Overwatch - Recensione, uno sparatutto competitivo perfetto

Divertente e appagante.

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Sono già passati due anni dall’annuncio di Blizzard che sorprese tutti. Eravamo davanti allo schermo quando alla Blizzcon venne mostrato per la prima volta Overwatch, impossibile trattenere lo stupore. Già nel 2014 lo stile, i personaggi ed il gameplay ci stupirono in quel trailer mostrato.

La curiosità era tanta, volevamo provare con mano la visione sparatutto di Blizzard. Tanto interesse, ma anche tanti dubbi erano sorti in quel periodo. Come la mancanza di originalità, della profondità del gameplay e dei contenuti offerti.

Overwatch è finalmente disponibile ed è ora di fare luce una volta per tutte.

Guarda, come Wikipedia

Di solito, questo è il momento in cui parlo della trama, della narrazione - e di tutto ciò che ne deriva - del titolo protagonista della recensione. Overwatch, in gioco, non ha alcun tipo di spiegazione, di introduzione che ci giustifichi quello che andremo a fare. Né scritta, né via filmato.

Si è parlato così tanto del gioco anche grazie all’intelligente campagna marketing che ha coinvolto anche tutto ciò che si dovrebbe trovare internamente al titolo e non navigando su un motore di ricerca.

Il plot narrativo ed il background dei personaggi vanno scoperti tramite il sito ufficiale del gioco. Troviamo qui la giustificazione del motivo per cui andremo a sparare in faccia ad altra gente oltre a dei fumetti e a dei corti animati che ci presentano alcuni degli eroi del gioco. Soprattutto questi ultimi, sono sublimi e meritano di essere visti. Questo perché ci permettono di conoscerli meglio e soprattutto di entrare in sintonia con loro.La recensione di Overwatch

Capire la loro storia, il loro modo di fare e loro ideali è un ottimo modo per creare un background che possa donargli dello spessore affinché non siano soltanto “dei banali modelli tra cui scegliere in una schermata di selezione”.

Detto questo, ribadisco come il non aver inserito tutto questo - anche solo in minima parte - sia una pessima idea. Essendo un videogioco, si vorrebbe poter venire a conoscenza della storia all’interno di esso. Sarebbe bastata un’introduzione ed aggiungere i filmati di ogni eroe nella relativa schermata che li contiene tutti.

Overwatch è un multiplayer competitivo senza alcun tipo di singeplayer - no, il tutorial e le partite con i bot non contano -. Pur essendo così, come detto sopra, le battaglie sono state giustificate con un plot narrativo flebile, ma comunque efficacie.

Le schermaglie di cui faremo parte trovano luogo in una versione alternativa della terra in un futuro non troppo lontano dopo la “Crisi Omnic”. L’Omnic è un IA implementata nelle macchine robotiche giunte poi ad una ribellione che ha dato inizio ad una guerra su larga scala che ha coinvolto anche civili e questioni etiche. 

Una squadra chiamata Overwatch è stata creata per mettere fine a questo conflitto. Fatto ciò, essa perse la sua influenza, anche a causa di diverse accuse che non fecero che metterla in cattiva luce. Un nuovo conflitto sta per iniziare e gli eroi di Overwatch sono stati richiamati in veste non ufficiale.

Tanti eroi, tanto divertimento

Tutto ciò, come detto, è solo una scusante per ciò che è cardine: in Overwatch si gioca, semplicemente. Quindi, senza troppi fronzoli, si seleziona partita rapida e siamo subito pronti grazie ad un matchmaking che funziona alla stregua della perfezione. In pochi secondi è in grado di trovarci un match adeguato, la maggior parte delle volte l’abbinamento avviene in partite che ancora devono iniziare. Solamente poche volte mi è capitato di entrare in una battaglia con pochi secondi alla conclusione rimasti.

Le lobby sono piene e fortunatamente è raro che non riesca a trovare giocatori sufficienti. Questo anche grazie all’immediatezza con cui si conclude e si inizia un nuovo scontro. Appena finito, ne inizierà subito un altro, anche questo, farà in modo di tenerci incollati senza abbandonare.

Ciò che rende unico Overwatch sono gli eroi, non i classici soldatiti in mimetica pronti sull’attenti. Qui si parla di scimpanzé scienziati, mercenari demolitori, ninja e pistoleri usciti dai migliori film di Sergio Leone. 

Non è solo il loro aspetto estetico a variare, ma il loro modo di agire, il loro armamento, le loro caratteristiche. Tutto ciò influisce pesantemente sul gameplay, che varia totalmente da un personaggio all’altro, dovendoci quindi adeguare di conseguenza.

