Il longevo MMO Asheron's Call chiuderà dopo 17 anni di attività

Il gioco di culto di casa Turbine sta per concludere la propria lunga vita.

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Il mondo degli MMORPG, seppur rimanendo sempre una nicchia indipendentemente dalla sua fama dal punto di vista commerciale, è stata ed è ancora una parte importante del mercato videoludico, sia per la sua capacità di abbracciare un ottimo bacino di utenza che per il cambiamento che esso ha portato alla concezione di videogioco, dandogli una forma più social e collettiva, creando dei veri e propri cult, come Ultima Online, World of Warcraft, Neverwinter o i due Asheron's Call, questi ultimi interpellati proprio in questa occasione.

Infatti, come intuibile dal titolo, i giochi di casa Turbine stanno ufficialmente per chiudere i battenti, con il primo titolo avente un'attuale longevità tra le più forti nella storia di questo genere, ben 17 anni. Entrambi i titoli della serie chiuderanno il 31 gennaio 2017 e fino ad allora essi saranno gratuiti. Per avere questa grande longevità, la vita del franchise, soprattutto per quanto riguarda il primo titolo, non è stata facile, in quanto è passata attraverso ben tre publisher, un cambio di formula di acquisto a pagamento singolo e una resurrezione totale degli stessi giochi. Non è quindi una sorpresa che tutto questo prima o poi sarebbe arrivato ad una conclusione, perché oltre a ciò il supporto al gioco si è essenzialmente limitato a manutenzione nel corso degli ultimi due anni, inoltre la stessa Turbine aveva dichiarato, un giorno prima di questo annuncio, la divisione dal team di sviluppo di Dungeons & Dragons e The Lord of The Rings Online, che si chiamerà da ora in poi Standing Stone Games, ed essendo questi gli unici progetti attivi dell'azienda la mancanza di staff di certo non invoglia a continuare lo sviluppo del gioco.

Molto probabilmente non sarà la campagna crowdfunding creata dai fan a far continuare a vivere i due titoli, proprio per gli importanti motivi di cui sopra, e come ben sappiamo il mondo degli MMO è cambiato notevolmente, forse ora non c'è più spazio per titoli come questi, sicuramente importanti e fondamentali per la nascita di un genere, ma che ora devono, seppur tristemente per molti, lasciare spazio all'evoluzione e al cambiamento. Una notizia che rattristerà molti gamers della vecchia guardia che hanno avuto modo di veder nascere e crescere il titolo, ma questo purtroppo (o per fortuna) è il dazio da pagare per evolversi ed andare oltre.

Fonte: Engadget.com

Anthony Gatto

Anthony è un ragazzo che nutre una passione viscerale per i videogiochi sin da piccolo e che ha deciso di farne un lavoro, in cui mettere in risalto il suo amore per una forma d'arte che lo accompagna ormai da sempre e condividere con tutti la voglia di discutere e confrontarsi sull'arte videoludica