Domenico De Martino

Domenico De Martino

Nel mondo dell’editoria digitale praticamente da sempre, cresce a pane e news per poi espandere i propri confini con recensioni, anteprime, speciali e rubriche. Gioca fin dalla tenera età ma solo con il tempo etichetta il mondo del gaming e della tecnologia ad arte, nel senso più stretto del termine. Non disdegna le console Microsoft e Nintendo ma la Sony avrà sempre un posto speciale per lui. Con gli anni si da anche al PC Gaming che ad oggi reputa il essenziale. Amante degli Adventure e degli Sparatutto, ha un occhio di riguardo anche per RPG in stile giapponese, gli Action e ultimi, ma non ultimi, gli Indie Games. La sua parola preferita è “Epico”.

Venerdì, 07 Marzo 2014 17:47

CM Storm QuickFire TK Stealth - Recensione

Innanzitutto è d’obbligo dire che in un ambiente quale il PC Gaming vi sono periferiche essenziali per un’esperienza di gioco performante e di qualità. Si va dalle cuffie, ai mouse, ai mouse pad ed alle sottovalutate tastiere. Al giorno d’oggi si sta sempre più espandendo il verbo delle “periferiche”, fino a poco tempo fa snobbate dai meno esperti e apprezzate solo dagli hardcore, nel senso stretto del termine. Dunque, vi invitiamo a non prendere sottogamba la scelta di una tastiera adeguata, e di spulciare per bene il web alla ricerca di quella ideale per il vostro stile di gioco.

La CoolerMaster è una delle case sviluppatrici più in voga per quanto concerne l’ideazione di tastiere meccaniche, in particolar modo la serie CM Storm risuona forte tra i gamer e i writer di tutto il mondo. Quest’oggi ci accingiamo a recensire uno degli ultimi modelli messi in commercio dalla ditta: CM Storm QuickFire TK Stealth.

La confezione si presenta in maniera quanto mai sobria, una scatola con raffigurata la periferica sul lato frontale, il retro invece è dedicato ad alcune delle caratteristiche ed i lati ad altre informazioni di sorta, come il nome e quant'altro. L’interno è ancora più sobrio, con la tastiera e due manualetti davvero al limite dell’essenziale.
Esteticamente, la TK Stealth si presenta in maniera assai compatta, risultando davvero piccola, ma allo stesso tempo pesante, il tutto dovuto ai materiali robusti utilizzati per la fabbricazione. Le lettere non vengono presentate classicamente sopra i pulsanti, bensì sulla facciata frontale di questi, dunque si necessita una certa dimestichezza nella pressione, sicuramente senza dover mai andare a vedere dove si trova un simbolo, o una lettera, poiché l’assenza della retroilluminazione porterà, la sera, a non poter vedere minimamente tali informazioni.

Come abbiamo detto prima, la TK Stealth è una tastiera compatta in tutto e per tutto, e questo si riflette chiaramente anche sulla composizione e la disposizione dei tasti. Le freccette di navigazione, così come i delete, l’end e quanto altro, sono collegati al blocco numerico di destra, e attivabili tramite il num lock. Una volta disattivato il num lock e dunque aver ricevuto l’accesso ai comandi essenziali, questi verranno retroilluminati (solo le freccette), diventando di fatto gli unici pulsanti della tastiera con retroilluminazione (a parte poi i classici cap-lock e il tasto funzione FN).

Tale predisposizione della tastiera risulterà ostica a chi non riesce ad abituarsi velocemente ai cambiamenti, nonché a chi è predisposto per tastiere ampie, magari anche con poggia-polsi. Il cherry utilizzato in questo caso, il Brown, ha una resistenza media alla pressione e durabilità di circa cinquanta milioni di pressioni. Il Brown tende ad essere un buon ibrido scrittura/gaming, e dunque ideale per chi vuole una periferica duttile e non impuntata in un unico campo. Noi abbiamo trovato davvero preziosa l’ideazione e la calibrazione della forza di pressione necessaria. I pulsanti inoltre sono abbastanza sopraelevati, curvati leggermente sulla parte superiore, in modo da poter aderire meglio alle dita. Uno dei nei da sottolineare, probabilmente, è la rumorosità, sicuramente non trascurabile poiché abbastanza ingente ma normale per tastiere del genene.

