The Order: 1886, anteprima

Ready at Down alla prova su PlayStation 4. Le premesse sono allettanti.

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PS4

Durante l’edizione 2013 dell’Electronic Entertainment Expo venne annunciato tramite un teaser trailer un certo The Order: 1886. Di li a poco, il gioco in sviluppo presso gli studi di Ready at Dawn, sarebbe diventato uno dei titoli più interessanti e attesi della console Sony di nuova generazione: PlayStation 4. Ma andiamo per gradi. Partiamo dalle persone che sono dietro a questa creazione: i già citati Ready at Dawn. Tale software house è stata da sempre uno dei petali che compongono il fiore all’occhiello della Sony, prediligendo però la console portatile del colosso nipponico. Il lavoro svolto ad oggi è stato sempre encomiabile, con titoli di un certo spessore, acclamati sia dalla critica che dai gamer, esempio pratico e lampante è God of War: Chains of Olympus, con un metascore del 9,1 basato su 79 recensioni. La scelta del team di lavorare dunque sulla PS4 è dettata dalla portata di un progetto, quale The Order: 1886, che non poteva vedere la luce se non su hardware di spessore e dall’estrema fruibilità.  I lavori di ideazione del gioco iniziarono otto anni or sono, nel 2005, per poi sfociare nella necessità di sviluppare nel 2009 un motore proprietario, il RAD Engine 4.0, che sarebbe diventato la spina dorsale di questa colossale produzione. Ecco dunque l’annuncio all’E3 2013. Da allora, brancolando nel buio, abbiamo dovuto attendere questi giorni per poter finalmente avere una visione più ampia e dettaglia di cosa ci aspetta. Qualcosa di grande, importante ed estremamente accattivante!

La Storia

Le vicende di The Order: 1886 ci catapultano nel passato, centinaia di anni fa. Ed è qui, a cavallo del diciassettesimo e diciottesimo secolo che le cose non vanno  esattamente come ci ha insegnato la storia. L’umanità viene divisa in due: una piccola parte della nostra specie infatti subisce una mutazione genetica, assumendo tratti bestiali, caratteristiche che inducono chi ancora può essere considerato “umano” ad etichettare gli affetti da questa trasformazione con nomi derivati dalla mitologia o nati da racconti popolari. Nulla di più sbagliato. Si tratta infatti di una vera e propria razza senziente che ha messo piede (o meglio si è evoluta) sulla Terra. E se c’è una cosa che non cambia neanche nella nuova produzione di RAD, è che le differenze razziali, specie così marcate, portano a conflitti, e in questo caso alla guerra. Se gli umani hanno dalla loro parte il fattore numerico, questi mezzosangue possono puntare sulla ferocia e sulla brutalità dei loro attacchi. L’umanità si trova in pericolo come mai prima d’ora.
Un barlume di speranza si accenderà soltanto secoli dopo, quando un gruppo di uomini, ben motivati e con ideali comuni, fonderà L’Ordine, qualcosa di simile a quanto presente nel ciclo arturiano con i “Cavalieri della Tavola Rotonda”. Ma se quest’ultimi erano spinti da scopi assai religiosi e mistici, votati al Santo Graal, i membri dell’Ordine si concentrano su elementi di indubbia praticità e materialità: combattere e vincere la guerra contro le bestie. Il conflitto però non è per nulla in procinto di giungere alla sua conclusione, tutt’altro. Anche la nascita di questa nuova congrega di cavalieri non sembra sufficiente a portare alla ribalta la razza umana. Almeno fin quando, attraverso una serie di eventi a noi ignoti, l’Ordine entrerà in possesso di quella che viene chiamata l’Acqua Nera. Questa sostanza conferisce a chi ne fa uso il dono di una vita assai longeva, centenaria, nonché incredibili abilità atte a far guarire velocemente ferite altrimenti debilitanti e mortali. La promessa fatta da questi cavalieri è di proteggere l’umanità a qualsiasi costo, ma talvolta il potere riserva un alto prezzo da pagare, e la nostalgia della mortalità, di una vita comune, è il conto servito.

