneggevole. L'uscita in contemporanea con Pokémon X e Y farà la gioia di molti bambini.

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.