Saints Row IV: Recensione

Politicamente corretto o scorretto, fai la tua scelta!

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PS3 XBOX 360 PC
Presidente, abbiamo un problema. Presidente, abbiamo un problema.

Il più grande dubbio che attanaglia l'intera umanità è l'esistenza o meno di altre forme di vita oltre alla nostra. La teoria secondo Volition vuole che gli alieni non solo esistano ma che vogliano anche uccidere il Presidente degli United Saints of America!

SAINTS TELEFONO CASA

Dopo aver salvato il mondo da un missile nucleare, diveniamo il Presidente degli USA, i Saints non sono più una gang criminale ma degli eroi nazionali. La nostra giornata presidenziale promette bene, facciamo opere di bene e tranquillizziamo il mondo che nulla più disturberà la quiete pubblica. Ovviamente qualcosa deve per forza andare storto, ed ecco che la conferenza stampa viene interrotta dalla distruzione della stanza.

Zyniak, il capo degli alieni si è creato il suo ingresso trionfale e ora tocca al suo discorso. Le sue intenzioni non sono così malvagie in fondo, vuole catturare le menti migliori e più capaci e imprigionarle nella sua nave madre. A noi non sta bene, dobbiamo fermarlo. Dopo aver fatto piazza pulita dei cugini di E.T. nella Casa Bianca usciamo per ammirare una Washington invasa. Le navicelle stanno comandando il cielo, a noi l'onore di abbattere quella fastidiosa mosca gigante di Zyniak. Abbiamo l'opportunità di prendere a calci il suo sedere zigrinato, ma non abbiamo la forza di competere. Dopo questo combattimento si susseguono citazioni e parodie che vi lasciamo godere. Ad un certo punto veniamo rinchiusi in una Steelport virtuale, qui abbiamo accesso ai superpoteri e la nostra avventura può iniziare.

Zyniak osserva

ENTER THE STEELPORT

La simulazione di Steelport è in sostanza identica alla controparte reale che abbiamo esplorato in Saints Row The Third, se non fosse che Zyniak è in grado di manipolarla a suo piacimento per rendere la vita del nostro alter-ego un vero inferno. Le gang e i poliziotti vengono sostituiti dai suoi tirapiedi, essi, con i loro mezzi rosso fluorescente ci inseguono ovunque, anche sul più alto grattacielo. Le semplici armi da fuoco non bastano, seppur ancora presenti in gran quantità. Kinzie, il nostro fidato pirata informatico, è in grado di penetrare nel sistema per fornirci qualche utile abilità da fare invidia a Clark Kent.

Ogni supereroe che si rispetti ha un potere che gli permette di recarsi sul luogo desiderato in un battito di ciglio, il Presidente oltre alla supercorsa si vanta del suo supersalto. Questi due, che vanno semplicemente a sostituire le azioni classiche di corsa e salto, aggiungono un nuovo modo per esplorare la città. Così facendo la sua verticalità è stata sfruttata notevolmente. Non solo per raccogliere i collezionabili dovremo raggiungere la cima di palazzi e grattacieli, ma anche per ripulire le zone controllate dai nemici. Insomma questi vanno a stravolgere il classico gameplay della serie, rendendo il gunplay una seconda opzione. Avremo infatti a disposizione anche attacchi offensivi, per esempio l'abilità di lanciare sfere ghiacciate per immobilizzare veicoli e nemici. Proviamo a eseguire la "Pedata" poco dopo, l'onda d'urto generata manderà in frantumi i ghiaccioli di cui sopra. Una novità per la serie sono i piccoli puzzle che dovremo risolvere utilizzando la telecinesi, per lo più ci viene chiesto di raccogliere un oggetto e di portarlo nel punto designato.

Saints Row 4 alla Fast and Furios

BARBA E BAFFI PER I SANTI

Dopo aver elogiato il gameplay di Saints Row IV, passiamo all'aspetto più critico del titolo. Se accettiamo la scelta di tenere Steelport come parco giochi e renderla semplicemente più cupa facendocela girovagare di notte, la personalizzazione ci ha fatto storcere il naso. I negozi e quindi i capi di abbigliamento, i tatuaggi e il tuning delle vetture sono rimasti per la maggior parte i medesimi, aumentando quindi la sensazione di déjà vu. Per le armi invece si aggiunge la personalizzazione estetica, essa non si riduce solo in mimetiche diverse ma anche in modelli 3D a scelta per ogni bocca da fuoco.

Le attività secondarie sono una semplice rivisitazione di quelle già viste in passato, comunque sempre spassose e fuori dal comune. Tra minigiochi, collezionabili e missioni secondarie Steelport ci porta via decine di ore, assicurato. La campagna in singolo dura circa 15 ore, 20 se nel frattempo vi perdete a esplorare la città. Le missioni primarie però, sono l'aspetto che più ci ha lasciato con l'amaro in bocca. La scelta di rendere l'intera vicenda una parodia di Matrix, con il mondo virtuale e quello reale a contrapporsi, ha reso l'atmosfera sopra le righe, tipica della serie, in una più cupa e seriosa andando a cozzare con lo stile a cui siamo abituati. Le citazioni, i riferimenti ad altre opere e le battute non mancano ma la qualità e quantità è notevolmente ridotta. Le missioni deludono per varietà, spesso lo stesso concept viene ripetuto o ripreso dal capitolo precedente, e ovviamente non sorprendono come la prima volta. Per cercare di sopperire questo problema è utile munirsi di un amico per sfruttare la coop che il titolo offre, la stabilità del netcode permette di divertirsi in tranquillità e provare le nuove attività dedicate. Una di queste mette nei panni del topo il giocatore che fugge in macchina mentre l'altro del gatto che lo insegue pilotando un elicottero, la seconda invece è un semplice deathmatch.

Visivamente il titolo non riesce a riprendersi, la scelta dell'oscurità che permea costantemente Steelport è sì giustificabile dalla trama, ma si leva di dosso i colori accesi banalizzando la città. Gli sviluppatori hanno comunque cercato di caratterizzare il mondo virtuale con effetti grafici tutto sommato gradevoli, non mancano i lens flares per dargli quel tocco Sci-Fi degno del miglior episodio dello Star Trek di J.J. Abrams. Elogiamo la varietà della soundtrack, le 109 canzoni presenti sanno accontentare i gusti musicali di ogni giocatore. Si passa dalla Sinfonia n. 9 di Beethoven fino a Still Swinging dei Papa Roach, dal rap al reggae fino al dubstep.

Riccardo Rossi

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.

Commento finale:

Insomma, la sensazione di stare giocando ad un DLC pagato come un prodotto retail è ricorrente, si nota come il lavoro sulla produzione sia stato nettamente inferiore rispetto al capitolo precedente. La delusione principale riguarda sicuramente la mancata freschezza delle missioni principali e un tono serioso dato al titolo, ed esso non gli dona. Ottimi i superpoteri, divertenti durante il free roaming per essere sfruttati nelle gran quantità di compiti secondari, preferibilmente in compagnia di un amico.

Pro:

I superpoteri

Le parodie e le citazioni

La coop

 

Contro:

Missioni principali deludenti

Più serioso e politicamente corretto del passato

Viene venduto a prezzo pieno

Voto Globale:
7.5/10