Tornando a parlare un attimo del profilo estetico della tastiera, ci sentiamo di sottolineare i materiali utilizzati per la sua realizzazione. Il feeling al tatto è davvero unico e prezioso, forse stona leggermente per il peso eccessivo, ma una volta piazzata sulla scrivania, non pensiamo dobbiate muoverla più di tanto. Un dettaglio che deve essere preso in considerazione è la composizione dei piedi posteriori, atti a mantenere la tastiera elevata ed inclinata. Questi sono ricoperti da uno strato di gomma che li rende antiscivolo, e il loro lavoro è svolto davvero egregiamente. Il filo USB inoltre può essere posto all'interno di un canalino, sia verso destra che verso sinistra, in modo da accompagnare poi il cavo al lato della tastiera in maniera ordinata e sicura.

Uno dei difetti che potrebbe portare i gamer a saltare l’acquisto, è la mancanza dei tasti macro. Nei generi MMO ed RPG fa sempre comodo avere un tasto atto ad eseguire una sequenza preimpostata di tasti (appunto le MACRO). Ovviamente, come abbiamo già sottolineato, il resto è davvero al top per precisione e qualità.

Caratteristiche tastiera:

  • Key Switch: Cherry MX Red, Brown, blue
  • Keycaps: ABS, grip coated, removable
  • Keycap Puller: Keycap Puller
  • Key Rollover: NKRO (windows only)
  • Polling Rate: 1000 Hz /1 ms
  • Interface: USB 2.0 full speed
  • USB cable: 1.8m, braided, gold plated, removable
  • Dimensions: 377.5(L)*138(W)*33(H)mm 14.9(L)*5.4(W)*1.3(H)inch
  • Weight934g/2.1Ibs
Venerdì, 28 Febbraio 2014 11:23

Tomb Raider: Definitive Edition - Recensione

Tomb Raider. Un nome quello appena citato che evoca nelle menti dei giocatori di vecchia data (e non) tanti bei ricordi. Le avventure di Lara Croft hanno accompagnato generazioni di gamer, regalando momenti unici ed indimenticabili, dal 1996 ad oggi. Come però spesso accade, spremere fino allo stremo i brand, puntando solo sul soldo facile, tende a comprometterli. Il marchio Tomb Raider e la sua protagonista Lara Croft non sono stati esenti da questa dura e crudele realtà, soggiogandosi al passare del tempo e invecchiando male. Gli ultimi capitoli, dal Legend all’Underworld, sono stati le proverbiali gocce che hanno fatto traboccare il vaso, scatenando il malcontento dei fan e della critica, e spingendo il team di sviluppo, i ragazzi di Crystal Dynamics, a fermarsi un attimo e pensare a qualcosa di realmente buono.

Lodare una Software House che ha saputo fare ammenda, sforzandosi di regalare un altro piccolo sogno, rivendicare un nome corrotto dalle proprie mani, è da lodare. L’idea vincente è stata quella di partire da capo, ebbene talvolta è l’unica vera soluzione. Riavviare un meccanismo entrato in un circolo vizioso, ridisegnando le basi, sapendo però cogliere ciò che in passato è stata un' arma vincente e scartando, con estrema minuzia, ciò che invece è risultato fuorviante e malvisto.

Il 2013 ha dunque visto l’uscita di Tomb Raider, così, riavviato già dal nome stesso. Un gioco che di lì a poco avrebbe catturato stampa, fan e nuovi giocatori. Un gioco capace di strappare anche qualche “awards” e di portare nuovamente in auge quel che già una volta era stato al top nel suo genere. Un gioco però, uscito a cavallo di due generazioni. Una situazione che Crystal Dynamycs ha voluto sfruttare a proprio favore, cavalcando l’onda del successo, per ottenere ulteriori guadagni.

Ci troviamo dunque, a dieci mesi di distanza dall'uscita “originale” per PC, Xbox 360 e PS3, a parlare dello stesso gioco, questa volta riproposto in una Definitive Edition tutta in salsa “next-gen”. Per i dettagli sulla trama e sul gameplay, vi rimandiamo alla nostra precedente recensione, in quanto il titolo sotto questo punto di vista non cambia in alcun modo, lasciando a quel “definitive” la sola accezione di miglioramento grafico, e nulla più.
Le domande alle quali dobbiamo rispondere sono dunque le seguenti: Tomb Raider per Xbox One e PS4 ( quest'ultima è la versione testata) riesce a migliorarsi graficamente in maniera netta? E questo miglioramento, vale l’acquisto di una seconda edizione?

