Wolfenstein: The New Order - Recensione

In una realtà alternativa i nazisti sono i padroni del mondo, sei pronto ad affrontarli?

scritto da
Vota questo articolo
(5 Voti)
XONE PS4 PC
B.J. Blazkowicz è tornato! B.J. Blazkowicz è tornato!

Nell’era in cui gli sparatutto diventano sempre più semplici e corti ci sono piacevoli eccezioni che riesco a catturare l’attenzione del gamer di turno grazie a storie sviluppate e a gameplay che uniscono un pizzico di gusto retrò alle attuali meccaniche di gioco. Dove è possibile trovare tutto ciò? In Wolfenstein: The New Order!

Back to the future!

Partiamo dal principio, Wolfenstein: The New Order è uno sparatutto in prima persona con meccaniche di gioco in salsa retrò e dalle forti tinte dark.  Impersoneremo il sergente B.J. Blazkowicz, la seconda guerra mondiale sta mietendo vittime su ogni fronte ma la Germania nazista è in forte vantaggio grazie all’elevata tecnologia di cui dispone la quale sta schiacciando le altre nazioni. Durante un attacco il nostro sergente Blazkowicz viene catturato, e dopo aver compiuto una scelta che cambierà lo svolgimento dell’intero gioco, fugge da un laboratorio nazista ma durante la fuga un’esplosione lo ferisce alla testa mandandolo in uno stato catatonico per sedici anni, fino a quando nel 1960 una situazione di estremo bisogna lo risveglia e lo riporta in vita in un mondo ormai completamente sotto il dominio nazista. L’intero titolo si sviluppa in una realtà alternativa in cui la Germania ha vinto la seconda guerra mondiale schiacciando le nazioni rivali.

Armi dal forte sapore dark!

Come in ogni sparatutto dovremo avanzare armi in mano spianandoci la strada tra ondate di nemici che hanno il solo scopo di metterci i bastoni (e i colpi) tra le ruote, ma per far questo i ragazzi di MachineGames hanno deciso di usare uno stile uscito direttamente dai primi FPS. La vita non si recupera nel tempo, l'unico modo è raccogliere i kit medici sparsi per i livelli, la nostra vita è formata da 100 punti salute,o punti vita, solamente nel caso si scenda sotto i 20 punti vita partirà l’autorigenerazione che ci permetterà di guadagnare salute fino al raggiungimento dei 20 punti salute. Inoltre, ad affiancare i punti vita è presente la classica armatura che assorbe il danno subito. Anche in questo caso è possibile aumentare la nostra armatura raccogliendo giubbotti antiproiettile, elmetti e resti metallici dai corpi dei mech robotizzati o dei cani meccanici. Gli elementi retrò non finiscono qui, è possibile trasportare diverse tipologie di armi, le quali non sono limitate ad un numero massimo di due. Non esiste il concetto di arma principale ed arma secondaria, piuttosto è presente un sub-menu attivabile tramite la pressione del tasto RB che ci consente di scegliere quale imbracciare. Possiamo trasportare fino di dieci armi, distinte tra pistole, fucili, armi tattiche come granate o il laser KraftWerk. L’arsenale presente in gioco non è ampio, anche seppur con tutto ciò di cui avremo bisogno. È possibile usare la doppia arma, come due fucili d’assalto oppure due fucili a pompa, ma questo elimina la possibilità di mirare permettendo però un sensibile aumento del rateo di colpi sparati e consumati. Tra le armi tattiche abbiamo accennato la presenza del laser KraftWerk, durante il nostro avanzare saremo chiamati a risolvere piccoli puzzle usando dapprima un piccolo taglierino laser e in seguito un prototipo sviluppato dai nazisti in grado di sparare colpi laser di notevole potenza. L’uso delle armi laser è possibile grazie ad una batteria interna che si scaricherà se usata eccessivamente ma sarà di facile ricarica grazie alle diverse postazioni sparse nei livelli.

Chi gioca in compagnia o è un ladro o una spia!

I ragazzi di MachineGames hanno fatto una scelta davvero controcorrente, piuttosto che puntare tutto sul multiplayer online creando diverse modalità di gioco, hanno deciso di creare solo la modalità single player da giocare da soli in locale. Una scelta che se all’inizio pare poco sensata, si rivela invece essere azzeccata e che va ad aumentare l’immersione del giocatore nel mondo di gioco. Affrontare da soli l’orda nazista, magari nel buio della propria camera usando un sistema headset avanzato permette la totale immersione e ci rende partecipi del conflitto mondiale, andando a legarci sentimentalmente alle vicende e ai personaggi narrati in gioco. Ogni cutscene, ogni dettaglio, ogni elemento segreto da raccogliere ci racconterà piccole sfumature di quell’Europa che fortunatamente non vedremo mai, il sergente B.J. Blazkowicz incarna lo stereotipo del soldato americano: forte, fiero di ciò che rappresenta e senza la minima paura!

