Dragon Ball Z: Battle of Z, anteprima

Dopo una poco entusiasmante prova con Kinect, Goku torna a preferire i controller.

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Goku, pad alla mano Goku, pad alla mano

La serie manga di Akira Toriyama e l'anime di Toei Animation hanno avuto negli anni svariate incarnazioni videoludiche, decine e decine di titoli su altrettante console. Dalle più prevedibili Playstation con la saga di Budokai Tenkaichi sulla seconda console Sony, fino alla più recente Raging Blast sulla attuale generazione. O ancora: Super Butouden su SNES. E Playdia la conoscevate? La console di Bandai uscita solo in Giappone ha tra i suoi titoli di successo proprio due giochi di Dragon Ball, ve ne citiamo uno: Dragon Ball Z: Shin Saiyajin Zetsumetsu Keikaku Chikyuu Hen. Da due anni a questa parte però i fan sono rimasti senza la serie così come la conoscevano, un picchiaduro ad incontri. L'ultimo risale infatti al 2011, Ultimate Tenkaichi si giocava ancora con un controller in mano. Difatti lo scorso anno, i provetti Saiyan - rigorosamente muniti di Kinect - hanno potuto mimare le loro tecniche preferite di fronte al sensore di movimento di Microsoft grazie a Dragon Ball Z Kinect. Se i più giovani potrebbero essersi divertiti imitando le gesta dei loro miti in piedi dinanzi alla televisione, gli utenti più grandicelli avrebbero maggiormente gradito un capitolo classico, magari da giocare seduti su un divano, con un controller e tre amici connessi online. Questi sono i requisiti di Dragon Ball Z: Battle of Z.

Saiyan in coop.

La novità più importante di questo nuovo capitolo sono proprio le battaglie di squadra a quattro giocatori. Oltre alla Battle Royal, otto giocatori tutti contro tutti. Comunque, che lo si giochi offline o online poco importa, i combattimenti 1vs1 sono spariti lasciando spazio a qualcosa di più originale. La cooperativa è il piatto forte del titolo, il nostro team di quattro combattenti devono infatti unire le forze per sconfiggere gli altrettanti avversari. Questo è possibile attaccando tutti insieme un determinato nemico nel suo punto debole, continuando a martellarlo di attacchi il danno inflitto accresce con il salire del moltiplicatore combo. Il gameplay è ora arricchito dall'energia chiamata Genki e una barra posta nella parte alta dello schermo ne indica la quantità disponibile. Questa viene guadagnata attaccando i nemici, ma è anche possibile condividerla con i compagni e quindi riceverla. Una volta che il Genki sarà pieno potremo eseguire una mossa finale, come per esempio la Genkidama. Anche in questo caso è possibile unire le forze per eseguire determinate tecniche.

Ora insieme per sconfiggere gli storici nemici

Per sottolineare ancora di più l'aspetto cooperativo del titolo, Namco Bandai ha deciso di inserire delle classi, o meglio delle categorie di cui i 75 personaggi presenti fanno parte. Goku e Nappa rientrano nella "Fighting Style", questi eccellono nell'attacco e nel corpo a corpo. Nella categoria "Ki Blast Type" ne fanno parte i combattenti veloci e che prediligono gli attacchi da lontano, come Vegeta e Piccolo. L'healer, cioè colui che si occupa di curare i compagni feriti, è presente anche in Dragon Ball Z: Battle of Z sotto forma di "Support Type". Tra gli altri spiccano Kid Gohan e Kid Trunks, in grado appunto di condividere l'energia con gli altri membri del team. Crilin fa parte della categoria chiamata "Interference type" che sono in grado di impedire che gli avversari attacchino i nostri alleati.

Inoltre è presente la personalizzazione del personaggio, per migliorarne le caratteristiche sono presenti delle carte che, una volta collezionate ed equipaggiate, sono in grado di aumentare, per esempio, la forza fisica o la salute. L'occhio vuole la sua parte, troviamo quindi anche la personalizzazione estetica, questa ci permette di cambiare il colore del costume a nostro piacimento. La storia principale ci permetterà di seguire in 60 missioni l'avventura di Goku e dei guerrieri Z ma alcune diramazioni ci faranno vivere l'esperienza da parte dei nemici, per esempio Freezer, e quindi ci ritroveremo a combattere Goku. Vi andiamo a raccontare uno dei primi ostacoli che i nostri Sayan devono affrontare.

Nappa, scappa.

In una delle missioni mostrate dallo sviluppatore si vedono in azione le novità che vi abbiamo riportato sopra. Vestiamo i panni di Goku, invece la CPU gestisce gli altri tre combattenti che possiamo scegliere per formare il nostro team. In questo caso ci facciamo aiutare da Junior, Gohan e Crilin. In questa missione affrontiamo Nappa che appena nota l'handicap numerico a suo sfavore fa affidamento a tre Saibaman per bilanciare la situazione. Ci viene confermato subito l'abbandono dei classici scontri 1vs1 da picchiaduro a incontri, essi vengono sostituiti da battaglie dove dovremo affrontare più nemici contemporaneamente. I combattimenti 4vs4 sono lo standard ma potranno capitare incontri 4vs1, per esempio contro la Grande Scimmia.

Nappa pronto ad affrontare il nostro team

Vediamo in esecuzione il meteor chain, è ciò di cui vi parlavamo poco sopra. Questo permette di colpire il nemico insieme ai compagni per realizzare una combo che aumenta man mano che i membri dello stesso team inanellano attacchi. Ma non è tutto rosa e fiori, infatti dovremo stare attenti perché sono in grado di eseguirlo anche i nostri nemici. Ora la nostra barra del Genki è abbastanza piena da permetterci di effettuare una Kamehameha sufficientemente potente da sconfiggere Nappa. Finita la missione una schermata segna i nostri progressi, in particolare il nostro livello attuale, esso aumenta con i punti esperienza che la missione appena compiuta ci ha fatto guadagnare. Anche i nostri alleati aumentano di livello, e quando questo accade risulta più facile l'esecuzione degli attacchi combinati.

What's my destiny

La serie di Dragon Ball ritorna dopo anni, per essere giocato nuovamente con un controller in mano, e con tante novità all'insegna della cooperativa, tutto dovrà essere gestito e testato al meglio in modo che possa funzionare. Il Genki e le classi dei combattenti sono gli aspetti che per essere giudicati devono essere testati con mano. E ci mettiamo le mani sul fuoco, questo accadrà presto. Tenete quindi gli occhi su Kingdomgame.it.

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.