Per esempio, scegliendo Soldato 76, Overwatch si avvicina il quanto più possibile ad un classico sparatutto in prima persona. Con tanto di corsa e lanciagranate a portata di mano.La recensione di Overwatch

Se dovessimo scegliere Junkrat o Symmetra invece, ci scorderemo della corsa e dovremo approcciarci sul campo in maniera più ragionata. Dedicandoci a sistemare delle trappole piuttosto che attaccare il nemico a testa bassa.

Ancora un altro esempio, per farvi capire della versatilità del gameplay di Overwatch, con Genji e Reinhardt, dalle bocche da fuoco si passa alle armi bianche, con tutto ciò che ne comporta.

Non è solo ciò che imbracciamo che fa la differenza, ma è anche la classe di ognuno di essi. Ad inizio partita ci verrà chiesto chi vorremo impersonare e ci verranno dati dei suggerimenti in base alla scelta effettuata dal resto della squadra.La recensione di Overwatch

In Overwatch non si gioca per uccidere, ma per per completare gli obiettivi. Questo comporta necessariamente un team bilanciato e completo con una scelta dei ruoli che deve dipendere dalla modalità che andremo ad affrontare, dalla situazione e se saremo difensori od attaccanti.

Sarebbe quindi utile avere in squadra almeno un eroe da attacco, in grado di sfoltire le linee nemiche, così come uno di difesa, utile per controllare il campo. Fondamentali i tank per far avanzare la squadra e tenere un obiettivo il più a lungo possibile. Infine, se vogliamo avere la meglio, è impossibile rinunciare alla classe supporto, oltre a guarire, forniscono un aumento della difesa e del danno.

La gioia nel giocare di squadra

Il tutto, con grande sorpresa, funziona. In Overwatch la community gioca di squadra, difficilmente mi è capitato di trovare giocatori che facessero di testa propria ignorando un compagno ferito o non cambiando la classe quando necessario.

Grazie a questo, si incatenano partite davvero entusiasmanti, anche in caso di sconfitta ci si rende conto di aver fatto il possibile per la squadra. Overwatch è un gioco soddisfacente e che premia le buone azioni, che siano di supporto o di attacco. Anche grazie a questo, è difficile staccarsene. Seppure le modalità siano davvero poche e molto simili tra loro - Trasporto e Controllo, già visti in Team Fortress 2, e due varianti di essi - non si avverte la sensazione di ripetitività e monotonia, questo anche grazie al variare del gameplay di ogni eroe, come detto sopra.La recensione di Overwatch

Eroi che sono bilanciati, ognuno ha i suoi punti deboli, ma anche le sue criticità. Che possono essere legati alla mobilità, o all’arma utilizzata per esempio, vincendo piuttosto nelle abilità speciali. Non esiste quindi un personaggio più forte rispetto ad un altro - neanche il tanto chiacchierato Bastion - si trova sempre e comunque il modo di eliminare ognuno di essi, la scelta è quindi personale e non influenzata da uno sbilanciamento che non esiste.

Seppur Overwatch sia un gioco divertente e in grado di tenerci incollati per ore, si sente la mancanza di “qualcos’altro” da fare per staccare dalla modalità competitiva. I contenuti presenti non sono semplicemente sufficienti a giustificare il prezzo esageratamente elevato di 59,99€.

Fortunatamente, è presente la progressione del livello del giocatore - che comunque non influisce in alcun modo, fornisce solo un’indicazione visiva di quanto potremmo aver giocato - e centinaia di sbloccabili. Anche questo ci farà giocare per ore e ore.  

Il trailer di Overwatch
Riccardo Rossi

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.

Commento finale:

Overwatch è un gioco dalle mille sfaccettature, divertente ed appagante. Il gameplay diverso per ogni personaggio e gli eroi stessi con le loro caratteristiche peculiari sono il tocco di classe. È un titolo incredibilmente bilanciato e che funziona in ogni sua meccanica, anche nell’offrire un’esperienza di gioco basata sulla collaborazione e sullo sfruttare ogni classe a dovere e al momento giusto, piuttosto che pensare alle sole uccisioni e all’agire da lupo solitario. Questo va premiato, come va premiata l’esperienza unica che è in grado di offrire.

Overwatch manca però di contenuti, è impossibile giustificare un prezzo così elevato con la sola modalità competitiva. Questo non può che far escludere l’acquisto a chi cerca un minimo di esperienza in solitaria.

Pro:
  • Matchmaking rapido e funzionale
  • Il gameplay varia completamente da personaggio a personaggio
  • Esperienza di gioco basata sulla collaborazione e sulle classi
  • Estremamente appagante e soddisfacente
  • Eroi, mappe e modalità bilanciati alla perfezione
Contro:
  • Il prezzo non è giustificato...
  • ...vista la pochezza di contenuti.
  • Il plot narrativo, il background dei personaggi, i filmati e i fumetti sarebbero dovuti essere disponibili in gioco
Voto Globale:
8.5/10