Squad - Provato, quando guerra e tatticismo vanno a braccetto

Dopo una lunga attesa, è finalmente giunto il momento di farsi un'idea generale sulla prima opera di Offworld Industries, attualmente in Early Access su Steam

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Tra Steam Greenlight e Kickstarter Tra Steam Greenlight e Kickstarter

Quello di Steam Greenlight è senza ombra di dubbio un mondo oscuro e pieno zeppo di titoli assolutamente dimenticabili che, fortunatamente, non vedranno mai la luce, ma allo stesso tempo è anche possibile scovarvi occasionalmente qualche opera dall'interessante valore videoludico ed in grado d’attirare fin da subito le attenzioni di un vasto numero di videogiocatori. È questo il caso di Squad, sparatutto multiplayer in sviluppo presso Offworld Industries che raggiunse il primo posto tra i titoli più interessanti della piattaforma in soli due giorni, per poi venire ufficialmente accettato nel corso della settimana successiva. A seguito del grande ed inaspettato successo riscontrato, gli sviluppatori diedero il via ad una campagna Kickstarter con l’obiettivo di raggiunge la non poco impressionante cifra di $184.000, meta che nei trenta giorni successivi fu ampiamente superata, fino a raggiungere l’esorbitante somma di $434.850.

Squad - Classi

Conclusasi la campagna di raccolta fondi, il team di sviluppo non se ne restò con le mani in mano ed anzi, iniziò immediatamente i lavori sul suo titolo ma rimanendo a stretto contatto con i suoi fan al fine di comprendere quali fossero le meccaniche di gioco e le implementazioni che più di ogni altra cosa erano richieste. Sono passati ormai sette mesi da quando lo sviluppo di Squad è iniziato, e proprio in queste ultime settimane gli sviluppatori hanno rilasciato una versione in Early Access del loro gioco, versione preliminare che nel corso degli ultimi giorni ho potuto giocato approfonditamente e di cui sono finalmente pronto a parlarvi. Siamo davvero davanti ad una piccola perla videoludica come inizialmente pronosticato?

Il gioco di squadra è tutto

Squad è l’esempio perfetto di gioco che, partendo da un’idea di base già messa in pratica da molti altri, riesce comunque a distinguersi per qualche peculiare implementazione in termini di gameplay. Il titolo, infatti, altri non è che un semplice sparatutto competitivo online all’interno del quale due squadre di videogiocatori si dovranno scontrare violentemente per ottenere l’agognata vittoria. Allo stato attuale, sono presenti solo tre modalità di gioco; la prima è “Advance and Secure”, all’interno della quale una delle due squadre, con un numero limitato di respawn, avrà il compito di conquistare una serie di punti della mappa protetti dai difensori che, al contrario, godranno di rientri infiniti, il tutto in un sistema di gioco che ricorda molto da vicino quello del noto Battlefield. In Insurgery, invece, una delle due squadre dovrà distruggere cinque depositi d’armi, i quali saranno progressivamente rivelati solo dopo l’eliminazione di un certo numero di avversari. Infine, la terza modalità vede le forze armate statunitensi intente a conquistare alcune basi nemiche (che non potranno più essere riottenute dai gruppi ribelli), con i difensori che dovranno fare tutto ciò che è in loro potere per fermare l’avanzata americana.

Al tutto va poi ad aggiungersi la “Training mode” che, come intuibile dal nome, avrà il compito d’istruire i giocatori sulle caratteristiche di gioco, sulle tipologie d’unità utilizzabili e, ovviamente, sulle diverse modalità disponibili. In realtà, la fase di esercitazione mi è sembrata piuttosto superficiale, limitandosi a spiegare le meccaniche di base possedute dal titolo senza però entrare mai nel dettaglio, lasciando così al videogiocatore stesso l’arduo compito di svincolarsi tra le numerose opzioni a livello di gameplay che, soprattutto nel corso delle prime ore di gioco, potrebbero lasciare quantomeno spiazzati. La prima cosa che si evince entrando in una qualsivoglia partita è sicuramente l’enorme attenzione al tatticismo che permea ogni singolo match. Dimenticatevi di correre in giro per la mappa ad armi spianate falciando decine di utenti come se niente fosse e preparatevi ad immergervi in fitte foreste o piccole zone urbane in compagnia dei vostri compagni, attenti ad ascoltare ogni possibile rumore sospetto e pronti a fare gioco di squadra con qualsiasi alleato nelle vicinanze, senza i quali si è unicamente carne da macello.

Squad - Armi

In Squad capita spesso di affrontare scontri dalla lunga distanza che possono andare avanti anche per diversi minuti ed il fatto che bastino solo due o tre colpi per essere messi fuori gioco non fa altro che aumentare il senso d’immedesimazione, portando il videogiocatore a non abbassare mai la guardia. All’interno di ogni squadra potranno poi venirsi a creare fino a cinque gruppi minori, ognuno dei quali composto da un massimo di dieci utenti, con uno di questi che farà le veci di comandante, dando ordini ai propri uomini e preparando tattiche di combattimento per portare a casa la vittoria. L’attenzione che è stata data alla componente d’interazione praticabile con i propri compagni risulta quasi maniacale, dandoci la possibilità di sfruttare diverse tipologie di chat vocali o scritte (con le quali interagire con tutti i compagni, solo con la propria squadra, solo con il comandante della squadra e così via) a cui vanno poi ad aggiungersi alcuni canali radio da utilizzare nel caso in cui il nemico piazzi particolari antenne per rendere impraticabili le classiche chat.

