Lorenzo Quadrini

Lorenzo Quadrini

Videogiocatore incallito, recensionista e bloggatore. Contattatemi quando e come volete per chiacchierate videoludiche e non.

Layers of Fear è l'ultimo prodotto della promettente software house Bloober Team. Una casa indipendente formata da una coppia di sviluppatori polacchi, seriamente intenzionata a lasciare un segno importante nel campo videoludico, ispirandosi anche a quel PT che non si trasformerà in Silent Hills. E se il precedente prodotto, Brawl, è parso a gran parte della critica insufficiente, Layers of Fear, ora in accesso anticipato su Steam, sposta drasticamente l'asticella verso un livello qualitativamente di grande spessore.

Il peso dell'arte

Il gioco mostra subito ai fruitori la propria natura: siamo di fronte ad un'avventura in prima persona, una sorta di racconto interattivo, basato su una narrazione potente e complessa ed un impatto visivo di notevole fattura. La trama insomma è forse la componente principale e meglio sviluppata, capace com'è di instillare nell'animo del videogiocatore quel senso di angoscia, quelle sensazioni macabre e misteriose che fanno da train d'union a tutto l'intreccio.

Layers of Fear PT prova

Vestiremo i panni di un ignoto pittore, nel momento del suo rientro a casa nel bel mezzo di una serata di tempesta. A fare da introduzione una frase dello stesso, con la quale verremo subito a conoscenza della strana brama di completare qualcosa di incompleto, per poter riprendere ciò che il fato ci ha crudelmente tolto. L'enorme casa in stile vittoriano si apre quindi ai nostri mouse, a prima vista completamente esplorabile. In realtà, una volta riusciti ad entrare nello studio privato del problematico artista, il prodotto sposterà nettamente l'approccio di gameplay, andando a vincolarci su binari ben definiti e limitando in maniera drastica le possibilità di esplorazione.

Layers of Fear non è insomma una copia di Gone Home, ma piuttosto un pauroso viaggio interattivo nella mente del protagonista. Ogni pennellata che riusciremo a dare alla nostra lugubre tela non farà altro che aprire nuovi e più preoccupanti percorsi all'interno di una magione che cambia e si trasforma assieme a quanto scopriremo sulla vita dello strano disegnatore, sulla sua terrificante arte e sulla morbosa relazione con l'adorata moglie. Bisogna dirlo, senza scadere nel pericolosissimo spoiler: Bloober Team è riuscita a creare una storia di grandissimo impatto, densa di sfumature e di connessioni tanto scabrose quanto elettrizzanti, all'interno di un calderone di emozioni che crescerà in un climax di indiscussa qualità.

L'eleganza della paura

Layers of Fear comunque non si limita a raccontare, ma come abbiamo accennato in prima battuta, si impegna a coinvolgere il giocatore attraverso un gameplay semplice, forse anche limitato, ma capace di impaurire anche il più duro dei gamer.

Le tecniche di design usate sono numerose: la colonna sonora sempre partecipe, la precisa disposizione degli oggetti di scena, i rumori improvvisi, i cambi di prospettiva, i giochi di luce e via discorrendo. Il gioco si premura di fornire tutti gli strumenti per un sano e genuino spavento, senza mai scadere nella noia, o peggio ancora, nell'esagerazione, permettendoci di continuare a giocare stimolati dall'adrenalina e dalla curiosità di voler, comunque vada, andare avanti.

Layers of Fear PT prova

Certo, il sistema, come abbiamo detto, è molto pilotato, praticamente non ci sarà mai niente di complicato da dover fare, se non raccogliere ogni tanto qualche oggetto o interagire con l'ambiente. Comunque sia non si può certo parlare di enigmi o di puzzle particolarmente ostici, tutt'altro. Il prodotto punta insomma, è evidente, ad intrattenere il pubblico seguendo un percorso narrativo apportato principalmente all'immedesimazione, al coinvolgimento ed alla trama di spessore.

Bello come... un quadro!