Rivoluzione Industriale

Arrivati verso la fine del diciannovesimo secolo, le cose non sono affatto cambiate. I mezzosangue continuano a vincere ogni battaglia, anche se a fronteggiarli sono cavalieri quasi immortali. Ma con l’avvento della rivoluzione industriale, le carte in tavola vengono mischiate e ridistribuite. Ora i cieli di Londra sono cavalcati da enormi dirigibili che a loro volta attraccano su alte torri. Gli ingegneri portano avanti le proprie invenzioni ad una velocità sorprendete, superando altresì il normale avanzare del progresso: ora gli umani dispongono di armi da fuoco uniche, capaci di vomitare fuoco sui nemici o di colpirli con una scarica di fulmini. Non mancano tecnologie per la comunicazione wireless, o ancora scanner termici. Il gioco parte con questa situazione: gli umani hanno quasi il controllo completo, ed ora sono le bestie mezzosangue a dover lottare per la sopravvivenza.  L’Ordine non molla e continua la sua espansione, durante il corso delle battaglie e degli anni molti cavalieri sono caduti in combattimento, e quando un cavaliere muore, un apprendista prende il suo nome.  Agli occhi della popolazione, i cavalieri dell’Ordine assumono un ruolo quasi leggendario, si tratta di guerrieri d’elite , impareggiabili sia per abilità che per l’esperienza accumulata durante decine e decine di anni sul campo. Anche politicamente la posizione della congrega è ferrea,  con un posto di spessore nella cerchia dei Lord della Britannia, sotto i comandi dei Cancellieri. Ed è all’inizio del gioco che scopriamo di vestire i panni del terzo cavaliere che ha preso il nome di Sir Galahad. Il suo nome di battesimo è Grayson ed ha assunto il ruolo di Galahad centinaia di anni prima. Si presenta al mondo come un guerriero oscuro, dedito alla sua missione e la cui abilità è ineguagliabile anche all’interno dell’Ordine stesso, le cui gesta si narrano ovunque diventando leggendarie e immortali.  Il team di sviluppo descrive il nostro eroe come qualcuno che non conosceremo da subito, una tela bianca che man mano verrà dipinta. Sarà il gioco, sarà la trama e le azioni che in essa si compiranno a dirci chi è il nostro alter ego, come è cambiato… cosa ha represso. Durante le prime fasi di gioco, ci accorgeremo che i nemici non sono solo i mezzosangue, ma anche la popolazione, in piena ribellione, i conflitti con le sfere politiche e con l’aristocrazia. The Order: 1886 è dunque molto più che una guerra tra umani e bestie, è la descrizione di una società, che seppur inventata, affascina e intrattiene. Di un continuo collegarsi di elementi che ne valorizzazione l’efficacia narrativa e fanno sì che il mondo di gioco risulti verosimile, appoggiato da una storia con radici ben più in profondità del semplice evento narrato.

Filmic Presentation e Fisica dei Corpi

Se guardiamo ai Third Person Shooter, possiamo avere un lampante esempio di quella che i ragazzi di Ready at Dawn chiamano “filmic presentation”. Si tratta della tecnica utilizzata per impostare la visuale di questa tipologia gioco, qualcosa che simula la presenza di una seconda persona che segue con una videocamera il giocatore. Stando però a quanto dichiarato dalla nota rivista Game Informer nel suo ultimo speciale, il taglio dato a questa “camera” ricorda più quello di un film ad alto budget e non di una produzione digitale. L’impatto con il giocatore sarà però assai più realistico: quando i raggi del sole colpiscono l’obiettivo, immagine con qualità e consistenza tali da rendere lo scenario organico, non sterile e digitale. Tutto è ideato per far si che l’occhio del giocatore venga catapultato all’interno stesso del mondo di gioco,  immedesimandosi al top non solo per definizione e spettacolarità della scena, ma anche semplicemente per l’impatto e la metodica con cui vengono seguite le azioni del nostro alter ego. Altra particolarità, sempre a riguardo di questa “filmic presentation”, è la messa a fuoco. Quando sposteremo l’attenzione su un determinato oggetto o luogo, il gioco tenderà a mettere a fuoco la scena inquadrata, sfuocando il resto e dando ergo un effetto davvero unico e piacevole alla vista. Ogni corpo inoltre sarà dotato di una fisica indipendente, così anche le fonti di luce. Viene descritta una scena alquanto ispiratrice: “decine di lampade ad olio ricoprono le pareti, ognuna che proietta la propria fonte di luce indipendentemente e in maniera realistica sugli oggetti circostanti. Nell’aria possiamo notare piccole particelle di polvere, quasi impercettibili, che cadranno sui vari oggetti, si poseranno a terra o addirittura andranno a invadere “l’obiettivo della nostro camera”.
I corpi in The Order: 1886 verranno gestiti con la tecnica del “soft-body physics”, che permetterà di modellare oggetti e persone in maniera molto più realistica, dandogli una consistenza d’impatto. Corpi rigidi sono difficili da gestire quando devono essere piegati, o quando ad esempio una persona deve cadere al suolo. Con il soft-body tutto cambia. Una lastra di metallo potrà deformarsi realisticamente dopo aver subito l’impatto di un’onda d’urto, ad esempio. Un corpo si poggerà al suolo dinamicamente dopo essere stato colpito. Ogni materiale del gioco è inoltre riprodotto fedelmente, dal legno alla stoffa, dal metallo all’acqua. Si tratta di una tecnica indispensabile per dare un taglio cinematografico a tutto, nonché per rendere al meglio la narrazione di gioco, supportata anche da un settings, quello della Londra vittoriana, dei miti, della fantasia e della fantascienza, davvero unico. The Order: 1886 è un gioco complesso, un mondo ricreato maniacalmente, con una storia profonda e piena di sfaccettature.

