Lightning Returns: Final Fantasy XIII, hands-on

Lightning, come spenderai i tuoi ultimi giorni?

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Lightning ritorna come protagonista assoluta Lightning ritorna come protagonista assoluta

“Final Fantasy è uno di quei franchise che ci accompagnano da molto tempo, proviamo a contare sulla punta delle dita i brand che da più di venti anni sono nel mondo dei videogiochi” ha introdotto così Andrea Giolito, Marketing Director di Koch Media, la presentazione di Lightning Returns: Final Fantasy XIII organizzata a Milano. E come dargli torto? La serie, nata nel 1987, ha ben 26 anni ed ha così intrattenuto, non senza critiche, i suoi fan. È ora il momento del terzo capitolo delle avventure di Lightning, che, dopo Final Fantasy XIII-2, torna per affrontare il Caos.

Questione di tempo

È ora il turno di Adrian Arnese, Senior Brand Manager di Square Enix Europe, che ci racconta la storia di Lightning Returns: Final Fantasy XIII. Il mondo di Nova Chrysalia sta per finire, il Caos si sta diffondendo e in 13 giorni non esisterà più nulla. Comunque c'è rimasta ancora una speranza per le persone che ancora vivono in questo mondo, e questa è sotto forma di una guerriera a cui gli verrà affidata la missione di cambiare il loro destino. Stiamo ovviamente parlando di Lightning, essa è infatti benedetta da straordinari poteri e equipaggiata con un armamento appropriato. Ha quindi tutto ciò di cui ha bisogno, tranne una cosa: il tempo. Non ne ha abbastanza, ed è per questo che il quesito che ci viene posto è "come spenderai i tuoi ultimi giorni?".

I posti pericolosi in Lightning Returns saranno molti

Il tempo non è solo una componente cardine della trama, ma anche la base di tutte le meccaniche del gioco. Per questo nel corso della nostra avventura dovremo prendere delle scelte, il dubbio su come spendere o meno le nostre ore ci attanaglierà costantemente. Lightning è il volto di questo terzo capitolo della trilogia di Final Fantasy XIII, e ne concluderà la sua storia. Ed è per questo che il gameplay è stato completamente rivisto per adattarlo all'uso di un singolo personaggio, ormai siamo lontani dal classico gioco di ruolo e molto più vicini a quello che è un gioco d'azione. World Driven, è il nome per il gameplay di questo capitolo, è il mondo a guidare il giocatore attraverso la progressione. E, ancora una volta, il tempo ne è fondamento base. Personaggi, negozianti, le missioni e alcune ambientazioni saranno disponibili solo ad un certo orario, che sia notte o giorno e per un certo numero di ore prestabilite. Per questo il giocatore dovrebbe pianificare gli spostamenti, prediligendo quelli fondamentali in quel determinato momento e sempre tenendo presente gli orari di apertura.

Adrian ci informa riguardo la demo che andremo a provare successivamente, l'area dove si svolge si chiama Wildlands, è aperta e libera consentendoci di esplorarla alla ricerca di missioni da completare. È un mondo naturale pieno di imprevisti e mostri pronti a darci battaglia.

A spasso alla ricerca di Chocobo

Appena iniziata la demo ci troviamo in una fattoria posta al centro delle Wildlands, i suoi abitanti ci tornano subito utili, ci andiamo infatti a parlare per scoprire che un Chocobo bianco viene tenuto sotto scacco da un Chocobo Eater. Hope, che ritorna anche in questo Final Fantasy XIII, è in grado di comunicare con noi attraverso un sistema a distanza, darci consigli e missioni. Esso ci conferma quanto abbiamo appena scoperto, i Chocobo sono un mezzo di trasporto utile per muoversi in tranquillità nelle vaste e pericolose Wildlands. Ed è per questo che ci consiglia di andare ad est, nella Città delle Rovine, per cercare la preda ed il suo cacciatore. Ma prima di addentrarci nei pericoli di questa enorme distesa verde, facciamo sosta da un mercante per rifornirci di pozioni curative, rimedi e Code di Fenice. Qui scopriamo una delle novità, gli oggetti curativi vanno posti in sei slot riempiti con un singolo di questi, è stata quindi eliminata la caratteristica possibilità di averne a piacimento e fino ad un massimo di 99.