In ultimo va analizzato il comparto grafico e sonoro, vera punta di diamante dell'intero sviluppo. Come abbiamo visto, il gameplay pur se coinvolgente, è comunque piuttosto deficitario. Fortunatamente il prodotto si concentra su altri punti di interesse, tra i quali per l'appunto l'impatto audiovisivo, indubbiamente di grande qualità. Il motore Unity viene utilizzato al meglio, regalando delle texture di ottimo livello, buon dettaglio e piacevole fattura.

Sicuramente i giochi di chiaro scuro e di luci ed ombre favoriscono l'occhio, che spesso e volentieri è più attento a percepire un movimento o un bagliore improvviso, piuttosto che la reale definizione di oggetti ed arredamenti. Questi ad ogni modo sono sempre ben caratterizzati e resi in maniera ottimale, grazie ad una evidente cura del dettaglio e dei piccoli particolari (non ci sono sfuggite le numerose opere d'arte di cui il gioco è pieno, tra le quali merita una nota personale uno degli Incubi del grande Fussli).

Ad accompagnare l'occhio, anche l'orecchio rimane sinceramente soddisfatto, grazie ad una colonna sonora consona ed importante, capace soprattutto di seguire passo dopo passo il difficile e pauroso viaggio nell'inconscio del protagonista, rivelandosi spesso colonna portante dell'intera struttura delle forti emozioni trasmesse.

Layers of Fear PT prova

Il gioco insomma si presta comunque poco agli amanti dell'azione pura o dell'adrenalina “da battaglia”, mentre offre spunti notevoli dal punto di vista della caratterizzazione e della narrazione, ponendosi decisamente in un settore di nicchia, anche alla luce di una longevità non proprio enorme (allo stato attuale di Early Access), che rende Layers of Fear un vero ibrido tra gioco e racconto.

Layers of Fear, come altri prodotti particolari prima di lui (abbiamo già citato Gone Home e PT) si pone in un posto speciale nel panorama videoludico, essendo votato più alla narrazione che alla interazione. Il giocatore viene introdotto nell'ambiente di gioco, per poi essere invitato a condividere e sperimentare le paure e le angosce dello strano protagonista, immergendosi in una macabra spirale fatta di scoperte e deduzioni.

Pur non mancando il pathos e la suspance degna dei migliori film horror, LoF manca indubbiamente di giocabilità in senso stretto e quando ci prova mostra i suoi limiti. È un racconto su binari e come tale deve essere acquistato. Non possiamo quindi che consigliarne l'acquisto a chiunque sia interessato a sperimentare qualcosa di diverso dal solito sparatutto o dai punta e clicca rompicapo, avvertendo però allo stesso tempo sulla natura prettamente visiva e narrativa del software, tenendo inoltre presente che dovrà attendere mesi prima che l’avventura venga rilasciata nella sua completezza

Dungeon of the Endless segue la moda del momento, almeno in campo indipendente, portando sullo store di Steam l'ennesimo rogue like. Nonostante quindi un approccio certo non nuovo, gli sviluppatori hanno giustamente puntato su un gameplay in parte rivisitato con altri stili, per poter emergere dal marasma di cloni ed invogliare l'utenza all'acquisto. Possiamo dire da subito che l'impresa è riuscita, regalandoci un titolo che se non è certo un capolavoro assoluto, diverte ed impegna moltissimo.

Stessa storia, altre meccaniche

La trama, se così possiamo chiamarla, ricalca il solito clichè della navicella spaziale che, costretta ad un atterraggio di fortuna, rovina all'interno di un dungeon molto particolare. In un guazzabuglio di antico e moderno i nostri eroi dovranno riuscire a salire i dodici piani che li separano dall'agognata libertà. Della navicella si salva solo il Cristallo energetico, elemento fondamentale all'interno del gameplay. Prima di addentrarci nell'analisi specifica di quest'ultimo cerchiamo di capire brevemente in cosa consisterà la nostra avventura all'interno del gioco. Dungeon of the Endless potrebbe sembrare, all'inizio, un action Rogue Like classico. Al contrario si tratterà di un “Rogue Life”, un miscuglio di strategia, gestionale e tower defense. Il dungeon infatti si snoda in piani (i livelli di gioco) e stanze. Le stanze sono tutte chiuse, ma tutte esplorabili. Esplorare una stanza comporterà il passaggio dei turni, permetterà di accumulare risorse, trovare oggetti, elementi ostili e via discorrendo. L'obiettivo rimane comunque l'uscita: l'ascensore che ci porterà al successivo piano di gioco. Per attivare l'ascensore dovremo spostare il cristallo dalla navicella fino alla stanza dell'uscita. La difficoltà sta però nel sistema di gestione delle room e dei mostri. Il cristallo infatti a seconda della dust raccolta in gioco (si potrà ottenere dust esplorando ed uccidendo) potrà accendere o spegnere le zone della mappa esplorate.