Il Gameplay

Per quanto riguarda le meccaniche di gioco, The Order: 1886 può essere descritto per sommi capi  come un classico Third Person Shooter, che però ci proporrà diverse novità, non trascurabili e sicuramente molto interessanti. Tornando alla sua natura di TPS, avremo modo di utilizzare svariate armi, molte delle quali davvero uniche e originali, e non mancherà la presenza del sistema di copertura, usato e abusato nella current-generation, ma sempre efficace. La novità vera e propria risiede nelle cinematiche interattive. Nel gioco quando si darà il via ad una sequenza, un evento, il giocatore potrà ancora controllare il proprio alter ego, magari sparando alla folla che vuole raggiungerci o puntando la visuale su una determinata zona, per seguire un dato evento. Questo gioca a favore di tutti quei gamer che non prediligono la passività, sperando sempre di poter interagire con il mondo di gioco, senza sentirsi esclusi da esso. Ad rendere ancor più marcato questo senso di “presenza” e continuità, saranno i Quick Time Event, questa volta proposti in maniera davvero originale ed inusuale. Partiamo dal presupposto che Galahad possiede decine e decine e decine di anni di esperienza, e questo gli ha donato un’abilità con la quale riesce a prevedere le prossime mosse con il nemico compirà. Ed ecco cosa c’è alla base dei QTE del gioco di Ready at Dawn: se ad esempio un nemico volesse sorprenderci spalle, avremo la possibilità di ruotare la telecamera in modo da inquadrare zone dello scenario, per spostarci e schivare il colpo, o ancora optare per un oggetto, sempre inquadrandolo, che fungerà poi da arma provvisoria per parare e colpire. Questa caratteristica rendere ancor più partecipe il giocatore, non vincolato ad azioni, quelle dei classici QTE, scriptate e che seppur talvolta con diverse varianti, sempre passive. Questa volta sarà il giocatore a decidere come portare avanti l’azione di gioco, creando anche spettacolari,e personali, coreografie. 
Senza ombra di dubbio si tratta di premesse allettanti, che rendono il gioco diverso, unico ed originale. Ma come tutte le nuove idee, non basta l’originalità, bensì l’efficacia una volta scesi in campo, pad alla mano. Ma a questo quesito, soltanto il tempo, e l’uscita del gioco, potrà risponderci. Per ora, sognare è lecito.

Un colpo d’occhio

E’ ancora presto per poter parlare del comparto tecnico fine a se stesso, inteso come qualità delle texture, aliasing e quanto altro. Se però c’è una cosa che possiamo dire, e che il taglio cinematografico setterà nuovi standard per l’industria. Oltre alla particolare tecnica d’impostazione della visuale, la fisica e la modellazione del materiali saranno davvero una goduria per gli occhi dei giocatori. Abbiamo già precedenza parlato del “soft-body”, e questo non si riflette solo sulla semplice distruttività dell’ambiente, o comunque sulle movenze dei corpi e degli oggetti. Il soft-body si riflette anche nella spettacolarità visiva che assumerà The Order: 1886. Vedere ad esempio un panno bagnato che si plasmerà perfettamente sul nostro corpo, al nostro passaggio, rende tutto oltremodo realistico e bello a vedersi. Notare come oggetti differenti, di peso differente, cadranno e si romperanno in maniera unica, fa sì che il giocatore venga trasportato e si immedesimi ancor più nell’azione, nel mondo di gioco, donando un che di visivamente spettacolare, e mai visto prima. Tutto ciò è possibile non solo dalla potenza della PlayStation 4, qualcosa del genere sarebbe stato impossibile da gestire sulle attuali console, ma anche da un motore proprietario, il RAD Engine 4.0, che è stato sviluppato “su misura” e a regola d’arte per la resa del mondo di The Order: 1886.