Piccolo recap

Nonostante il nostro rimando all’altra recensione, ci teniamo a fare un piccolo recap su ciò che Tomb Raider propone a livello narrativo. Come abbiamo già detto, questo episodio vuole far ripartire da zero il brand, e allora come meglio svolgere questo compito se non narrando la prima reale avventura di Lara Croft? Ed eccoci dunque in viaggio, alla ricerca del leggendario regno di Yamatai, seguendo poi le orme di quella che dovrebbe essere la stirpe guidata dalla Regina del Sole, Himiko, entità in grado di governare gli elementi. Innanzitutto, parliamo subito di questa “nuova” Lara. Sicuramente dal design affascinante, la protagonista riesce subito ad attirare il giocatore, proponendo una caratterizzazione ora nuova, ora classica, di una delle eroine più amate di sempre. Il feeling che si tende a creare è davvero meraviglioso, ricostruendo a pennello una figura che col tempo potrà riacquisire il ruolo di icona del genere. Purtroppo, e ripetiamo purtroppo, la trama e tutti i personaggi che la condiscono, non riescono a raggiungere gli stessi livelli, risultando ora piatti, ora poco interessanti. Poniamoci anche un altro limite, la linearità dell’azione e delle vicende, e il piatto servito non è sicuramente dei migliori. Ci teniamo però a precisare che si tratta di critiche relative, in quanto di per sé, il titolo resta giocabile, non annoiando mai per davvero. Complice di tutto ciò, è la presenza di un gameplay di fondo abbastanza curato, dinamico ed incisivo. Ma per questi dettagli ci rimandiamo, nuovamente, all’articolo linkato in apertura.
Passiamo ora al clou di questa recensione: il comparto tecnico. Detto in questo modo può risultare davvero superficiale, ma purtroppo la Definitive Edition proposta dal team è, ribadiamo, un mero miglioramento tecnico, che non aggiunge nulla di concreto a tutto ciò che non riguarda il numero di poligoni, la definizione e gli effetti che ci vengono messi dinanzi agli occhi.

Tomb Raider next-gen!

Parliamoci chiaro, la nuova generazione promette sempre miracoli, ma questi miracoli verranno fuori unicamente da titoli pensati ed ideati esclusivamente per quella nuova console, e al massimo adattati come seconda scelta alle piattaforme passate, e non il contrario. Tomb Raider si aggiunge ad una sfilza di giochi cross-gen che promette tanto, ma chiaramente resta legato in maniera indissolubile a quell'aria “old”, migliorandosi ma non stravolgendosi.

Chi ha giocato in precedenza il titolo su Xbox 360 o PS3 resterà sicuramente colpito da alcuni dettagli. Iniziato a parlare un attimo di numeri, diventati ormai pane quotidiano di dibattiti e scontri su forum e portali di tutto il web. La Definitive Edition propone un gioco che gira nativamente a 1080p, e questa di per sé è già un passo in avanti abbastanza influente, che va ad agire sul dettaglio generale. Secondo aspetto da tener conto, è il numero di frame per secondo, che resterà quasi sempre sui 60. Il quasi è doveroso, poiché ci siamo trovati varie volte a notare dei cali (seppur lievi) nel numero di fotogrammi, unicamente nelle situazione più caotiche.

Una volta finita la sequenza iniziale e usciti all'aperto, non potremo non notare un netto miglioramento per quanto riguarda la profondità di campo, con la linea dell’orizzonte spostata sicuramente più in là, e regalando in questo senso scenari davvero belli a vedersi, ancor più di come già lo fossero. In generale, si riesce a respirare un’aria più viva, grazie ad alcuni effetti particellari migliorati, o addirittura integrati. Il vento ad esempio, tenderà a spostare dinamicamente la vegetazione. L’illuminazione stessa è stata migliorata. Si noterà soprattutto negli spazi chiusi, come le grotte, quando accenderemo il fuoco, la cui luce s’infrangerà e reagirà dinamicamente alla superficie delle pareti. Non si tratta di un passo in avanti colossale, ma è comunque qualcosa che, unito al resto, genera un effetto finale più che piacevole, e indubbiamente migliore rispetto a quanto visto nell’edizione originale.