Le stanze accese potranno essere migliorate con strutture di produzione delle risorse, di difesa e quant'altro ed inoltre diminuiranno il rischio di spawn dei mob ostili. Una volta rimosso il cristallo però si dovrà aver preparato un percorso di fuga relativamente sicuro, perché in quel preciso momento si scateneranno tutte le ondate di nemici, risultando il passaggio con l'ascensore, il segmento di gameplay più difficile. Le altre risorse a disposizione sono il cibo, l'industria e la scienza. Il primo servirà a crescere di livello ed a guarire i nostri eroi, il secondo a costruire le strutture, il terzo a cercare i piani di costruzioni delle seconde. Le risorse si accumulano con il passare dei turni, in base a quante strutture di produzione (macro strutture) abbiamo costruito. Insomma, in maniera davvero simile ad uno strategico a turni ci toccherà capire e prediligere le risorse da raccogliere, edificare le migliorie minori (come torrette difensive, scudi, torri di recupero vita e simili) che riteniamo più valide ed il tutto stando sempre attenti agli spawn casuali di mostri ed alla gestione del percorso di uscita più sicuro e veloce. A questo si aggiunge anche l'utilizzo degli eroi. Ognuno è caratterizzato da peculiarità diverse ed agirà semplicemente in base a dove gli verrà detto di andare. Con il click destro del mouse quindi gli eroi si sposteranno di zona in zona, attiveranno l'uscita, punti di interesse e porte da aprire. Se si troveranno in un posto occupato da esseri ostili attaccheranno automaticamente, in base alle specifiche a loro disposizione. Lungo il corso dell'avventura spetterà a noi decidere se investire nella salita dei livelli dei PG o se prediligere l'utilizzo di strutture di difesa fisse. Allo stesso modo troveremo sovente armi ed equipaggiamenti, vitali per poter proseguire lungo gli intricati corridoi del prodotto.

Un esempio di migliorie maggiori.

Siamo di fronte, in poche parole, ad un gioco indubbiamente valido e particolare, che riesce a mescolare elementi che si sarebbero detti inconciliabili in altre condizioni. Non si parla di un bero e proprio tower defense, perché il concetto si sposta non tanto sulla difesa di un posto, quanto sulla difesa di un oggetto in movimento. Allo stesso tempo non si possono tralasciare le dinamiche pseudo ruolistiche e gestionali, riguardanti produzione e loot degli oggetti, in un mix che funziona grazie soprattutto ad un ottimo bilanciamento degli elementi a disposizione.

Ambientazione affascinante

Altro punto di indubbia qualità è senz'altro l'ambientazione, che fa di Dungeon of the Endless un prodotto interessantissimo. L'approccio grafico potrà sembrare all'inizio di qualità ma piuttosto classico, con una visuale dall'alto 2D, uno stile molto pixelloso ed una grande cura dei dettagli. Ma in realtà quello che colpisce più di ogni altra cosa è la stravagante amalagama di elementi fantascientifici ed antichi, che rendono il dungeon del software sempre piuttosto imprevedibile e bello da vedere. Dietro una porta automatica potremmo trovare delle sale comandi piene di fili che mandano scariche statiche, oppure potremmo essere colpiti dalla presenza di mostri che rievocano antichi incubi, quali scarafaggi e ragni. Allo stesso modo si passerà dalle lugubri grotte fino a splendenti e misteriose aule contenenti artefatti di vario colore. Eppure, sebbene la miscela possa sembrare quasi improbabile, vedremo che l'appeal è sempre reso ottimamente, con una sensazione di plausibile che non ci scrolleremo mai di dosso. Tecnicamente un plauso all'utilizzo dei colori e delle luci, soprattutto della grande differenza di ombreggiatura tra una stanza illuminata ed una buia e spenta. Interessanti anche le musiche, che non distraggono mai il giocatore dalle manovre da attuare, ma che anzi aiutano ad immergerlo nel mondo di gioco.

