Kojima parla di Death Stranding come di un ristorante italiano

Death Stranding rimane avvolto nel mistero e Kojima anche se incalzato dalle domande si sbottona poco e solo con strane metafore.

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PS4

A New York si sta tendendo il Tribeca Games Festival in questi giorni e tra gli ospiti di spicco è arrivato anche mister Kojima in persona. Ovviamente il presentatore Geoff Keighley ha cercato di strappare qualche dettaglio in più al noto sviluppatore giapponese ma l'unica informazione chiara è che lo sviluppo sta procedendo bene. Il resto sono state ricercate metafore poco esplicative.

All'evento newyorkese Kojima non si sbottono più di tanto e dopo un minimale "So far, it's going pretty well" ovvero, fino ad ora sta andando abbastanza bene; si esibisce in una metafora per descrivere lo stato dei lavori. La figura retorica riguarda una persona che arrivata a New York sceglie di andare a pranzare in un ristorante italiano. Il motore di gioco, Decima Engine, stesso motore dell'acclamato Horizon Zero Dawn, doveva essere testato e limato per restituire un buon feeling nella rappresentazione di qualcosa come la città di New York. Gli elementi di gioco dovrebbero essere piuttosto chiari e definiti ormai.

Kojima è rimastyo volutamente ambiguo e non possiamo che sperare in un nuovo scorcio al progetto, magari al prossimo E3, per ora dobbiamo accontentarci della sua criptica metafora.

 

Fonte Polygon

Lorenzo Gaetani

Un amante del Fantasy in tutte le sue sfumature, all'inizio coltivata attraverso la lettura, poi i primi computer, i primi giochi e la passione per questo nuovo mezzo narrativo. Inizia a macinare ore di gioco con classici come Aladdin, Diablo 2 e l’immortale Age of Empires 2. Arrivano altre piattaforme e altri videogiochi, ma i generi preferiti sono sempre gli RPG, adorando letteralmente, titoli recenti che hanno unito al fantasy classico le atmosfere cupe di Lovecraft come Darkest Dungeon e Dark Souls Saga.