Until Dawn - Recensione, chi sceglierai di uccidere?

Un cast d'eccezione per un horror unico in cui deciderai chi salvare e chi uccidere. Inizia a scoprire la verità...

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PS4
Sopravviverai fino all'alba? Sopravviverai fino all'alba?

Until Dawn segna il ritorno di un genere unico. Nel 2005 uscì un certo Fahrenheit, non era una classica avventura, non esploravamo tombe e tanto meno non eliminavamo i nazisti. Era il primo vero esperimento di Quantic Dream a farsi conoscere, proponendo qualcosa di diverso, di personale e di unico. Cinque anni dopo con Heavy Rain David Cage ampliò la collezione di questo genere di giochi, i quali non hanno una loro definizione, non possono classificarsi come “Avventura” o “Punta e clicca”, a me piace catalogarli come “Emotional Games”.

La componente emozionale, il farci sentire responsabili delle nostre azioni, è talmente forte e al centro di tutta l’esperienza che è difficile paragonarli ad altri giochi. Tutto questo preambolo è servito ad introdurre Until Dawn, per farvi capire nel modo più semplice possibile cosa vi aspetterà giocando la storia di Supermassive Games.

Era soltanto uno scherzo

Come avrete capito, Until Dawn è incentrato per la grande maggioranza sulla trama, è uno di quei titoli dove ogni giocatore dovrebbe scoprire ogni avvenimento da solo senza che nessuno gli rovini i colpi di scena. Per questo, vi racconterò l’incipit delle vicende, senza andare troppo a fondo sugli eventi a seguire.

Dieci amici sono soliti a ritrovarsi annualmente sulla cima del monte Blackwood, nella baita di famiglia degli Washington, i quali figli fanno parte del gruppo. Durante una di queste occasioni, annoiati, decidono di divertirsi facendo uno scherzo ad una loro amica: Hannah.

Until Dawn PS4 recensione

Lei è una ragazza timida, molto chiusa e introversa, innamorata persa di Mike, presente con loro. I ragazzi decidono di approfittarsene e spingono Hannah ad andare nella camera di Mike, convincendola che lui voglia passare una notte da solo con lei.

Arrivata nella stanza, incomincia a spogliarsi, fino a quando il gruppo, nascosto, non inizia a ridacchiare. Imbarazzata, Hannah fugge dalla casa e si inoltra nel bosco. La sorella Beth, preoccupata, inizia a cercarla. Una volta ricongiunte, le due si trovano con le spalle verso un dirupo, con una minaccia tale da spaventarle e farle indietreggiare. La caduta risulterà fatale.

Un anno dopo, ancora insieme

Quel tragico evento è la base della trama di Until Dawn, ed è ciò che segnerà per sempre il gruppo di amici. Una persona ne ha sofferto in particolare: Josh, il fratello di Hannah e Beth. L’evento lo ha sì segnato, ma non vuole rinunciare all’annuale raduno nella sua baita.

Inizia così quella che pensano sia un incontro tra amici, come lo è sempre stato. La loro vacanza però si trasformerà nel loro peggior incubo.

Until Dawn nel suo incipit si appoggia molto ai classicismi del genere horror. Abbiamo un gruppo di teenager che vogliono godersi il loro momento di libertà finita la scuola, isolati da tutto, senza limitazioni e senza genitori. Vien da sé che gli argomenti che vengono tirati in ballo sono il sesso e l’amicizia, con le relative cotte e tradimenti.

Until Dawn PS4 recensione

Insomma, mi sono subito venute alla mente pellicole come “Quella Casa nel Bosco” e “La Maschera di Cera”, con i relativi stereotipi: “il figo” che non ha problemi con le ragazze, lo sportivo, l’estroversa, il nerd e via dicendo. Se chi passa molto tempo davanti al grande schermo troverà questo ridondante con un gran sapore di già visto, nei videogiochi è qualcosa di nuovo e di diverso. Siamo soliti ad interpretare omoni muscolosi muniti di armature e armi di ogni tipo dal grande passato avventuroso, gli stereotipi funzionano perché sono “realistici” e fattibili, niente che non possa esistere e che non abbiate visto nella vostra classe.

Il gruppo di studenti che vanno in vacanza insieme è un’ottima base di partenza per creare una storia, che, assolutamente, per reggere deve mostrare di avere personalità. E, senza svelarvi troppo, è così. Le vicende reggono e funzionano nel mettere in atto colpi di scena consecutivi, peccato per un finale fin troppo sbrigativo, nel quale invece mi sarei aspettato diversamente, soprattutto viste le vicende passate.