Un incredibile Level Up!

Segnaliamo la presenza di un multiplayer, funzione molto interessante poiché cambia visibilmente l'approccio di gioco, facendo si che i partecipanti si dividano i compiti da svolgere, e non debbano avere sempre tutto sotto controllo, sebbene è sempre consigliato mantenere il contatto globale con l'obiettivo di gioco. Allo stesso tempo la rigiocabilità è garantita dalla presenza di elementi sbloccabili, a seconda degli obiettivi richiesti, quali nuove navicelle iniziali e nuovi eroi giocabili. Il titolo non è esente da difetti, che però si manifestano quasi esclusivamente in un a certa confusione quando si passa da un livello all'altro (cosa che ci farà perdere spesso il nostro compagno di avventura) ed una mancanza di bilanciamento sotto il punto di vista delle risorse e dell'esplorazione. Ci è infatti capitato di non avere possibilità di accesso ad alcune strutture solo per la cattiva riproduzione delle stesse, che dovrebbe essere ostica, ma non inaccessibile. In generale comunque il gioco è difficile, non a causa del bilanciamento ma di una precisa scelta di sviluppo, e sarà davvero dura riuscire ad arrivare fino alla fine senza morire tonnellate di volte.  

Martedì, 04 Novembre 2014 02:00

Primo modello giocabile per RIDE!

KTM 1190 RC8 R 2014 è questo il primo modello giocabile svelato da Milestone per il gioco di prossima uscita RIDE. Si tratta di un modello che si contraddistingue per le prestazioni potenti e per la grande qualità del motore e dello chassis, che ne fanno una delle migliori superbike presenti nel panorama attuale. KTM d'altronde è uno dei leader del settore e non mancheranno gli appassionati che potranno provare, almeno virtualmente, le sue moto.
 
RIDE rappresenta la prossima sfida degli italiani di Milestone, unica vera realtà internazionale tutta made in Italy e specializzata da tempo nel settore dei racing game. Il gioco si focalizzerà sui mezzi a due ruote, inerendo la bellezza di oltre 100 moto guidabili su piste di ogni genere, dal cittadino al country. Superbikes, Supersports, Naked, Moto Storiche saranno le quattro macrocategorie con le quali verranno presentati i veicoli, ricordando che Milestone ha promesso non solo ottima giocabilità ma anche un sistema di ottimizzazione e personalizzazione di ogni due ruote. 
 
Non resta che aspettare il 2015 per l'uscita del gioco su  Xbox One, Xbox 360, Windows PC, Steam,PlayStation3 e PlayStation4.

Venerdì, 31 Ottobre 2014 11:00

NBA 2K15 - Recensione, Slam Dunk!

Come ogni anno, ci apprestiamo a recensire un altro caposaldo dell'editoria videoludica sportiva: NBA 2K15. Riconosciuto da qualche anno come uno dei migliori (se non il migliore) simulatori di sport, Visual Concepts è riuscita a scalzare EA, che oltre al danno ricevuto dall'interruzione della sua collaborazione con la franchigia NBA, vede anche la critica ed il pubblico nettamente schierata a favore del nuovo corso prodotto da 2K Sports.