I Personaggi

  • Sir Galahad/Grayson: Grayson è il terzo uomo ad aver vestito il mantello di Sir Galahad, sopravvivendo e trionfando contro i nemici per secoli. Si tratta del protagonista della storia, ma del suo passato e della sua personalità, conosciamo ben poco. Il team ha detto che solo proseguendo con le vicende di The Order: 1886 potremo scoprire qualcosa in più sul background  del nostro “eroe”. E’ legato a tutti membri della squadra, anche se in maniera diversa: a Malory come mentore, Lafayette come amico, e ad Isabeau come qualcosa in più;
  • Lady Igraine/Isabeau D’Agrill: L’originale Igraine era madre di Artur, ma è passato parecchio tempo dal passaggio di quel nome. Come nuova Lady Igraine, Isabeau è uno delle più giovani reclute dell’Ordine. Anche se all’apparenza possa sembrare una ventenne, ha molti più anni sulle spalle. Isabueau entro nell’ordine come discepolo di Galahad. Con il tempo divennero grandi amici, ma ora tra i due c’è qualcosa in più. Qualcosa che difficilmente verrà consumato.
  • Marquis de Lafayette: Nonostante sia il più giovane tra i cavalieri membri della squadra, il Marchese di Lafayette è tutt’altro che un principiante. Lafayette è una figura storia reale, che ha dato peso al suo nome combattendo nella rivoluzioni francese e americana. L’Ordine si è interessato ad egli soprattutto per il suo genio e la sua bravura tattica.
  • Sir Percival/Sebastian Malory: Si tratta di un nome sicuramente conosciuto dai fan del ciclo arturiano. Sebastian Malory è un antenato di Thoms Malory, e nel gioco sarà il membro della squadra più vecchio e con più esperienza alle spalle. E’ il secondo nella linea di discendenza dei Percival. Preso questo nome, con il tempo Sebastian divenne uno dei guerrieri più bravi che l’Ordine abbia mai avuto.

Le Armi

  • Arc Gun: E’ l’ideale come arma a lungo raggio d’azione. La sua potenza di fuoco è inoltre letale anche contro nemici in armatura. Per utilizzarla, si dovrà tenere premuto il grilletto fin quando non sarà al massimo della carica, per poi rilasciare una grande scarica d’elettricità.
  • Combo Gun: Ha due distinte funzioni. Una scarica non letale che serve a tenere a bada la folla, spingendo magari i nemici contro il muro per creare spazio d’entrata. Una canna da fucile che può dare il colpo di grazia ai nemici.
  • Thermite Rifle: Probabilmente l’arma più interessante e curiosa finora rivelata. Quest’arma l’ancia in aria una nube di particelle di ferro ossidato, servirà a far tossire e dunque distrarre i nemici. Un secondo colpo lancerà invece una sfera di fuoco che incendierà qualsiasi cosa vi entri in contatto.
  • Frag Grenades: Come ogni arma di The Order: 1886, anche questa ha la sua particolarità. Oltre ad essere una normale granata, può essere utilizzata come mina di prossimità, applicata nei muri e nei pavimenti per sorprendere il nemico.

Conclusione

E’ finito il nostro viaggio panoramico alla scoperta di The Order: 1886. La nuova produzione targata Ready at Dawn arriverà in esclusiva per PlayStation 4 durante il 2014, ma noi già fremiamo dalla voglia di metterci pad alla mano per poter spulciare a fondo il mondo di gioco. Con un settings brillante, originale e ricco di sfumature. Con un cast che sembra aver molto da dire. Meccaniche che seppur classiche, riescono ad innovare in più campi. Un motore proprietario in grado di fare grandi cose. Queste sono solo alcune delle caratteristiche di questo  attesissimo titolo. Personalmente, il più atteso della nuova generazione.

Domenico De Martino

Nel mondo dell’editoria digitale praticamente da sempre, cresce a pane e news per poi espandere i propri confini con recensioni, anteprime, speciali e rubriche. Gioca fin dalla tenera età ma solo con il tempo etichetta il mondo del gaming e della tecnologia ad arte, nel senso più stretto del termine. Non disdegna le console Microsoft e Nintendo ma la Sony avrà sempre un posto speciale per lui. Con gli anni si da anche al PC Gaming che ad oggi reputa il essenziale. Amante degli Adventure e degli Sparatutto, ha un occhio di riguardo anche per RPG in stile giapponese, gli Action e ultimi, ma non ultimi, gli Indie Games. La sua parola preferita è “Epico”.