Knack - Recensione

Un passo falso con l’esordio di Japan Studio su PlayStation 4

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PS4

Nelle precedenti generazioni di videogiochi, ogni nuova console veniva accompagnata sul mercato da una titolo sviluppato internamente, uno di quei videogiochi definiti "Killer Application", capaci di far vendere la console solo grazie alle proprie qualità tecniche e di innovazione. E' stato così per Mario e le console Nintendo, in un certo senso è stato così anche per SEGA con Sonic, ma più in generale tutti quei titoli interni capaci di mostrare a tutti le potenzialità delle nuove piattaforme da gioco. Nintendo tutt'ora utilizza questa pratica con le sue console e un esempio lampante arriva proprio con l'esordio di Wii U e New Super Mario Bros. U, titolo pensato per dimostrare al pubblico l'integrazione con Miiverse e l'utilizzo del nuovo GamePad. La stessa strada sembrava essere percorsa da Sony con l'arrivo di PlayStation 4 ed il titolo esclusivo di Japan Studio, Knack, il videogioco esaminato in questa recensione.

Ritorno al passato

The Doctor è uno scienziato che ha studiato per anni delle antiche reliquie appartenute ad una sconosciuta civiltà. Durante i suoi esperimenti è riuscito a dare nuova energia a questi ‘ciottoli’, scoprendo di poter dare loro straordinari poteri, mossi da una propria coscienza. E’ così che nasce Knack, un valido alleato alla battaglia per la salvezza dell’umanità, minacciata dal temibile esercito di Goblin.

La trama cartoonesca che avvolge il gioco è forse l’unico elemento che produce interesse nel portarlo avanti, se pur abbastanza scontata. Mettendo da parte i preamboli sul suo annuncio o magari le premesse fatte dal team di sviluppo, vengono alla luce fin da subito tutti i limiti del titolo firmato Japan Studio, con un  training decisamente poco chiaro ed un’impostazione degli stage fin troppo limitata per un action-platform della nuova generazione.

Apprese le tecniche base come il salto, gli attacchi, la schivata, l’utilizzo di power-up e poteri speciali, verremo proiettati in un’ambientazione dai panorami piuttosto coinvolgenti, ma dalle barriere naturali pronte ad imporre rigidamente il percorso da seguire, eliminando del tutto la libertà di movimenti tipica dei platform e gli action 3D. Per un attimo è sembrato di tornare indietro di 17 anni e giocare a Crash Bandicoot sulla prima PlayStation, con le conseguenti limitazioni del caso.

Il concetto dietro Knack è comunque interessante, anche ben pensato da un certo punto di vista, ma non adeguatamente sviluppato per essere utilizzato su una console di nuova generazione. Dove sono gli effetti grafici sbalorditivi, le enormi ambientazioni, la grande interazione e l’Intelligenza Artificale degna di questo nome? Ecco, uno dei problemi più grandi di Knack è proprio l’interazione con l’ambiente circostante. Solo una minuta parte degli oggetti presenti all'interno dello scenario è interagibile e distruttibile, con dei muri o massi chiamati quasi a segnalarci la presenza di stanze segrete contenenti collezionabili e power-up; decisamente una “mossa poco convincente” per gli amanti del genere, spesso dediti nel controllare ogni angolo dello stage, alla ricerca dell’oggetto introvabile da mostrare agli amici.

La gestione dei Trofei e del PlayStation Network è perfettamente funzionale in questo, ma a causa della facilità con cui trovare gli oggetti, l'appeal di Knack diminuisce, invitando il giocatore esclusivamente a subire il minor numero di colpi e recuperare il maggior numero di reliquie per ingrandire e potenziare l'attacco del "brutto" protagonista. Neanche quando saremo in grado di inglobare altri elementi come il fuoco o la neve, Knack riesce a prende il decollo, limitando questo al solo aspetto visivo e di controllo. Non c’è un elemento capace di offrire varietà ad una noiosa azione, indebolita ulteriormente dalla ripetitività delle situazioni e dal combat system troppo statico.

Nei momenti più caotici dove il numero di nemici cresce ed i loro attacchi si arricchiscono di nuovi colpi e strumenti da utilizzare, noi avremo solo e sempre una manciata di attacchi a disposizione, costringendoci ad affrontare le varie sezioni a suon di tentativi fra una morte e l’altra. Bisognerà capire chi attaccare per primo e in che modo, tentando di schivare alcuni colpi per lanciarne degli altri, tenendo sempre d’occhio il livello energetico dei colpi speciali ottenuto dalle pietre solari.

PlayStation 4?

Se Knack fosse stato il primo e unico gioco al lancio di PS4, Sony sarebbe stata veramente in grande difficoltà per far cambiare opinione al pubblico. Il comparto tecnico con cui il titolo di Japan studio si affaccia sul mercato è decisamente povero, se pur contraddistinto da alcune texture valide e alcuni effetti di luce ben realizzati. La quantità di poligoni e la qualità degli effetti non è esattamente quello che ci si aspetterebbe da una console di nuova generazione, il tutto condito da ambientazioni piuttosto limitate e poco curate. Passi pure il sonoro e le circa 10 ore per portarlo a termine, ma la giocabilità è il vero fulcro per questo genere di giochi, quel fattore che può portare il consumatore ad amarlo o detestarlo ed in questo caso, fa acqua da tutte le parti. Non c’è un solo elemento che renda 'calamitico' Knack, quel qualcosa che spinga a giocarlo e portarlo a termine più volte. Fra le caratteristiche di PlayStation 4 ci sono anche dei comodi trigger analogici, un Touch Pad centrale e dei sensori che non sono minimamente utilizzati; una grande pecca per un titolo che avrebbe dovuto offrire quantomeno novità dal passaggio da PlayStation 3, alla nuova generazione, ma nulla di tutto questo è stato preso in considerazione durante la fase di progettazione.

Federico D'Aco

Federico D'Aco

'Old-School' è il termine che più lo rappresenta. Amante dei vecchi classici per console e computer, ha un debole per i titoli e le piattaforme targate Nintendo, alle quale non riesce proprio a dire di no. Qualcuno fra gli amici più stretti afferma di averlo visto possedere e giocare con console targate SEGA, Sony e Microsoft, ma le prove non sono ancora state pubblicate.

Commento finale:

Sono errori imperdonabili quelli che fanno da contorno a Knack, il videogioco d’esordio per PlayStation 4 da Japan Studio. Non stiamo parlando di un titolo gratuito per tutti i nuovi acquirenti, ma di un prodotto a pagamento che non offre nulla di minimamente paragonabile ad un videogioco. Noioso, ripetitivo e senza idee originali, incapace di sfruttare l’hardware di PlayStation 4 sia graficamente, che in termini di idee e controllo. Molti titoli Indie a prezzi stracciati risultano essere migliori ed un qualsiasi paragone con un action-platform di vecchia e nuova generazione lo ridurrebbe in briciole, tanto per rimanere in tema con la struttura di Knack. Un pessimo inizio per dimostrare cosa può fare la nuova console Sony, fortunatamente salvata da ben altre produzioni, pronte a mostrare al pubblico le vere potenzialità nascoste sotto la scocca. Evitatelo

Pro:
  • Longevo, se si ha la forza di portarlo avanti
  • Controlli semplici da apprendere
Contro:
  • Noioso e fin troppo ripetitivo
  • Tecnicamente non ha nulla di Next Gen
  • Estremamente limitato in ogni aspetto
  • Poco coinvolgente
Voto Globale:
4/10