Effetto farfalla

Fino ad’ora ho parlato solamente della trama, ma la caratteristica e il vanto principale di Until Dawn è che siamo noi ad influenzare gli eventi futuri. Questo è l’effetto farfalla, “Si dice che il minimo battito d'ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall'altra parte del mondo”.

Prendere delle decisioni è il cardine di tutta l’esperienza, è ciò che faremo più spesso. Non solo scelte “drastiche” che ci coinvolgeranno emotivamente, ma anche decisioni all’apparenza innocue - come spiare il cellulare di un amico - porteranno ad almeno un dialogo unico.

Until Dawn PS4 recensione

Gli otto protagonisti possono morire. Possono morire in uno dei diversi momenti stabiliti, a causa nostra, a causa di una decisione che noi abbiamo preso, non “casualmente” per una vicenda. Ed è così che veniamo emotivamente coinvolti, che veniamo catturati da Until Dawn, il nostro essere, le nostre debolezze, le nostre paure ci vengono - letteralmente - sbattute in faccia. Il nostro essere curiosi, frettolosi, altruisti potrebbe essere motivo della nostra morte, oppure della salvezza di una vita.

Se davvero molte scelte possono determinare la morte di qualcuno, i dialoghi e le relazioni successive, altre non influiscono come ci si aspetterebbe, prendendo il gioco la strada predeterminata dagli sviluppatori. In realtà il corso della storia è uno e uno solo, determinati personaggi arriveranno per forza ad un punto della trama e i luoghi che esploreremo, le giocheremo per forza. Anche se faremo di tutto per evitarlo, in alcuni momenti verremo dirottati a forza, contraddicendo la nostra scelta, il che mi ha fatto storcere il naso e non poco.  “L’effetto farfalla” tanto sfruttato e paventato dal gioco stesso, in realtà non è così drammatico come ci viene fatto credere.

Ricordi da Silent Hill

Ciò che funziona davvero bene in Until Dawn è l’atmosfera, è un horror ed è ciò che ci si aspetta, così come le varie ambientazioni. Le varie location sono state pensate da una parte per essere claustrofobiche e generare angoscia, dall’altra per generare la sensazione di essere in un posto davvero grande, labirintico da cui è impossibile scappare.

Unite questo con una presentazione visiva eccellente, grazie ad una palette dei colori cupa e realistica, ad un sonoro in grado di tenervi sempre sulle spine, ed otterrete un’esperienza audio visiva ormai rara nel mondo dei videogiochi. I salti dalla sedia sono assicurati.

Until Dawn PS4 recensione

I Quick Time Event e le scelte non sono l’unico elemento di gameplay presente, in alcune occasioni avremo anche la possibilità di muoverci liberamente. In questi momenti si nota come gli sviluppatori abbiamo volutamente deciso di rendere i controlli molto rigidi, per restituire una certa fisicità del movimento e del peso del personaggio. Il che non sempre aiuta con gli spostamenti. Rigidità nelle animazioni ma anche nell’espressività dei vari personaggi, che a volte risultano fin troppo indifferenti rispetto a ciò che gli sta accadendo.

Il trailer di Until Dawn
Riccardo Rossi

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.

Commento finale:

Until Dawn è un’esperienza unica. Una di quelle esperienze che si vedono raramente nel mondo videoludico. È una storia alla quale il giocatore viene coinvolto in prima persona, viene coinvolto il suo essere, il suo carattere e i suoi pensieri per determinare la vita e la morte. Peccato che in realtà molte scelte non portino ad una vera diramazione della trama od ad un cambiamento radicale degli eventi, obbligandoci all’unica strada pensata dagli sviluppatori. Se Until Dawn ci avesse concesso di prendere delle scelte radicali, delle scelte che avessero influenzato la storia, potendola plasmare realmente, concedendoci delle reali diramazioni, avrebbe preso la valutazione più alta di sempre su Kingdomgame.it. 

Pro:
  • Storia intrigante e ricca di colpi di scena
  • Atmosfera azzeccata
  • Alcune scelte sono davvero coinvolgenti…
Contro:
  • …altre deludenti, molte non portano ad alcun cambiamento reale, come ci si aspetterebbe
  • Finale frettoloso
  • Animazioni ed espressioni a volte fin troppo rigide
Voto Globale:
8/10