Puppeteer: Recensione

SCE Japan Studio ci regala una piccola perla!

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PS3
Un teatrino di tutto rispetto! Un teatrino di tutto rispetto!

Dietro le quinte 

Signori e Signore, sotto i riflettori di KingdomGame, diamo il benvenuto alla fantastica storia di Puppeteer. Il titolo è un gioco Platform 2D sviluppato da SCE Japan Studio e pubblicato come esclusiva PlayStation 3 da Sony Computer Entertainment. Il gioco, uscito lo scorso 11 settembre, è caratterizzato dalle marionette giapponesi, da uno scenario sempre accattivante che cambia continuamente, da un pubblico che applaudirà o tirerà sospiri di sollievo in base alle azioni di gioco e da una voce narrante fuori campo che vi accompagnerà per l'intera avventura e talvolta interagirà con i personaggi.

Una trama lunare 

Puppeteer vede come protagonista Kutaro, un bambino rapito dalla Terra e rinchiuso in un castello oscuro sulla Luna per poi essere trasformato in una marionetta dal malefico Re Orso. Dopo che questo gli mangia - letteralmente - la testa, il nostro piccolo eroe farà la conoscenza di un gatto di nome Yin Yang. Questo ci aiuterà ad acquisire le prime 3 teste per poter proseguire. Successivamente, conosceremo una strega che – a primo acchito - sembra volerci aiutare a combattere Re Orso e ci rivela l'esistenza di alcune forbici magiche, in grado di tagliare qualsiasi cosa. Proseguendo in questa prima parte inziale del gioco, arriveremo proprio ad incontrare ed ottenere Calibrus, le famose forbici. 


Gameplay – Si apre il sipario 

Le avventure di Kutaro, iniziano proprio nell'oscuro castello di Re Orso dopo che questo si è mangiato la sua testa e qui farete subito la conoscenza di Yin Yang, un gatto che userete come personaggio secondario. Comandando quest'ultimo potrete usarlo per colpire oggetti sullo scenario e trovare scintille lunari nascoste, teste e quant'altro. Come vi abbiamo detto poco fa, Re Orso ha mangiato la testa di Kutaro e proprio in questo tutorial iniziale e grazie all'aiuto del gatto, riusciremo ad avere le prime tre teste che fungeranno da "punti vita". Quando sarete colpiti la testa salterà e, a meno che non la recuperiate rapidamente, la perderete. Dopo questa perdita, tranquilli, avrete a disposizione ancora due teste e, soltanto perdendo anche queste ultime, si consumerà una vita. Ogni 100 scintille lunari si guadagnerà una nuova vita quindi cercate di raccoglierne il più possibile. Il tutorial terminerà non appena arriverete a conoscere e a prendere Calibrus, comprese la varie parti dello scenario per proseguire. Se le scintille lunari servono a guadagnare vite, le teste hanno particolari poteri che - usati in certi luoghi e momenti - serviranno a sbloccare scene bonus dove poter raccogliere le scintille lunari, animazioni che talvolta vi aiuteranno oppure una roulette che vi dà la possibilità di avere scintille lunari extra, una testa o un malus dove verrete attaccati.

Durante la storia, Kutaro prenderà possesso dei poteri di quattro paladini della luna che, in passato, hanno provato ad affrontare Re Orso ma senza successo, come ad esempio uno scudo in grado di deflettere determinati attacchi o semplicemente pararli. Durante il gioco ci ritroviamo a dover fare i conti con alcuni nemici particolari come il tessitore, un nemico che racchiude molteplici anime di bambini, e con i generali al servizio del Re Orso che prendono spunto dallo zodiaco giapponese. Per battere il tessitore basterà colpirlo nei suoi punti deboli e nel momento in cui fuoriescono le anime dall'elmo, tagliarle per liberarle. Diversamente i generali, oltre ad attaccare il suo tallone d’Achille, dovremo dargli il "colpo fatale" iniziando un "Quick Time Event" e dopo averlo battuto prenderemo possesso dei frammenti lunari che ci serviranno a rimettere in sesto il castello del plenilunio e far ritornare la dea della luna. Il gioco prevede anche una funzione di multiplayer locale, dove un giocatore utilizzerà Kutaro e l'altro potrà gestire il personaggio secondario per supportare e aiutare il principale.

Una grafica teatrale, ma un sonoro... 

Puppeteer presenta una grafica molto accattivante e fluida che cambia ad ogni atto. Ogni scenario, infatti, vi metterà davanti ad un'ambientazione sempre varia e colorata. Seppur l’hardware non sia sfruttato al massimo, mostra comunque una qualità non indifferente. Come potete immaginare dal titolo, il gioco è rappresentato in un palco teatrale, dove i personaggi sono delle marionette. 

Il comparto sonoro di Puppeteer non è molto ampio per quanto riguardo la musica, infatti il gioco sarà accompagnato da alcune melodie che si ripeteranno. A rinforzare il tutto, però, c'è la presenza della voce narrante fuori campo che non vi permetterà di annoiarvi, strappandovi anche qualche sorriso quando interagirete con i personaggi. Oltre la voce narrante sentirete anche un pubblico che applaudirà o tirerà sospiri di sollievo in base alle azioni di Kutaro. Il doppiaggio dei personaggi è in italiano ed è anche ben riuscito senza la presenza di un qualsiasi errore.

Concludendo... 

Puppeteer possiede le qualità per essere un buon platform ma pecca su longevità e difficoltà. Prendendo in esame la prima, il titolo risulta alquanto breve. Difatti il gioco è diviso in 7 atti e ognuno di questo prevede 3 scene, quindi un totale di 21 livelli. La seconda pecca, invece, riguarda proprio la difficoltà, infatti non capiterà spesso di perdere le vite in quanto le teste vi saranno fornite abbastanza frequentemente. Seppur Puppeteer sia rivolto ad un pubblico relativamente giovane, questo non offre alcun punto di sfida al giocatore. Per farvi capire i due punti negativi, pensate che noi di KingdomGame.it, abbiamo finito il gioco in soli 3 giorni con oltre 75 vite rimanenti.

Marco Ciullo

Marco Ciullo

Non ha un genere preferito, gioca un po' a tutto perché deve essere il gioco ad "attirarlo". Fan della saga di God of War e Metal Gear Solid, ama anche i simulatori di guida, soprattutto Need for Speed per la sua ambientazione di gare illegali. In generale gli piacciono i giochi d'azione e avventura, mentre non ama particolarmente i JPRG ed RPG perché non ha voglia di perdere tempo ad allenarsi, infatti li trova noiosi e monotoni.

Commento finale:

Puppeteer ci metterà davanti un'ambientazione molto fluida e colorata con una voce narrante quasi onnipresente che ci spiegherà il tutto proprio come in uno spettacolo teatrale. Il titolo, come abbiamo detto in precedenza, è privo di mordente, infatti l'unica cosa che potrebbe risultare un tantino “impegnativa” è quella del gestire i due personaggi contemporaneamente, ma ciò non comporta ad essere davanti a una sfida vera e propria. Nonostante questo, c'è da dire che il titolo merita i suoi riconoscimenti anche se poteva essere gestito meglio per renderlo più affabile.

Pro:
  • Grafica accattivante
  • Doppiaggio di buona qualità
  • Comparto sonoro di buona fattura
Contro:
  • Longevità poco soddisfacente
  • Difficoltà bassa
Voto Globale:
8/10