Dark Souls 2 - Provato

Il nostro provato e l'intervista a Tak Miyazoe.

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PS3 XBOX 360 PC
L'abbiamo provato e siamo morti. L'abbiamo provato e siamo morti.

Dark Souls 2 sarà facile”, “Il prossimo Dark Souls avrà una modalità facile”. Queste sono solo alcune delle voci che correvano in rete mesi dopo l’uscita del primo capitolo. A causa dell’abbandono del game director a capo del precedente episodio, Hidetaka Miyazaki, molti pensarono che i suoi sostituti avrebbero reso il brand - famoso per la sua difficoltà - un gioco da ragazzi. Ti rendi conto di quanto queste fossero solo delle dicerie messe in ballo dai fan della saga quando muori con tre testate inferte da un maialino di campagna. Se questo non bastasse, ci ha sorpreso come lo stesso Producer di Bandai Namco sia morto svariate volte nel tentativo di mostrarci Dark Souls 2 in azione. Colui che ha giocato numerose volte il titolo per la presentazione da mostrare alla stampa di tutto il mondo, è rimasto in balia dell’imprevedibilità del gioco. Pazientemente, pad alla mano, abbiamo perso le nostre anime decine di volte e queste sono le nostre prime impressioni. E no, se aveste ancora qualche dubbio, Dark Souls 2 non è per niente facile.

Muori.

Il gioco è davvero difficile, ma come sempre molto soddisfacente. Tak Miyazoe, il producer del gioco per Bandai Namco, ci tiene a sottolineare subito come sì, Dark Souls 2 mantenga la sua anima e fama di gioco impegnativo, ma come anche sia in grado di enfatizzare le nostre imprese. Ci inizia a parlare dei miglioramenti riguardanti il gameplay. In primis il team non vuole che il giocatore muoia a causa dei controlli, o perché non sia stato in grado di controllare il personaggio adeguatamente. In particolare per quanto riguarda il salto, ora slegato dalla corsa. I server dedicati sono una delle novità più importanti in questo sequel, ora è possibile unirsi non solo ai giocatori più vicini a noi ma anche a quelli di tutto il mondo. È stata inserita la chat vocale, ma solo per quanto riguarda la cooperativa. In questo modo è possibile comunicare con i nostri alleati per concordarsi sul da farsi, o per decidere le strategie da usare contro il prossimo boss. È comunque disattivabile a scelta, ma questo andrà a migliorare la parte multiplayer del titolo, pur mantenendo la tipica atmosfera di quando si affronta uno sconosciuto invasore pronto ad ucciderci, in silenzio.

Dark Souls 2 nemici

Diversi i miglioramenti anche per quanto riguarda l’interfaccia utente, più snella e semplice da navigare. Inoltre ora possiamo vedere il nostro personaggio nella parte destra dello schermo mentre navighiamo nei menu. Oltre a vedere i cambiamenti dovuti a ciò che andremo ad equipaggiare, questo ci permette di accorgerci immediatamente dei pericoli nei dintorni, se ci sono nemici o se ci stanno attaccando. Per quanto riguarda l’equipaggiamento, ora è possibile indossare fino a quattro anelli, al contrario dei due di Dark Souls. Miyazoe ha dichiarato in una recente intervista che se il giocatore muore diverse volte la vita scende sotto il 50%, in questa occasione ha specificato che questo succede nel caso in cui il livello dei peccati sia alto. Si può arrivare anche a perderne il 90%, con il 10% restante per cercare di tornare con la vita al massimo. Un modo per punire i giocatori che invadono spesso gli altri mondi. A questo punto arriviamo a parlare delle priorità proprio per quanto riguarda le invasioni. C’è un ordine che parte da chi ha un numero elevato di peccati, questi saranno soggetti ad un numero maggiore di invasoni. Si passa ai giocatori co-op, ai personaggi umani e per finire i non morti. Infatti ora dovremo temere le invasioni anche se non siamo umani, ma le probabilità sono molto basse. Torna il PvP ma in maniera leggermente diversa, bisogna far parte dello stesso patto e trovarsi nello stesso luogo, delle zone pensate appositamente dove si attende l’altro giocatore per far iniziare lo scontro. Vincendo consecutivamente si viene premiati con un aura blu intorno al nostro personaggio, in modo da sottolineare i giocatori più bravi.

I bonfire si arricchiscono con una funzionalità aggiuntiva, la possibilità di bruciare determinati oggetti per aggiungere effetti al mondo di gioco. Se non siete soddisfatti della già elevata difficoltà, potrete incrementarla ulteriormente oppure allungare il tempo che scorre tra un'invasione e l’altra.

Bare alla mano.

