David Cage ci parla dei suoi videogiochi

tra emozioni, desideri e rischi di ogni genere, il leader di Quantic Dream ha voluto dedicare qualche parola all'universo videoludico

scritto da
Vota questo articolo
(0 Voti)
PS4 XONE PC
Tra emozioni e necessità ludiche Tra emozioni e necessità ludiche

Nel corso della giornata odierna, il famoso sviluppatore David Cage a capo di Quantic Dream, software house conosciuta per aver portato alla luce titoli quali Fahrenheit ed Heavy Rain, ha rilasciato un'interessante intervista ai ragazzi di GamesIndustry.biz durante la quale il game designer si è incentrato sui rischi generali che lo sviluppo di videogiochi può comportare, trattando in particolar modo anche alcune delle peculiarità presenti nelle sue stesse opere. Qui di seguito potete leggere quanto dichiarato da Cage:

"I nostri videogiochi sono polarizzanti, poiché sono diversi. Se realizzassimo sparatutto in prima persona, non ci sarebbero così tante discussioni su quello che facciamo. Con Fahrenheit, stavo progettando un gioco che facesse leva sulla narrazione interattiva, sulle emozioni, su cose che le persone non pensavano di potersi aspettare da un videogioco. Perché dovresti volere emozioni, scelte morali e dilemmi in un videogioco? Oggi, vedi emozioni in qualsiasi gioco, anche in quelli d'azione. Non voglio dire che siamo stati gli inventori di questa cosa, ma riteniamo di essere stati tra i primi a crederci. Tutti i giocatori dovranno sempre premere tasti con le loro dita, su questo non ci piove, ma la cosa interessante è ciò che sentiranno mentre giocano e, ancora meglio, ciò che sentiranno quando avranno spento la console. Ci sono dei videogiochi che rimangono con te per anni. Come i libri e i film che ami, diventano una parte di te. Sono affascinato dal potenziale di questa cosa, perché i videogiochi ti portano in un posto completamente diverso. I giocatori non sono solo spettatori, sono attori dell'esperienza e, con le storie interattive, sono anche scrittori. Il livello di immersione è differente, perché sono loro a prendere le decisioni, a vederne le conseguenze all'interno delle storia. È davvero folle vedere quanto possa diventare personale.

Credo che ci sia una tradizione, nei videogiochi, secondo la quale dovrebbero essere separati dal mondo reale, non parlare dei problemi reali, della nostra società, di questo tipo di cose. Non so da cosa derivi. Nel corso degli ultimi anni, vedo più autori di videogiochi che la pensano diversamente, che si rendono conto che i film, i libri, la poesia, ogni forma d'arte, possono parlare di questi problemi. Quindi perché non potrebbero farlo i videogiochi? Perché dovremmo sempre concentrarci su zombie, mostri o cose comunque fighe, ma non collegate al mondo reale? L'industria ha avuto molto successo, in quel modo, ma credo che vedremo più creazioni che cercheranno di parlare di problemi come questo. Utilizzare l'interattività per dire qualcosa di significativo è davvero emozionante. Nel mondo indie, le persone lavorano mosse dalla passione, quindi non considerano troppo i rischi. Possono fare quello che solo pochi AAA potrebbero. Sono più interessato al mondo indie, recentemente, perché esprime più creatività e più coraggio. A volte le persone si prendono dei rischi, ed è una cosa salutare. Lo rispetto molto. Noi siamo molto fortunati: fin da quando abbiamo cominciato a lavorare con Sony, dieci anni fa, siamo in una posizione che ci consente di realizzare giochi tripla A e contemporaneamente di parlare di diverse tematiche"

Ricordiamo a tutti i nostri lettori che David Cage è attualmente al lavoro su Detroit: Become Human, esclusiva Playstation 4 attesa per il 2017.

Luca Di Carlo

Sono un grande amante di videogiochi, cartoni animati, fumetti e dolci che preferisce passare la giornata a videogiocare piuttosto che a studiare per i corsi d'esame all'università; essendo anche un grande casanova, ho scoperto il mio primo vero amore dopo aver attaccato la spina della mia Playstation 1 alla corrente.