Stessa solidità, nuove features

Anche per il 2015 NBA ci riserva grandi soddisfazioni, sebbene quasi tutte in single player. Innanzitutto sono state ripristinate alcune modalità che la scorsa edizione non avevano visto misteriosamente la luce. In generale poi ogni stile di gioco ha mantenuto un'ossatura classica (difficile cambiare radicalmente quando si raggiunge un livello di simulazione molto alto), inserendo però delle variazioni sensibili e gradevoli. Innanzitutto ritroveremo la modalità Franchigia (la vecchia modalità Associazione), attraverso la quale intraprendere un lunghissimo periodo di gestione della nostra società cestistica. A seguire poi l'entusiasmante MyTeam, rivale diretto dell'Ultimate Team targata FIFA. In MyTeam dovremo collezionare carte rappresentanti i vari giocatori passati e presenti. Non esistono rapporti di intesa tra i giocatori (elemento questo che permette di creare delle compagini praticamente imbattibili), ma più riempiremo l'album delle nostre figurine virtuali e più sbloccheremo particolari ricompense. Purtroppo l'intero sistema, piuttosto interessante e ben fatto, viene minato dai server di gioco che, sebbene siano stati risolti i problemi iniziali, risultano essere ancora adesso oberati di lavoro e poco responsivi.

NBA 2K15 recensione

Dal fronte offline siamo però in grado di dare quasi esclusivamente giudizi positivi. Innanzitutto una rinnovata gestione del MyPlayer, attraverso una più immersiva e divertente modalità carriera, che ci farà partire come rookie undrafted (cioè non saremo selezionati dal draft iniziale), cosa che ci permetterà di faticare di più, ma di aprire il ventaglio delle rose interessate. Aggiunte poi nuove opzioni di dialogo con stampa, coach e dirigenti, sebbene certo non si possa parlare di una rivoluzione in tal senso. In realtà la vera novità sta nel sistema di attacco e nell'intelligenza artificiale. Il primo adesso è pesantemente influenzato dalle caratteristiche del giocatore, dalla posizione in campo e dalla barra sottostante al personaggio controllato. Centrando lo spot che si allargherà o restringerà a seconda della situazione in campo sapremo se il canestro andrà in centro oppure no. Diciamo subito che segnare risulterà all'inizio molto più difficile e che le azioni d'attacco efficaci quanto improbabili della scorsa edizione sono state eliminate, a favore di manovre offensive più pensate e ragionate, stabilite in base alla natura del giocatore, alle sue mattonelle preferite ed alle tattiche selezionate. Queste ultime verranno tra l'altro usate, in maniere molto più fluida e realistica dalla stessa IA, che vede un miglioramento sensibile ed efficace, sebbene a volte un po' carente durante il MyPlayer. Finalmente quindi i dieci giocatori in campo reagiranno con cognizione di causa, sembrando quasi dei veri giganti del cesto, spostandosi con raziocinio, scegliendo le tattiche migliori, ed assumendo gli atteggiamenti giusti al momento giusto del match. Tra le altre modalità ricordiamo il MyGm, dove ci toccherà allenare il nostro quintetto, oppure le solite partite amichevoli, nonché playoff, o singole stagioni. In complesso quindi il lato gameplay non può che definirsi di grande qualità, grazie anche al coraggio di Visual Studio nel rendere il gioco innovativo sotto molti punti di vista.

La vera NBA!

Per quanto concerne il lato tecnico, come sempre, NBA 2K15 non delude, presentando un comparto grafico degno della nuova generazione. I giocatori sono in gran parte realizzati con grandissima cura non solo dei dettagli somatici, ma anche e soprattutto delle caratteristiche inerenti al movimento, alla tipologia di corsa, agli oggetti utilizzati in campo (come le fasce elastiche, le ginocchiere e così via) ed a tutte le peculiarità che contraddistinguono i grandi campioni mentre sono ripresi dalle televisioni di tutto il mondo. La cosa che stupisce è non tanto la precisione dei nomi più famosi, quanto la mole immensa di cestisti anche di fascia media che sono stati immortalati e ricreati fedelmente in ogni minimo aspetto. Il gioco in tal senso è davvero un naturale proseguimento della vera NBA, catapultando il giocatore all'interno del campo. E se questo non bastasse rimane di altissimo livello anche la riproposizione del parquet di gioco, della fisica dei rimbalzi, degli atleti (salti, scatti, affondi, dribbling) nonché la grandissima attenzione agli elementi esterni, come gli arbitri e le panchine. Meno preciso il pubblico, ma per questo sopperisce il comparto audio, di grandissima fattura. La telecronaca, come sempre in inglese, è competente e molto eterogenea, completata dagli interessanti interventi da bordo campo della signora Burke. Assieme a questa poi il pubblico, pur se non eccelso, manifesterà un grande realismo nelle reazioni inerenti all'andamento della gara.

