Rebuild: Gangs of Deadsville - Provato, strategicamente non morti

Quando i morti cominciano a mangiare i vivi è necessario coalizzarsi per sopravvivere.

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Un classico che non muore mai Un classico che non muore mai

Lo sappiamo tutti, i morti viventi non passano mai di moda, indipendentemente che si parli di produzioni cinematografiche, videoludiche o cartacee. Soprattutto negli ultimi anni, però, questi bizzarri esseri non curanti di qualsiasi cosa che non possa essere addentata hanno conquistato la vetta dell'immaginario collettivo, con il prevedibile risultato che oramai è praticamente impossibile definirsi un amante dell'horror e del macabro senza aver avuto a che fare con queste terrificanti creature almeno una volta nella vita. Proprio per questo, nell'universo videoludico in molti hanno tentato di sfruttarne l'enorme fascino per sviluppare prodotti di qualità (non sempre riusciti, se dobbiamo proprio essere sinceri) e Rebuild: Gangs Of Deadsville, titolo attualmente disponibile in Early Access su Steam, è solo l'ultimo di una gigantesca mole di titoli indie che vorrebbe acquisire notorietà e consensi per potersi far notare dal pubblico. I lavori staranno procedendo nella giusta maniera? Scopriamolo insieme.

Ricostruiamo il mondo

Fin dalle sue prime battute, è facile constatare quanto sia banale la premessa che sta dietro a Gangs Of Deadsville. Il mondo come lo conosciamo noi è tristemente giunto alla fine, miliardi di morti viventi popolano le strade e nessun luogo è ormai sicuro. Il nostro compito, neanche a dirlo, sarà proprio quello di creare una città in cui poter vivere armoniosamente ed in totale sicurezza, affrontando le numerose avversità che ci si pareranno davanti cercando di espandere la nostra comunità. A conti fatti la storia è tutta qui, quindi non aspettatevi colpi di scena o momenti memorabili perché in Gangs Of Deadsville non ne troverete. Arrivati a questo punto e dopo esserci tolti velocemente questo fastidioso dente cariato, è però giunta finalmente l'ora di parlare del vero cuore pulsante del titolo, il suo gameplay. La struttura di gioco con cui avrete a che fare si può ricondurre a quella di un gestionale nel quale avrete il compito di costruire una città autosufficiente ed in grado di difendersi adeguatamente. La prima cosa che ci ha piacevolmente sorpresi è stata la vasta gamma di scelte riguardanti la personalizzazione del proprio alterego, della mappa di gioco, del numero di fazioni presenti e così via. Durante la propria partita è inoltre possibile scegliere se giocare il titolo come una sottospecie di strategico a turni o in tempo reale anche se, dal nostro punto di vista, consigliamo vivamente di scegliere la seconda opzione a causa della fantastica sensazione di urgenza che si viene a creare, in particolare quando l'attacco di un'orda di non morti è ormai imminente. Allo stesso modo, il gameplay risulta incredibilmente vario e divertente, offrendoci decine di possibilità in grado di decretare la salvezza o la disfatta della nostra comunità. Fin dall'inizio è infatti possibile procedere nel modo che più ci aggrada, tenendo conto però di alcuni fattori di vitale importanza. Innanzitutto, per gestire la vostra piccola città avrete bisogno di cittadini, ottenibili in diversi modi. Alle volte potreste trovarli in una casa abbandonata e sollecitarli a seguirvi, in altre occasioni potrebbero essere proprio loro a venire direttamente da voi per chiedere asilo o, ancora, potreste aiutare qualcuno in difficoltà che, per ringraziarvi, potrebbe decidere di seguire la vostra causa. Iniziando la vostra partita ci vorrà molto poco per comprendere quanto i sopravvissuti siano essenziali per qualsiasi occupazione. Ogni vostro compagno, inoltre, potrà specializzarsi in una fra cinque diverse categorie che vanno a modificare specifiche abilità, con il risultato che in breve tempo avrete cittadini più adatti a difendere i confini dai non morti ed altri più veloci a saccheggiare o conquistare un edificio.

Gangs of Deadsville Provato

A questo si andrà poi ad aggiungere un intricato albero di ricerche che continuerà ad espandersi man mano che farete nuove scoperte ed in grado di portarci diversi bonus decisamente utili. Bisognerà poi tenere d'occhio tre barre, ovvero quello della felicità, del cibo e dei materiali. Il primo indicatore determina quanto la popolazione sia propensa a seguirvi, con il risultato che avere un livello di felicità pericolosamente basso porterà a numerose lotte interne che renderanno più difficili il completamento delle diverse missioni. Il secondo riguarda invece la quantità di cibo in proprio possesso, ottenibile conquistando fattorie o saccheggiando negozi in rovina. Infine, la terza barra rappresenta i materiali utilizzabili per costruire edifici e creare barricate. A tutto ciò bisogna poi aggiungere la presenza di diverse fazioni che, insieme agli zombie, potrebbero rivelarsi una grossa minaccia. Starà a voi decidere se farveli alleati o attaccarli senza alcuna pietà, considerando però il fatto che ogni vostra azione avrà delle conseguenze (conquistare una palazzina vicina alle mura di un'altro gruppo potrebbe portare un grande malcontento generale mentre accettare o meno di aiutare una fazione neutrale potrebbe decretare il loro impegno ad aiutarvi nel momento del bisogno).