Scegli il tuo stile di gioco, stealth o avanzata prepotente?

Se la storia è ben curata ed ogni elemento è essenziale per capire a fondo la realtà di gioco, non si può dire lo stesso della grafica. Se da un lato troviamo i 1080p con 60 frame per secondo sulle versioni Xbox One, PS4 e PC, dall’altro lato troviamo modelli poligonali non proprio di prima scelta, con elementi in mappa che si ripetono per riempire ulteriormente alcuni spazi altrimenti vuoti o effetti déjà vu quando si uccidono i soldati nemici. La grafica non fa stropicciare gli occhi per la sua qualità, tuttavia la scelta dell’uso del motore grafico IdTech 5, già visto in azione in Rage, rende il gioco sempre fluido e ben saldo a 60 fps. I giochi di luci ed ombre danno un tocco di classe al gioco, che vede l’oscurità e la mancanza di luce naturale tra gli elementi sempre presenti nella storia. Il nostro avanzare è influenzato da aspetti stealth, quindi non esser visti e passare in zone poco illuminate spesso è la chiave vincente per avanzare il più facilmente e velocemente possibile. Tuttavia, se si venisse scoperti le unità presenti sulla mappa ci attaccherebbero ed inoltre i comandanti potrebbero chiamare ulteriori rinforzi contro di noi. La presenza di questi è segnalata a schermo con un indicatore di distanza. Quando si mette piede in una nuova sezione di gioco la prima cosa da fare è eliminarli tramite tattiche stealth se questo non andrà a buon fine beh… tirate fuori le armi! Il grado di difficoltà è selezionabile all’avvio della campagna o in qualsiasi momento andando sul menu principale. Aumentando la difficoltà tuttavia l’intelligenza artificiale rimane sottotono e a tratti si ha l’impressione di non stare affrontando il grado di sfida desiderato. È d’obbligo riportare la presenza di scene cruente e di sesso esplicito, la scelta di questo gioco deve essere consapevole e matura ma soprattutto dovrebbe esser fatta sapendo ciò che si sta per acquistare. Le crudeltà commesse dai nazisti e gli esperimenti genetici su uomini fanno da sfondo costante in tutta la campagna.

Concludendo

Wolfenstein: The New Order si presenta nel 2014 come un titolo uscito direttamente dai primi anni 90’ in grado di garantire tra le sedici e le venti ore di puro divertimento in single player. Non rientra nei canoni moderni avere uno sparatutto con una profondità tale da permettere una così alta longevità, è una piccola perla nel panorama degli sparatutto attuali. Ogni aspetto è incentrato a migliorare l’immersione da parte del giocatore in un titolo che ha saputo portare su schermo difficili argomentazioni ed una realtà alternativa tutto sommato plausibile in cui i nazisti avrebbero potuto realmente vincere la seconda guerra mondiale ponendo fine al mondo così come lo conosciamo oggi. La grafica non sarà tra quelle che ricorderemo ma diminuire il numero di poligoni a favore dei 1080p e della fluidità totale a 60 fps è un compromesso che ci sentiamo di premiare. 

Il trailer di Wolfenstein: The New Order
Mattia Granito

Mattia Granito

Ha iniziato il suo cammino videoludico all'età di 8 anni con il Game Boy Pocket e Pokèmon Giallo, tutta la sua infanzia è stata legata al mondo Nintendo, specialmente a Pokèmon. In seguito la scoperta di Halo: Combat Evolved su Pc ha cambiato le sorti della vita di questo povero ragazzo immergendolo in quella droga chiamata Halo. Per seguire le sorti di Master Cuoco ha poi scelto una Xbox 360. Ad oggi non è ancora chiaro come quel semplice fps per Pc sia diventata una così potente calamita.

Commento finale:

Wolfenstein: The New Order è un gioco che sa catturare come pochi, la trama prende svolte inaspettate e la scelta che si prende all’inizio ha ripercussioni sull’intera storia. Per giocarlo completamente è necessario affrontare la campagna due diverse volte, solo in questo modo è possibile scoprire cosa cambia all’interno del gioco. Il gusto retrò ed elementi usciti direttamente dal passato sono ben visibili per chi ha una certa esperienza nel mondo degli FPS. Mentre girate per le mappe di gioco buttate sempre un’occhio a ciò che vi circonda, riceverete così validi aiuti per avanzare anche a difficoltà più alte ed inoltre potrete trovare interessanti oggetti sbloccabili e alcuni piccoli easter eggs. 

Pro:
  • Grafica a 1080p e a 60 fps ma…
  • Storia immersiva
  • Le scelte influenzano la progressione
Contro:
  • … numero di poligoni e texture sotto tono
  • L’arsenale conta poche armi
  • I.A. migliorabile
Voto Globale:
8.5/10