Parliamo ora dell’elemento chiave di questa riproposizione: Lara Croft. Com’era lecito aspettarsi, il modello poligonale della protagonista è stato al centro del lifting grafico subito dal gioco. Il numero di poligoni è stato sicuramente aumentato, con una definizione ed una cura al dettaglio indubbiamente non da “old-gen”. Dobbiamo però sottolineare che il team ha ritoccato anche i lineamenti stessi di Lara, forse necessario, forse voluto dai designer non soddisfatti della precedente versione. Fatto sta, che questa volta ci troviamo dinanzi ad una protagonista che risulta più “matura”, seria e, oseremo dire, “donna” rispetto a quanto visto su Xbox 360 e PS3. Per alcuni il risultato finale è stato gradevole, per altri meno. Lara resta comunque davvero bella a vedersi.

Un’altra chicca aggiunta in questa rivisitazione è la presenza del sudore, dello sporco e del sangue sulla pelle del nostro alter ego. Un fattore questo che tende ad immedesimare il giocatore in maniera più diretta alle sensazioni di Lara, teso a creare un feeling non raggiunto in precedenza. L’utilizzo inoltre della tecnologia Tress FX 2.0 regalano un movimento dinamico ai capelli, che si adatteranno dunque ai nostri spostamenti, pur presentando ancora qualche problema di compenetrazione.
La nota forse più stonata del lavoro apportato al comparto tecnico, ricade sulla fisica. Senza mezzi termini, ci saremmo aspettati ben altro di quanto è stato fatto. Ancora una volta, un barile che dovrebbe avere un peso alquanto consistente, se semplicemente urtato dal nostro personaggio, si sposterà come se fosse stato investito da ben altro che un semplice piede in movimento.

Piccole chicche PS4

Come abbiamo già detto, la versione testata è quella PlayStation 4, e con essa ne derivano alcune chicche esclusive per questa edizione. Innanzitutto i comandi vocali. Grazie all’integrazione con la camera “eye” potremo visualizzare la mappa, ad esempio, semplicemente utilizzando la nostra voce. Altra possibilità è quella di utilizzare il touch del DualShock 4 per compiere determinate azioni: accendere il fuoco, interagire con gli oggetti trovati spostandoli e girandoli. Altra feature unica, è l’utilizzo dalla cassa presente nel pad della PS4 per riprodurre alcuni suoni ambientali, o i messaggi inviatici via radio. Si tratta comunque di piccolezze che non vanno a modificare alcunché a livello del gameplay, ma possono rendere l’esperienza di gioco più divertente e interattiva.

Nota: la Definitive Edition contiene al suo interno anche i DLC usciti fino ad oggi.

Tomb Raider: Definitive Edition è quello che si aspetta realisticamente da un titolo cross-gen. Ne deriva un gioco che nell’anima resta invariato, con le stesse meccaniche e gli stessi contenuti della precedente versione. Le migliorie tecniche apportate sono tranquillamente godibili, ma non migliorano nettamente la qualità della produzione, risultando dunque una scusante poco incisiva sull’acquisto finale. L’ago della bilancia è dunque sospeso a metà, e forse tendente più verso il “no”. Il perché è di facile intuizione: per delle migliorie al solo comparto grafico, e nemmeno così eclatanti, rischiate di spendere una cifra quasi piena, mentre lo stesso gioco è acquistabile per Xbox 360 o PS3 a meno della metà del prezzo di listino. Qualora invece foste anche PC gamer, il problema non si pone a prescindere: grafica al top per un prezzo che può sfiorare anche i soli sette euro.

Mercoledì, 26 Febbraio 2014 09:03

inFAMOUS: Second Son entra nella fase gold

Brian Fleming, co-fondatore di Sucker Punch Productions, ha annunciato tramite il proprio profilo twitter che inFAMOUS: Second Son è entrato ufficialmente in fase gold. Questo vuol dire che il gioco è completo al 100% e pronto per la produzione di massa, prima della messa in commercio, che avverrà il 21 marzo in tutto il mondo.

L'attesa è davvero spasmodica, si tratta infatti della prima grande esclusiva dell'era PlayStation 4 dopo Killzone: Shadow Fall. Le premesse sono più che buone, e non vediamo l'ora di metterci pad alla mano dinanzi questa produzione!


 

Risale giusto a qualche giorno fa l'annuncio di Risen 3: Titan Lords da parte di Deep SilverPiranha Bytes, ma oggi arrivano i dettagli sulle piattaforme e la data di uscita. Per quanto riguarda le console sulle quali sarà possibile giocare a questo terzo capitolo della serie, sono state ufficializzate le seguenti: PC, PlayStation 3 ed Xbox 360. La finestra di lancio è invece stata fissata per il mese di agosto.