Equipaggiati di tutto punto, esploriamo la vasta area circostante la fattoria, non passa molto prima di vedere dei nemici davanti a noi. Essendo visibili possiamo scegliere se affrontarli o aggirarli e continuare l'esplorazione. Ci facciamo coraggio e sguainiamo la spada, premendo R1/RB infatti attaccheremo preventivamente facendo incominciare lo scontro con il 10% di vita in meno al nostro avversario. Nel caso in cui non fossimo riusciti a fare ciò, ed esso ci avesse attaccato, il 25% di HP persi sarebbe stato il nostro handicap. Lo scontro inizia, ci troviamo davanti due Budini, storici nemici della serie di Final Fantasy, qui chiamati Miniflan. Con la levetta sinistra ci muoviamo sul terreno di gioco, ruotando sul singolo nemico selezionato. La novità più importante del gameplay riguarda le "Schemata", queste sono delle classi rappresentate visivamente dal costume che indossa Lightning, ognuno di questi può essere personalizzato cambiando ogni attacco che viene associato ad un singolo tasto frontale. Questo permette al giocatore di rendere uniche le sue classi in modo da avere pronte le migliori combinazioni durante i successivi combattimenti. Potremo quindi creare, per esempio, una classe incentrata sulla magia nera, una sull'attacco fisico e una che provoca status alterati. In battaglia possiamo cambiare Schemata con la semplice pressione dei grilletti superiori.

Lightning in azione

Proviamole nella battaglia in corso, ci ricordiamo che ogni Budino ha una particolare debolezza all'elemento magico contrario al suo, allo stesso tempo ha una grande resistenza agli attacchi fisici. Facciamo quindi attenzione all'attacco che ci scaglia, si tratta di blizzard, premiamo il tasto dedicato alla parata per non subire alcun danno. Abbiamo ora capito che questo Miniflan usa l'elemento ghiaccio per i suoi attacchi, ed è quindi debole a quello tuono. Usiamo la nostra Schemata "L'ange Noir" per sfruttare l'attacco magico Tuono, la barra dei Punti Vita del nostro nemico si esaurisce nel mentre compare un'onda di colore viola, essa sta ad indicare che abbiamo scoperto il punto debole. L'averlo fatto significa ricompense migliori a fine battaglia, ma ora continuiamo a dirigerci verso la nostra destinazione.

Arriviamo di fronte al Chocobo Eater, prima però andiamo nel menu delle Schemata, qui possiamo cambiare i costumi, essi non solo variano esteticamente ma forniscono delle variazioni alle nostre statistiche. Per presentarci al meglio davanti al boss, sfruttiamo l'editor per cambiare colore ai vestiti che stiamo indossando, volendo è anche possibile scattare un'istantanea da condividere poi sui social network.

Il gigante Chocobo Eater è pronto per essere affrontato, scopriamo in fretta la sua debolezza agli attacchi dell'elemento ghiaccio, lo attacchiamo quindi con Tempesta di ghiaccio. I danni inflitti sono elevati ma non possiamo continuare ripetere la stessa mossa, la barra ATB infatti si svuota in base ai punti azione richiesti. Dobbiamo quindi cambiare Schemata - ognuna di questa ha una propria barra ATB indipendente dalle altre - per continuare a colpire in modo da non rimanere inermi. Vogliamo concludere la battaglia sfruttando una nuova meccanica chiamata Overclock System. Una volta attivata il tempo viene rallentato permettendoci di attaccare il nemico con tranquillità e senza limitazioni fino a quando la barra dedicata non si sarà scaricata. Il boss è ormai storia passata, ma il Chocobo non se la passa poi così bene. Lo vediamo a terra ferito in una pozza di sangue, Lightning e Hope si chiedono come mai non sia corso via, che stesse proteggendo qualcosa?

La Fantasia Finale per Lightning

Lightning Returns: Final Fantasy XIII si presenta come la conclusione di una trilogia con notevoli novità, una di queste è sicuramente il tempo, meccanica cardine dell'intero titolo e che ci ha incuriosito parecchio. Il gameplay è più profondo rispetto al passato, le Schemata rendono il tutto più tattico e capire le debolezze del nemico non è più un aspetto opzionale. Il dinamismo e la parata attiva avvicinano di un ulteriore step il titolo al genere degli action, ma ciò che ci ha fatto maggiormente storcere il naso è la piattezza ed una minore ricerca artistica delle Wildlands. Ma siamo sicuri che questo aspetto lo ritroveremo in altri livelli di un mondo che Square Enix è sempre riuscita a curare particolarmente.

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.