Grande qualità visiva anche per le old gen!

Tendenzialmente quindi NBA 2K15 si riconferma come una delle migliori simulazioni sportive dell'anno, se non la migliore in assoluto, con qualche piccola sbavatura e qualche piccola pecca qua e la, soprattutto per il comparto online che soffre la presenza di server oberati e troppo stressati per poter permettere delle giocate competitive, ma che per il resto continua sulla strada del successo.

Martedì, 21 Ottobre 2014 21:40

Attenti alla Wyatt Family!

2K ha presentato un nuovo video per WWE2K15, che coinvolge la Wyatt Family, uno dei nuovi team emergenti nel mondo WWE. Comparso da pochi anni nel circuito del wrestling che conta i Wyatt sono sicuramente tra i più carismatici ed originali combattenti del panorama, e la loro entrata sul ring ne è un esempio lampante.
 
Nel video si potranno notare le grandi somiglianze degli avatar videoludici con i personaggi reali, nonché la grande cura di 2K per i dettagli.
 
Il gioco, successore di WWE2K14, vedrà un combat system notevolmente migliorato e cambiato, una struttura ancora più completa e profonda della modalità carriera nonché un roster completo ed integrato con molte delle leggende del passato remoto e recente. 
 
 

Parlare di FIFA è una prova sempre ardua per qualsiasi redazione videoludica. Si tratta, inutile dirlo, del titolo calcistico spacca-utenza, anche a causa della sua sempiterna lotta con il rivale giapponese PES. Lotta che da qualche anno vede FIFA in prima linea, ma che a nostro avviso non deve distrarre la componente giornalistica da quello che è il vero obiettivo dell'articolo: una recensione oggettiva del prodotto in quanto tale. E sebbene i paragoni spesso vengano quasi automatici, rimaniamo dell'opinione di dover fornire il lettore solo delle caratteristiche tecniche e pratiche del titolo, lasciando ad altre sedi il compito di una disamina parallela dei concorrenti.

Poca new generation

C'è da dire che questo numero 15 abbia creato più aspettative che conferme. Colpevole anche il cambio generazionale di console gli utenti non si troveranno di fronte ad una rivoluzione calcistica, come fu invece tangibile al passaggio da PS1 a PS2 ed Xbox e da questi a PS3 e Xbox 360. Probabilmente si tratta anche di una scelta di sviluppo, data da un approccio più morbido e graduale delle nuove possibilità delle macchine con il tempo. Ad ogni modo, passando al gioco vero e proprio, il titolo non ha perso nulla delle features dell'anno scorso, cercando di migliorarle e di potenziarle. Abbiamo quindi la modalità a stagioni, dove sfidare online altri utenti e cercare di migliorare il proprio piazzamento scalando le divisioni; la modalità Ultimate Team, dove con l'accumularsi delle vittorie riusciremo ad ottenere crediti utili per l'acquisto di card, corrispondenti ad un tot numero di partite del giocatore ritratto sulla carta stessa. Quest'ultima è forse la tipologia più originale del gioco, prevedendo la possibilità di inserire nelle compagini degli altri utenti migliaia di giocatori, compresi anche eventuali doppioni, rendendo le sfide sempre molto bizzarre ed eterogenee. Sono inoltre previsti tornei a campionato e coppe sia online che in locale. A seguire, da non sottovalutare la Carriera, che potrà essere disputata sia seguendo le orme di un giocatore personalizzato (nel caso in cui si giochi online si potrà essere reclutati in squadre composte da altri utenti); o quelle di un allenatore di nostra creazione. In merito alla Carriera bisogna sottolineare il grande lavoro che è stato fatto per rendere le IA dei nostri compagni competitive a qualsiasi difficoltà di gioco, eliminando le castronerie degli anni passati e trasformando il gioco in solitaria in un'esperienza finalmente appagante. Rimarrà noiosa la crescita dei personaggi che schiereremo in porta, complice una certa mancanza di situazioni d'attacco da parte degli avversari, data dall'ovvio equilibrio delle azioni di gioco ottenuto dagli sviluppatori. A tutto ciò si aggiungono le classiche partite rapide, i vari campionati di gioco e le coppe nazionali ed internazionali previste dalle licenze ufficiali FIFA.