Il team di sviluppo promette un mondo di gioco diverso e ricco di vita, ove le nostre decisioni cambieranno il corso della storia e il destino del nostro alter ego. Bjoern Pankratz, a capo del progetto, ha dichiarato che la chiave di tutto il titolo risiede nell'esplorazione.

A questo indirizzo potrete visitare il sito ufficiale.

Konami ha deciso di condividere le prime immagini relative ad iDroid, applicazione ufficiale di Metal Gear Solid V: Ground Zeroes, che connetterà il gioco ai dispositivi smartphone e tablet con sistema operativo iOS, Android e Xbox Smart Glass.

L'applicazione riprodurrà le comunicazioni di Big Boss, nonchè ci permetterà di interagire con la mappa della zona, chiamare il supporto aereo o interagire con le casse che troveremo in gioco. Sarà anche possibile sviluppare il campo base del nostro protagonista.

Metal Gear Solid V: Ground Zeroes è atteso su PlayStation 4, PlayStation 3, Xbox One e Xbox 360 il prossimo 21 marzo in Europa.

Mercoledì, 26 Febbraio 2014 08:35

Famitsu recensisce Soul Sacrifice Delta

L'ultimo numero della nota rivista nipponica Famitsu è stato farcito di sole tre recensioni. Risulta comunque essere alquanto interessante, poichè una delle tre riguarda Soul Sacrifice Delta per PS Vita, un titolo davvero atteso e che non dispone ancora di una data di uscita occidentale. Il gioco ha dunque ricevuto un ottimo 37/40 formato da 10/9/9/9.

Di seguito tutte le altre recensioni apparse sul magazine:

  • Ar no Surge (PS3) – 8/9/8/7 [32/40]
  • Doraemon: Shin Nobita no Daimakyou Peko to 5-nin no Tankentai (3DS) – 7/7/7/6 [27/40]
  • Soul Sacrifice Delta (PSV) – 10/9/9/9 [37/40]

Castlevania: Lords of Shadow 2 farà il suo debutto sugli scaffali europei a partire dal 27 febbraio su PC, PlayStation 3 ed Xbox 360. Konami ha dunque deciso di condividere con i fan il trailer di lancio del gioco.

Il gioco porterà alla sua conclusione lo story arc relativo a Gabriel, e seguirà un Dracula indebolito e bloccato in tempi moderni, il tutto dopo che un vecchio alleato gli ha proposto un affare che lo avrebbe liberato dalla maledizione della sua eterna esistenza.

Bandai Namco ha deciso di rilasciare il trailer di lancio di Tales of Symphonia Chronicles. Ricordiamo che il gioco uscirà in esclusiva PlayStation 3 questo  venerdì (28 marzo) e che racchiuderà gli episodi Tales of Symphonia ed il suo sequel Tales of Symphonia: Dawn of the New World, entrambi rimasterizzati in HD.

Tra le altre aggiunte, abbiamo la presenza delle voci giapponesi, nuove art 2D durante gli attacchi speciali Mystic Artes, nuovi costumi ed un area a team "casinò" in Tales of Symphonia.


Martedì, 25 Febbraio 2014 08:40

Deus Ex: The Fall in arrivo su PC tramite Steam

Deus Ex: The Fall è un capitolo della celebre saga a luglio 2013 su dispositivi iOS e lo scorso mese per dispositivi Android. Oggi possiamo affermare, stando ad alcune immagini apparse su SteamPowered.com, che il titolo verrà rilasciato anche su PC tramite piattaforma Steam.

Attualmente non vi sono dichiarazioni ufficiali o dettagli in merito a tale versione, ma già qualche settimana fa, Phil Rogers dichiarò che il gioco aveva un grande potenzialità, e probabilmente era sbagliato relegarlo solo al mondo mobile.

Di seguito, le immagini apparse sul sito succitato (affibbiato a Steam):

Stando ai numeri rivelati da Famitsu, durante i due giorni successivi al lancio della PlayStation 4 in Giappone, la console Sony avrebbe venduto circa 322,000 unità. Per generare un'idea migliore circa la bontà di questo numero, andiamo a paragonarlo ad altri lanci del passato.

La PlayStation 3 ad esempio, nello stesso arco di tempo riuscì a vendere solo 88,443 console. L'altra faccia della moneta però vede una PlayStation 2 che piazzò in due giorni dal lancio ben 650,552 unità. Di "recente" invece, abbiamo avuto il lancio della Wii U nella terra del Sol Levante, che nei primi due giorni raggiunse la cifra di 308,570 piazzamenti.

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