Peculiarità di questi canali radio è che potranno essere utilizzati sia dai nostri alleati che dai nostri nemici e se si avrà la fortuna di ritrovarsi nel canale radio giusto al momento giusto sarà addirittura possibile ascoltare i piani avversari ed anticiparli, una meccanica di gameplay molto interessante e che, in quelle poche volte in cui si è rivelata necessaria, ha aggiunto un pizzico di profondità in più all’intera struttura di gioco che può far solo che bene. Altra caratteristica interessante riguarda la possibilità di costruire piccole strutture e strumentazioni per barricarsi e fortificarsi, da semplici sacchi di sabbia e casse di legno fino ad arrivare a vere e proprie baracche utilizzabili come punto di respawn provvisorio utilissimo soprattutto quando si deve difendere una posizione. Al momento le possibilità offerte in tal senso risultano piuttosto limitate, ma confido che nel corso dei prossimi mesi il tutto verrà ulteriormente limato e migliorato per rendere l’esperienza di gioco ancora più varia e coinvolgente.

Squad - Gameplay

Menzione d’onore, infine, per quanto riguarda la community che attualmente popola i server, probabilmente una delle migliori con cui abbia mai avuto la fortuna di avere a che fare. Nel corso delle mie sessioni di gioco non c’è stata una partita in cui i miei compagni non si siano attenuti ai piani proposti dal comandante, facendo sempre forte affidamento sul gioco di squadra e non lanciandosi mai in cariche suicide; alcuni giocatori riescono addirittura ad immergersi nell’azione a 360°, sfruttando metodi comunicativi ed attuando tattiche d’accerchiamento che potrebbero funzionare tranquillamente anche in una vera zona di guerra. Il tutto contribuisce a ricreare un’azione di gioco lenta e riflessiva che però esplode nei momenti più concitati, raggiungendo poi il culmine quando le strategie messe faticosamente in moto si dimostrano vincenti e ci portano alla tanto combattuta vittoria.

Un diamante ancora grezzo

Purtroppo, a livello di varietà non si può che muovere una critica. Attualmente, infatti, sono disponibili solo tre tipologie di classi (assaltatore, medico e ricognitore), le quali non riescono neanche a differenziarsi sufficientemente tra loro a causa di un altrettanto risicato numero d’armi utilizzabili, ed il fatto che non sia presente alcuna possibilità a livello di personalizzazione del proprio alter-ego digitale non fa che accentuare ancor di più questa fastidiosa sensazione di monotonia generale. Al tutto si va poi ad aggiungere la presenza di poche modalità di gioco e mappe in cui affrontarsi, non proprio il massimo in un titolo che fa del multiplayer il suo cavallo di battaglia. Sicuramente il tutto verrà ampliato nel corso dei prossimi mesi, ma attualmente non si può non ammettere che una tale carenza a livello di varietà possa far storcere il naso. Nella situazione odierna, anche il comparto tecnico di Squad risulta essere ben lontano dalla perfezione, tra numerose texture slavate ed animazioni dei soldati piuttosto legnose, a cui si va poi ad aggiungere una generale ottimizzazione poco curata ed attualmente in grado di dare qualche grattacapo di troppo anche sui PC da gaming più performanti.

Squad - Ambientazioni

Va detto, però, che il titolo si avvale anche di buoni effetti particellari, una piacevole realizzazione del fumo ed ottimi giochi di luci ed ombre che danno il meglio di sé nelle ampie vedute, riuscendo a ricreare ambientazioni credibili ed affascinanti. Qualche criticità la si potrebbe muovere anche nei confronti dei server di gioco che, per ora, mi hanno dato non pochi grattacapi, tra problemi di matchmaking e disconnessioni varie, ma proprio per la natura da Early Access in cui si trova attualmente il titolo voglio comunque dar fiducia al progetto. Squad, nello stato attuale, potrebbe essere visto come una sorta di diamante grezzo da dover ancora lavorare approfonditamente. Ottime meccaniche di gameplay ed un’attenzione alla cooperazione e al gioco di squadra vanno a scontrarsi rovinosamente con una varietà generale in termini di modalità, armi e mappe decisamente insufficiente, un comparto tecnico migliorabile sotto diversi aspetti e, in particolare, tutta una serie di problematiche a livello di server decisamente fastidiose ma che, comunque, potrebbero essere tranquillamente risolte nel corso dei prossimi mesi. Insomma, incrociamo le dita per gli Offworld Industries che, almeno per il momento, hanno dimostrato di possedere tutte le carte in tavola per offrire un prodotto d’elevata qualità.

Luca Di Carlo

Sono un grande amante di videogiochi, cartoni animati, fumetti e dolci che preferisce passare la giornata a videogiocare piuttosto che a studiare per i corsi d'esame all'università; essendo anche un grande casanova, ho scoperto il mio primo vero amore dopo aver attaccato la spina della mia Playstation 1 alla corrente.