La modalità Ultimate Team ci regalerà grandi soddisfazioni

Tecnicamente il gameplay risulta essere migliorato sotto alcuni punti di vista, stagnante se non leggermente peggiorato sotto altri. I passaggi, la fisica del pallone, i tocchi di sponda, gli interventi di prima intenzione sono sicuramente più fluidi e dinamici, esplicandosi in movimenti spontanei e molto naturali. Al contrario i movimenti difensivi, l'inseguimento dell'avversario, l'intervento in tackle spesso e volentieri non danno quella giusta fisicità, quella risposta immediata e solida che ci si aspetterebbe. Sovente ci si ritroverà a lunghi e faticosi inseguimenti dell'attaccante avversario, in un comico balletto fatto di traballanti contrasti a vuoto e scivolate fantasma. Migliorata comunque l'IA (come già detto riguardo alla Carriera), soprattutto quella dei portieri, molto meno colpevoli degli scivoloni di un tempo. In generale comunque, si tratta di un miglioramento piuttosto lento e poco incisivo rispetto a quanto già visto in passato. Anche la nuova promessa fisica del pallone, sicuramente più responsiva, non ha dato grandi risposte in termini di rivoluzione della simulazione di gioco.

Graficamente NO Interazione SI

Dal punto di vista grafico, spiace dirlo, questo FIFA ci ha deluso. Ovviamente non è un prodotto scadente, ma non ha dato quell'input che ci si aspettava con il passaggio alla next generation. La gestione delle luci in campo è tendenzialmente scadente, con effetti particellari abbastanza poveri e poco interessanti. Se le partite serali si salvano, a causa della simulazione dell'illuminazione artificiale, le condizioni metereologiche naturali si rivelano scarsamente riprodotte. Poche differenze tra una leggera pioggerella ed una acquazzone, quasi nessun cambiamento dinamico della luce solare o delle nuvole, insomma un risultato che beninteso non è insufficiente, ma non è neanche quanto ci si potrebbe aspettare da un titolo che, per rimanere sulla cresta dell'onda non può permettersi solo di scaldare la minestra. A livello invece di interazione e di fisica del pallone, come già detto e ribadito, siamo di fronte ad un prodotto all’avanguardia, con un’efficacissima risposta dei tasti rispetto ai movimenti di gioco.

FIFA 15 sarà sempre online, con news e risultati reali.

Sono state eliminate alcune imperfezioni riguardanti soprattutto i tiri ed i passaggi, che l’anno scorso a volte sembravano seguire regole lontane da quelle teorizzate da Newton. Nonostante questo, il livello grafico, almeno per quanto giocato e spolpato su PC, cozza clamorosamente. Non solo le grandi carenze ambientali, ma anche una netta imprecisione nelle espressioni facciali e nel realismo dei giocatori, molti dei quali praticamente identici. Onestamente ci si sarebbe aspettato di più, molto di più. Il lato audio è sempre sul pezzo, grazie ad una colonna sonora moderna e dinamica ed una telecronaca buona… a metà. Perché se Pardo si rivela voce adattissima al gioco, grazie alla sua proverbiale simpatia e spigliatezza, la spalla Stefano Nava è davvero troppo legnoso ed imbambolato. In conclusione comunque, il simulatore di calcio della EA Canada continua ad offrire un’esperienza buona, divertente e seguitissima in multiplayer. La mancanza di novità, ed una certa staticità nello sviluppo rischiano di mettere FIFA in bilico per il podio dell’annata 2015, con un PES che deve ancora mostrarsi a pieno. Ma a prescindere dai confronti, il software è oggettivamente buono, ma ancorato al passato.

Mercoledì, 01 Ottobre 2014 20:39

Futuridium EP Deluxe è finalmente in store!