Un leader nato

Vista da questo punto di vista, il titolo potrebbe sembrare estremamente complesso e complicato, ma basteranno appena cinque minuti con il mouse in mano per prendere confidenza con il sistema di gioco che, grazie a meccaniche semplici ed intuitive, consente di tenere sotto controllo ogni aspetto del vostro dominio senza il rischio di confondersi. Posizionare i superstiti risulta estremamente facile e la possibilità di unirli in veri e proprio gruppi rende il tutto ancora più immediato. Ogni qual volta che iniziate una missione, vedrete una percentuale di successo da dover tenere d'occhio per comprendere se eseguire una certa azione sia fattibile o meno e, in caso di risposta negativa, agire di conseguenza. In particolare, ci ha colpiti che proseguendo nei nostri obiettivi ci vengano date sempre nuove opzioni decisionali. Il gioco, infatti, ci dà piena libertà di scelta sul modo in cui gestire la nostra comunità con il risultato che, dopo aver edificato un municipio, avremo la possibilità di decidere se istituire un governo costituzionale o dittatoriale, avremo totale libertà nella scelta di come si debbano suddividere i beni materiali da dover consegnare alle diverse categorie di persone presenti in città, o ancora potremo acconsentire a sparare contro i nemici cercando di conservare più munizioni possibili o meno. La cosa che davvero ci ha lasciato basiti, in senso positivo, è che gli esempi fatti non sono altro che la punta di un immenso iceberg di scelte grazie alle quali potremo modellare il nostro piccolo mondo nel modo che più ci aggrada, e non nascondiamo di aver passato intere mezz'ore a prendere decisioni o a fare scelte che, presto o tardi, hanno sempre portato a delle conseguenze.

Gangs of Deadsville Provato

Altro punto a favore del titolo riguarda poi la sua difficoltà. Già a livello normale è infatti estremamente facile restare schiacciati dalle numerose avversità presenti. Quando ci si trova a dover fronteggiare in un colpo solo rivolte popolari, momenti di siccità che diminuiscono la quantità di cibo, famelici zombie assetati di sangue e altri sopravvissuti che cercano di eliminarci, diventa davvero facile capitolare anche per un solo errore tattico. Per esempio, nella nostra prova ci siamo ritrovati nella situazione di poter attaccare una banda di sopravvissuti strategicamente pericolosa contro la quale abbiamo voluto concentrare le nostre forze; ecco che però, nel bel mezzo dello scontro, una grossa orda di non morti appare dal nulla e attacca alcuni nostri edifici, costringendoci a dover difendere due diversi fronti che purtroppo non hanno retto al violento assalto, portandoci ad un'inesorabile sconfitta. Questo e solo uno dei numerosissimi esempi di come Rebuild: Gangs of Deadsville sia, a suo modo, estremamente complesso ed intricato. Ogni singola scelta va ponderata con attenzione, bisogna rendersi conto delle numerose variabili in gioco, ci si deve preparare adeguatamente in caso di fallimento e, in generale, è necessario essere pronti ad affrontare ogni possibile difficoltà. Tutto ciò contribuisce a donare profondità e complessità ad un titolo che, a prima vista, potrebbe sembrare fin troppo elementare e che, al contrario, si dimostra estremamente stimolante e divertente.

Un roseo futuro all'orizzonte

Di buon livello è anche la qualità grafica del gioco che, avvalendosi di disegni semplici ma allo stesso tempo efficaci e colorati, riesce ad offrire un'egregia realizzazione sia per quanto riguarda gli ambienti sia per ciò che concerne i personaggi. Nel gioco non è presente un vero e proprio doppiaggio e tutta la storia viene raccontata attraverso un diario in cui il protagonista descrive gli ultimi avvenimenti, peccato solo che non sia presente nessun tipo di localizzazione in italiano. In conclusione, per il momento possiamo dire di essere ampiamente soddisfatti di questo Rebuild: Gangs of Deadsville che, nonostante la presenza di qualche fastidioso bug e l'attuale assenza di diversi elementi di gioco, è riuscito a catturarci nel suo malvagio ed intricato mondo. A questo punto non ci resta che attendere e sperare che le promesse fatte dagli sviluppatori riguardanti nuovi eventi, diverse altre tipologie di zombie ed interessanti modalità aggiuntive, siano mantenute e che le poche sbavature presenti vengano sistemate, perché al momento ci troviamo di fronte ad un titolo dalle grandi potenzialità.

Luca Di Carlo

Sono un grande amante di videogiochi, cartoni animati, fumetti e dolci che preferisce passare la giornata a videogiocare piuttosto che a studiare per i corsi d'esame all'università; essendo anche un grande casanova, ho scoperto il mio primo vero amore dopo aver attaccato la spina della mia Playstation 1 alla corrente.