Lo scrittore della serie The Witcher non sembra apprezzare il medium videoludico

Andrzej Sapkowski, autore della serie di libri con protagonista Geralt di Rivia, ha parlato del mondo dei videogiochi con parole dure; un altro autore dell'est, Glukhovsky, noto per la serie Metro, lo accusa di bigottismo e arroganza.

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Forse qualcuno rimpiange di non essere diventato parte del progetto! Forse qualcuno rimpiange di non essere diventato parte del progetto!

Per chi non lo sapesse la fortunata trilogia sviluppata da CD Project ha tratto ispirazione da una serie di libri di un autore polacco: Andrzej Sapkowski. Fin dal principio lo scrittore non ha mai nascosto la poca stima nei confronti dei videogiochi come mezzo narrativo, anzi, sembra che nel tempo la sua opinione si sia fatta sempre più dura, persino nei confronti dellla serie tratta dai suoi stessi libri.

Per chi fosse interessato vi consigliamo di leggere l'intervista integrale in inglese riportata da Waypoint. Per gli altri cercherò di riassumere; Sapkowski si dice abbastanza scontento dei videogiochi che, a sua detta, non hanno modo di essere profondi e complessi come i libri, non hanno spazio per un linguaggio sofisticato, in grado di elevare la cultura dell'utente. Addirittura sostiene che libri e videogiochi sono come Ovest e Est, cioè lontani anni luce. Non è un gran fan degli adattamenti, questo è certo, però quando CD Project gli ha offerto una bella somma e la possibilità di partecipare al progetto Sapkowski ha preso i soldi e basta.

Nel corso degli anni il suo risentimento è aumentato, la causa è stata il sempre maggiore interesse verso le sue opere da parte di una fascia di pubblico molto giovane. Spesso l'autore è stato frainteso per qualcuno appartenente all'industria videoludica, cosa che non ha gradito affatto. Inoltre L'autore si scaglia animosamente verso CD Project per aver diffuso la voce che il gioco abbia reso più popolare la serie di libri, mentre l'autore sostiene che sia l'esatto opposto, che il gioco abbia avuto successo grazie alla fama del cartaceo, e che l'uscita di The Witcher 3 abbia addirittura danneggiato le sue vendite.

 

Dall'altra parte lo scrittore russo Glukhovsky, autore di Metro, che ha scelto di collaborare con gli sviluppatori del gioco per legare a doppio filo libro e videogioco, non condivide queste opinioni. Senza troppa grazia si riferisce allo scrittore polacco come ad un "... C*****ne arrogante!"

Essendo più giovane, non si è trovato a guardare ai videogiochi come ad un media meno nobile della letteratura; è fermamente convinto che senza il videogioco ne The Witcher ne Metro avrebbero riscontrato l'ampio successo, soprattutto al di fuori dell'est Europa.

Lorenzo Gaetani

Un amante del Fantasy in tutte le sue sfumature, all'inizio coltivata attraverso la lettura, poi i primi computer, i primi giochi e la passione per questo nuovo mezzo narrativo. Inizia a macinare ore di gioco con classici come Aladdin, Diablo 2 e l’immortale Age of Empires 2. Arrivano altre piattaforme e altri videogiochi, ma i generi preferiti sono sempre gli RPG, adorando letteralmente, titoli recenti che hanno unito al fantasy classico le atmosfere cupe di Lovecraft come Darkest Dungeon e Dark Souls Saga.