E' appena arrivato su PSN il nuovo gioco degli italiani Mixed Bag. Si tratta di Futuridium EP Deluxe, uno sparatutto in esclusiva PS4 e PS Vita

Nel gioco impersonificheremo un pilota solitario intrappolato in un loop temporale alle porte di un'imminente battaglia spaziale. Distruggere degli strani cubi blu ed aumentare la propria velocità saranno i principali elementi di gameplay. Si tratta ovviamente di un gameplay veloce ed immediato, caratterizzato da movimento e da grande vivacità di colori. Con 50 livelli di gioco, 5 boss, medaglie e trofei, Futuridium assicura sicuramente grande longevità.

Il gioco, dal grande dettaglio grafico, è già disponibile a 9,99€ in modalità cross-buy (l'acquisto per PS4 o PS Vita da diritto ad una copia alternativamente per PS Vita o PS4) ed è in sconto del 20% per gli utenti Plus.

 

 

Martedì, 30 Settembre 2014 19:48

Ryse: Son of Rome in regalo per voi!

Crytek regalerà copie di Ryse: Son of Rome per PC in occasione del festival del fumetto, dell'animazione e del videogioco che si terrà questo weekend a Roma (si, stiamo parlando di Romics). In concomitanza con l'evento infatti il Main Stage del Padiglione 8 sarà il luogo adibito all'offerta, ma solo nella giornata di Sabato 4 ottobre. 

Per poter ottenere l'agognata copia digitale di Ryse bisognerà dimostrare di essere nati nella capitale italiana, e di essere perciò dei veri figli di Roma. Basterà salire sul Main Stage ed esibire il proprio passaporto, dalle ore 12:50 alle ore 13:40. Ricordiamo che i codici a disposizione sono 50, superati i quali ovviamente terminerà l'evento. In aggiunta al codice Steam si otterà anche il download delle musiche di gioco ed un fumetto esclusivo firmato Ryse: Son of Rome. 

Concludiamo ricordando a tutti i nostri lettori che Ryse: Son of Rome è l'action game firmato Crytek ambientato nella gloriosa ed antica Roma. Dotato di un incredibile comparto grafico e gameplay, sarà disponibile anche per PC dal prossimo 10 ottobre, ma potrà essere provato in anteprima anche durante tutta l'edizione di quest'anno della fiera del fumetto di Roma, nell'area GAMING PC del Gamevillage, sponsorizzata da ASUS

 

 

Venerdì, 26 Settembre 2014 19:01

Nuovi tracciati di gioco per Project CARS

Sono stati appena rivelati dei nuovissimi tracciati per Project CARS, il simulatore di guida sviluppato da Slightly Mad Studios e prodotto da Bandai Namco. Se nel primo spezzone di annunci furono elencate località che si ispiravano ad alcuni dei più iconici circuiti Europei, questa volta le location sono tra le più disparate. Avremo quindi 8 nuove mappe: gli Stati Uniti, con una meravigliosa riproduzione della California Highway; l'Australia nelle meraviglie del Nuovo Galles, la Costa Azzura francese e la Gran Bretagna. Ad ogni modo, per un elenco rigoroso e dettagliato non mancate di visitare il sito ufficiale del gioco www.projectcarsgame.com.

Ricordiamo che Project CARS è sviluppato da una casa avvezza a corse automobilistiche ed affini, che fa vanto di utilizzare un motore fisico e dinamico all'avanguardia, per poter assicurare al giocatore un'esperienza la più simulativa possibile. 

Finalmente una data di uscita per Persona Q: Shadow of the Labyrinth. Si tratta dello spin-off della nota serie Persona, che uscirà nei negozi europei il 28 Novembre di quest'anno. Il gioco sarà disponibile sia in versione fisica che in versione elettronica, scaricabile nello sho Nintendo. L'edizione standard del gioco conterrà undici Tarot Cards.
 
Ricordiamo che in quest'ultima versione della saga troveremo un insieme del cast dei precedenti giochi della serie, inseriti in un gameplay simile a quello di Etrian Odyssey, dove delle pentasquadre dovranno esplorare e combattere all'interno di svariati dungeon. Persona è il nome della manifestazione della forza del cuore dei personaggi: un aiuto formidabile durante la battaglia.

 
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