The Long Dark - Provato, tra ululati e brividi

Il survival glaciale di cui tutti aspettano con ansia la modalità storia...

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Sopravvivenza da lupi Sopravvivenza da lupi

Chiunque mastichi un po' di survival games, soprattutto di stampo indie, non si sarà di certo lasciato sfuggire: The Long Dark. Un titolo che già da parecchi mesi fa parlare di sé e, nonostante la sua atmosfera glaciale, è riuscito ad attirare numerosi curiosi. Noi l'abbiamo provato grazie all'early access che permette di giocare, in anteprima sull'uscita ufficiale del gioco, la sua modalità sandbox, ovvero la modalità sopravvivenza. Di seguito sono riportate le nostre osservazioni e ciò che siamo riusciti a percepire dal titolo targato Hinterland Games.

Brrr! Si gela qua fuori 

L'early access da noi provato contiene una versione alpha del gioco al cui interno vi è solo una parte di quello che poi sarà essere il prodotto finale intitolato The Long Dark. Questo non viene mai tralasciato dagli sviluppatori che lo ricordando al giocatore non appena ne hanno l'occasione svelandoci che il gioco, una volta completato, sarà confezionato anche da una modalità "campagna", seguente un arco di eventi ben preciso. Ciò non sorprende e anzi fa ben sperare grazie soprattutto all'interessante contesto che il gruppo di sviluppo ha saputo realizzare: un pilota ha dovuto affrontare un'improvvisa tempesta geomagnetica, causandogli lo schianto del suo velivolo nelle polari e ostili terre canadesi. Da solo, senza cibo e senza un abbigliamento adatto al clima gelido, deve riuscire a gestire le proprie provviste per sopravvivere il più a lungo possibile. Questo è l'incipit che riceviamo avviando la modalità sandbox, sia con il personaggio femminile che con quello maschile, facendoci ipotizzare che in futuro questo possa essere anche l'inizio della fantomatica campagna.

The Long Dark - Provato

Come già detto, l'ambiente che ospiterà lo sventurato pilota sarà ostile alla sopravvivenza di qualsiasi essere; le temperature ben inferiori allo zero permettono la vita solo di sporadiche specie di vegetazione e di animali, i quali possono rappresentare fonte di salvezza e al tempo stesso di morte certa. Scelto il luogo nel quale iniziare la nostra avventura, bisogna subito iniziare a esplorare la zona per ottenere tutte le risorse possibili ed un equipaggiamento adatto. Se siete sfortunati, ma neanche troppo, vi potreste imbattere in un piccolo branco di lupi che mossi dalla fame non esiteranno a rincorrervi per sbranarvi, meglio non avvicinarsi se non si è provvisti di un arma da fuoco, questi animali sono velocissimi e letali, una volta che hanno fiutato o visto il giocatore scappare è praticamente impossibile.

Oltre a questi famelici canidi vi sono anche i mansueti cervi, fonte di cibo per eccellenza della zona, a differenza dei primi questi non esiteranno a scappare una volta visto il giocatore il che li rende una preda davvero ostica da cacciare. Per fortuna l'uomo è anch'egli produttore di cibo in qualche modo. Negli edifici sparsi per la mappa è possibile trovare una buona dose di carne in scatola, barrette energetiche e altro ancora, utilissimi durante il percorso per diventare autosufficienti col cibo. Il sistema di generazione degli oggetti è abbastanza equilibrato anche se statico, ad ogni partita in una determinata casa troveremo sempre gli stessi oggetti, il che non è proprio il massimo.

Occhio ai parametri

Come ogni survival che si rispetti, la sopravvivenza in The Long Dark è gestita da quattro fattori: fame, sete, fatica e freddo. Quest'ultima variabile è la vera novità introdotta dal titolo ed anche la più letale. Essendo atterrati di fortuna in un clima al quale non eravamo preparati i nostri indumenti non sono adatti, una lunga esposizione alle intemperie può causare la nostra prematura caduta in uno stato di ipotermia e di conseguenza la morte. Come se non bastasse le terre del Canada sono spesso caratterizzate da tormente di neve, vento e notti lunghe e fredde. Il clima è quindi il primissimo nemico da dover imparare ad affrontare in questo gioco, la sua invisibilità lo rende letale ed è facile prendere la situazione sotto gamba.

The Long Dark - Provato

Il giocatore deve prima di tutto imparare a tenere a freno i propri istinti e le proprie voglie. A causa del freddo, anche un'azione semplice come raccogliere carne da un cadavere, pescare oppure tagliare legna potrebbe essere mortale se non adeguatamente protetti e riscaldati. Questo perché ogni azione richiede del tempo di gioco, tempo nel quale il personaggio deve necessariamente rimanere esposto a eventuali pericoli nonché al freddo. Il vestiario è ottenibile esplorando le aree e si trova nelle varie case abbandonate oppure addosso ai cadaveri. In alternativa è anche possibile craftarsi dei piccoli capi d'abbigliamento con le pellicce dei cervi oppure quelle dei lupi sempre che si riesca ad ottenerle. È altamente sconsigliato abbandonare il proprio rifugio durante una tormenta o di notte, il vento e il freddo sono in grado di mettere fine alla vostra avventura piuttosto rapidamente.

Quindi il gioco com'è? 

The Long Dark è senza dubbio un titolo interessante che potrebbe offrire tante ore di divertimento agli amanti del genere survival ma che al momento si trova in questo stato di early access da almeno cinque mesi. Le nostre preoccupazioni su un possibile stato di fermo dello sviluppo potrebbero essere fondate ma speriamo vivamente che vengano presto smentite dal team.

The Long Dark - Provato

Esplorare le terre canadesi è più che soddisfacente anche grazie ad uno stile grafico che abbandona decisamente il realismo a favore di uno stile più cartoonesco che rimanda molto ad alcuni vecchi film d'animazione, minimalista e che riesce a compiere egregiamente il suo compito di farci immergere nella solitudine del gioco. L'esplorazione si rivela essere molto profonda e ricca di dettagli, più volte il giocatore sarà costretto ad affidarsi all'udito più che alla vista per riuscire a capire se un branco di lupi o un edificio è nelle vicinanze grazie ad un insieme di suoni ben delineati che riescono a collocarsi bene all'interno dell'ambiente di gioco.

Il realismo che accompagna il costante rischio di ipotermia viene anche ripreso nell'utilizzo generale degli oggetti in grado non solo di deteriorarsi ma anche di essere usati in modi che percorrano fedelmente le orme della vita reale. Ogni oggetto ottenibile in gioco tramite l'esplorazione si potrà rivelare utilissimo e indispensabile al fine della sopravvivenza ed è dunque consigliabile non sprecarne mai anche un solo pezzo.

Il trailer di The Long Dark
Matteo Bruno

Appassionato di videogames, di manga, film e libri fantasy. Sempre pronto a dire la sua e a cercare tutte le novità riguardo agli argomenti a lui cari.