Battlefield 4: hands on

I campi di battaglia non sono mai stati così realistici

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La competizione, nel senso vero del termine, riesce ad affascinare ed ad attirare a sé moltissime persone. In campo videoludico, gli FPS (first person shooter) sono il genere che ne esprime meglio la forma. Da anni, in questo campo, si contendono lo scettro due saghe: Battlefield e Call of Duty. Mentre il secondo è di stampo più arcade, Battlefield è da sempre sinonimo di simulazione, simulazione bellica che offre al giocatore tutte le sensazioni (passatemi il termine) che la guerra può dare. Entrambi i titoli puntano tutto sulla componente online. Per questo all’uscita della beta del nuovo capitolo targato Electronic Arts, Battlefield 4, noi di KingdomGame.it l’abbiamo provata a fondo e quelle che seguono sono le nostre impressioni.

UN VERO CAMPO DI BATTAGLIA

La strada era deserta. I vetri dei palazzi intorno a noi mandavano riflessi, colpiti dalla luce prepotente del sole. I miei passi macinavano metri sull’asfalto. Faceva caldo, troppo caldo. I kili di attrezzatura che portavo addosso e l’M1A4 che ho tra le braccia sembra pesare tonnellate. Intorno a me, a ventaglio, c’è la mia squadra. Poco davanti a noi, la postazione che dobbiamo controllare, ci arriviamo ma non possiamo tirare un sospiro di sollievo.. Il peggio inizia adesso. Ci mettiamo in posizione e attendiamo. Bastano pochi secondi e – non molto lontano da noi – si sente una deflagrazione. L’urlo del caposquadra che ci incita a prepararci e a far fuori qualsiasi bastardo si avvicini alla nostra posizione. Sopra di noi, un paio di caccia danno inizio ad una danza bellissima e mortale. Dai vicoli delle strade si riversarono fuori i nostri nemici. Uscirono veloci, sparando all’impazzata verso di noi. Rispondemmo al fuoco, dando vita ad uno scontro impari. I miei compagni cadevano sotto il fuoco nemico e molti nemici cadevano sotto i colpi del mio M1A4. Un carro armato, poco lontano, fece partire un colpo che distrusse uno degli edifici vicino la nostra posizione. Mentre mi alzavo per sparare ad un nemico che si era fatto troppo vicino, il colpo di un cecchino – nascosto non so dove – mi colpì. Caddi a terra mentre il rosso del sangue oscurava il mio campo visivo.

Questa è stata una delle tante – brevi ma intense – partite che abbiamo avuto modo di giocare nella beta. La prima sensazione che si ha, pad alla mano, è quella di trovarsi veramente in uno scenario di guerra. Che siano città, villaggi rurali o scenari aperti, ci sentiremo totalmente immersi nel conflitto. La resa grafica è ottima anche se non si discosta molto da quello che abbiamo avuto modo di vedere nel precedente capitolo. I dettagli grafici sono eccezionali. La polvere che sale da un edificio distrutto, i fori dei proiettili sulle superfici, i riflessi sono tutti curati alla perfezione così come il comparto sonoro, ottimamente realizzato. Ogni arma avrà il proprio suono. I veicoli, le esplosioni sono eccellenti. Usando un paio di cuffie od un sistema adatto godremo dell’esperienza sonora a 360°, avendo la reale sensazione di trovarci al centro dell’azione. Seduti sulla poltrona, con il pad in mano mentre tutto intorno a noi, ovvero gli spari, le esplosioni o il rumore dei cingolati la fanno da padrona è una sensazione come se ne provano poche in ambito videoludico.

CORSA AGLI ARMAMENTI

Il gameplay è quantomeno simile a quello del precedente capitolo. Un gameplay simulativo, dalle mappe enormi – tutte caratterizzate benissimo – che offrono numerosi approcci d’azione. Ancora una volta ad essere premiate sono le azioni di squadra. Non è impossibile giocare da solo sia ben chiaro, ma agendo e collaborando con gli altri giocatori renderà l’esperienza più semplice e molto più appagante. Quello che si può notare, comunque, resta il volere degli sviluppatori di dare un “tatticismo” agli scontri. Catturare una posizione da soli sarà molto più arduo che catturarla con una squadra, magari con un cecchino che da una buona posizione ci copra le spalle.
Le bocche di fuoco presenti in questo capitolo sono moltissime e, come accadeva in Battlefield 3, potranno essere modificate a nostro piacimento. Potremo aggiungere vari mirini (laser, led, olografici, metallici, etc) ed apportare modifiche per rendere l’arma più performante a seconda delle nostre esigenze. Ovviamente, non potevano mancare i mezzi, dalle Jeep ai Caccia, dai Carri Armati alle barche. Tutti i veicoli e aereo-veicoli avranno le proprie caratteristiche ed il proprio metodo di guida. Padroneggiarli tutti richiederà tempo e bravura. L’interazione con lo scenario è stata migliorata, ora quasi la totalità degli elementi della mappa potranno essere distrutti. La fisica è stata migliorata rispetto al precedente capitolo ed ora vetri e palazzi distrutti verranno giù con più realismo.

CONCLUSIONI

La beta di Battlefield 4, tranne i vari bug che – essendo una beta – son più che leciti, ci ha piacevolmente sorpreso. Quello che abbiamo avuto modo di provare è un multiplayer curato nei minimi dettagli, per cercare di dare al giocatore l’esperienza di gioco migliore. La quantità di armi ed accessori rende la personalizzazione estrema, così come le numerose medaglie e riconoscimenti che potremo ottenere compiendo diverse azioni (uccidere un tot. di nemici con un’arma, conquistare tot. bandiere, etc). Tutto sommato, la nuova creatura di Electronic Arts, è partita con il piede giusto. Tutti i problemi che sono stati riscontrati con la Beta sono in corso di risoluzione e gli sviluppatori hanno annunciato che continueranno a monitorare e a correggere eventuali errori anche quando il gioco sarà già all'interno delle nostre console. Questo per rendere l’esperienza il più positiva possibile per i numerosi fan del brand. In attesa della nostra recensione, vi consigliamo di seguire il portale per i prossimi aggiornamenti su quello che sarà il Premium di Battlefield 4.

Valerio Zavaglia

Nasco a Palermo ma subito dopo vengo trasferito nella città eterna, dove cresco tra libri, Tex Willer e videogiochi. Sin da piccolo coltivo le mie due passioni: Scrivere e videogiocare. Entrambe mi portano innumerevoli soddisfazioni; la prima mi permette di collaborare con alcune testate giornalistiche locali, la seconda mi permette di giocare a titoli che resteranno nel mio cuore. Da tempo riesco a far coincidere le mie due passioni, scrivendo per KingdomGame.it. Nella vita sono un Barman. Ultimamente ho avviato la mia "carriera" da scrittore, pubblicando il mio primo racconto "Xandernet".