Iniziamo la nostra prova a Majula, un villaggio che funge da hub centrale. Iniziamo ad esplorarlo per conoscere i suoi abitanti, NPC che ci offrono i loro servizi. Tra cui un gatto che si occupa di rimuovere i nostri peccati, o di rimuovere il patto in corso e un fabbro a cui dovremo riportare i suoi attrezzi se vogliamo il suo aiuto. Ma il personaggio più importante è una donna, questa è infatti fondamentale nel proseguo nel gioco. Lei sarà il nostro unico modo per salire di livello. Niente più sosta ai bonfire per migliorare le nostre statistiche. Per velocizzare gli spostamenti ora il teletrasporto lo si può sfruttare fin da subito, non solo scegliendo la location ma anche il falò desiderato. Da Majula si diramano diverse vie, alcune accessibili solo proseguendo con l’avventura. Scegliamo quella consigliata da Miyazoe, la più fattibile, a detta sua. Ci troviamo in un bosco, qualche nemico semplice ci tende un’imboscata, ma noi siamo agili e schiviamo in tempo i loro attacchi contrattaccando con le due spade impugnate, una per mano. Un approccio diverso, senza scudo dobbiamo contare tutto sui tempi di evasione e contrattacco. Saliamo delle scale ed arriviamo in un’area circolare con un grosso albero al centro e alla base un gigante di pietra. Lo lasciamo riposare mentre almeno quattro soldati ci vengono addosso, da soli è uno scherzetto, in gruppo no. Al solito, è vietato attaccare senza criterio sperando di affondare la lama, se la stamina arriva allo zero siamo indifesi, morte certa. Piuttosto ragioniamo ed attacchiamo al momento più opportuno. Proseguiamo fino a quando non spalanchiamo un portone e troviamo il nostro primo falò. Ci riposiamo, ricordandoci che le anime guadagnate non possiamo spenderle per aumentare le nostre chance nel proseguo se non tornando a Majula. Ci sarebbe un mercante proprio in questa stanza, ma non ne abbiamo abbastanza per permetterci armature o armi. Ci accontentiamo di qualche Gemma Vitale, questa è la nuova pozione curativa che si affianca alle fiaschette Estus. Queste ultime molto più rare. La Gemma Vitale ripristina la vita lentamente, nel tempo. Davvero arduo durante una boss fight, nelle quali si vuole curarsi immediatamente per non rischiare la morte. Ed è quello che è successo a noi contro il Paladino, un boss dotato di scudo e spada con i quali effettua uno scatto in avanti. Avevamo poca vita, ed abbiamo scelto il momento sbagliato per curarci. A questo punto, dopo diverse morti abbiamo notato come la vita incominci ad abbassarsi, similmente alla maledizione del primo Dark Souls. I nostri HP massimi si abbassano man mano che moriamo, ripristinandosi tornando umano. È stata riposta una maggiore enfasi per quanto riguarda l’esplorazione, tornando sui nostri passi abbiamo scoperto luoghi che neanche avevamo notato, portandoci in zone a noi ancora sconosciute. Ovviamente condite di nemici, trappole e precipizi.

Prepare to die, again.

Nulla di estremamente nuovo rispetto a quanto visto nel primo capitolo, la prova con mano di Dark Souls 2 però ci ha tranquillizzato. Nulla è stato reso più facile - se passiamo sopra al teletrasporto disponibile da subito - ma anzi, svariati cambiamenti incoronano questo capitolo il più difficile della serie. Al solito coinvolgente, affascinante e soddisfacente. Da capire meglio alcune meccaniche, come i nemici che non ricompaiono dopo diverse nostre morti. Peccato per le poche ispirate location che abbiamo visitato, non troppo dissimili da quelle viste nei precedenti episodi ma con ancora meno carattere. Ma questo ed altro sarà da valutare a gioco completo esplorando per intero il mondo di gioco.

Dark Souls 2 Tak Miyazoe

Go beyond death: l’intervista a Tak Miyazoe

Kingdomgame.it: Che tipo di collegamenti ci sono tra Dark Souls e il secondo capitolo?

Tak Miyazoe: Tecnicamente non ci sono dei collegamenti, sono mondi diversi.

KG.it: Cosa puoi dirci riguardo ai personaggi incontrati nel primo capitolo, Solaire tra gli altri, ritorneranno?

T.M: Non posso dirtelo, ma… forse? (ride) No, non posso dirtelo.

KG.it: Quando veniamo invasi da un giocatore nemico ci sono delle limitazioni? Voglio dire, nel primo se venivo invaso non potevo proseguire nell’area del boss. In Dark Souls 2 come funziona?

T.M: Sì, puoi andare nell’area del boss ora. È un po’ diverso, qui le invasioni sono basate sul tempo. Puoi usare una piccola Soapstone o una grande, questo determina il tempo a disposizione dell’invasore.

KG.it: Per quanto riguarda i nuovi giocatori, l’approccio al gioco è stato reso più facile?

T.M: Noi non diciamo ai giocatori come giocarci, l’approccio al gioco sarà simile a quello di Dark Souls, ma spero che avranno la pazienza di provare ad imparare come andare avanti.

KG.it: Quali sono i cambiamenti principali rispetto al predecessore?

T.M: I server dedicati, che aiuteranno nel matchmaking online. E il nuovo motore grafico, per un impatto migliore, più realistico. E inoltre la profondità che abbiamo dato al gameplay. Non solo sarà bello da vedere, ma ogni cosa che vedrete nel gioco ha un significato. Come le ombre o l’erba mossa dal vento. Tutto questo ha un significato nell’esplorazione.

KG.it: Grazie per il tempo che ci hai dedicato!

T.M: Grazie a voi e divertitevi con Dark Souls 2!

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.