Child of Light - Recensione PS Vita

Siamo tornati nel dipinto e meraviglioso mondo di Lemuria per rivivere la fiaba di Aurora. Questa volta su una versione...

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PS VITA
Una lente d'ingrandimento per Aurora Una lente d'ingrandimento per Aurora

Circa due mesi fa, sulle nostre pagine, stavate leggendo la nostra recensione della fiaba di Ubisoft per PC e console: Child of Light. Siamo di nuovo qui per raccontarvi della sua trasposizione per la console portatile di SonyPS Vita. Andremo quindi nuovamente a spulciare la trama che coinvolge Aurora e il suo compagno di avventura, Igniculus, del gameplay che segna un piccolo ritorno degli RPG con meccaniche vecchio stampo, e ciò che ci interessa maggiormente in questo caso: il lato tecnico prendendo in esame le possibilità offerte da PS Vita. O meglio, che avrebbero potuto offrire.

Piccola piccola Vita...

Per UbisoftChild of Light è una rivisitazione della più tradizionali fiabe. Con Aurora, figlia di un duca D’Austria, che ne è la nostra Cenerentola. Nessuna scarpa di cristallo è stata persa, piuttosto è il padre a trovare lei, la nostra protagonista, immobile ed irrigidita sul letto su cui si era addormentata. La disperazione si trasforma in sorpresa per Aurora, la quale si ritrova in un’inizialmente definita “valle dei sogni”. Ciò che sembra un luogo a noi sconosciuto, si rivela in realtà la nostra città natale, Lemuria. Ormai grigia e cupa, il sole, la luna e le stelle ci sono state private dalla Regina della Notte, Umbra. Scopriamo quindi che il nostro compito è fermare le tenebre e riportare la luce grazie ad un vincolo magico.

Child of Light PS Vita

La ragazzina teme nella riuscita dell’arduo compito, giovane ed indifesa non può sconfiggere un tale nemico. A darci una mano è Igniculus, un lucciconio che ci guiderà nella nostra avventura. Oltre a consolare Aurora, svolge delle funzioni legate a doppia mandata con il gameplay, le quali le vedremo più avanti. Citando il precedente articolo: “La trama funziona nel suo contesto fiabesco”, e continuiamo con il ripetere come i colpi di scena presenti ci incuriosiscano e i conducano al finale. Peccato per una povera evoluzione degli eventi, i quali subiscono una sferzata ben oltre la metà del titolo.

...quanto ancora mi fai aspettar?

Il gameplay, caratterizzato da elementi RPG vecchia scuola, è rimasto sostanzialmente invariato, tranne per lo sfruttamento delle caratteristiche di PS Vita che ne giova e rende questo porting unico. Così è come avremmo scritto se davvero il touch screen e il touch pad fossero stati utilizzati in maniera convincente in modo da far preferire la seguente versione ai non possessori del titolo Ubisoft. In realtà, è decisamente opportuno tenere le dita incollate al classico schema di controlli. Lo schermo anteriore - o posteriore, a scelta - possono essere sfruttati solo per muovere il lucciconio e per sfruttare la sua abilità. Il che è preferibile utilizzando la combinazione levetta destra - comunque non precisa, a causa della sua sensibilità -  più grilletto sinistro. Se possiamo chiudere un occhio sul lungo caricamento iniziale, teniamo aperto il secondo per quelli che ci attendono ad ogni scontro. Cinque secondi a fissare uno schermo nero sono molti, soprattutto comparando l’attesa delle altre versioni, che è nulla.

 Child of Light PS Vita

Di positivo rimane il fantastico aspetto stilistico della produzione. Citiamo una nostra frase utilizzata in passato che più descrive Child of Light: “un quadro all’acquarello in movimento, una bellezza visiva rara nel panorama videoludico”. Esplorerete ogni angolo di Lemuria non solo per potenziare Aurora, ma anche per scoprire di quante tele diverse sia composta quest’opera. Peccato per un mancato adattamento dell’HUD e dei font. Troppo piccoli, il che rende a tratti fastidioso godere dello scambio di rime tra i personaggi. Rimarrete comunque con la vostra console accesa per ascoltare la meravigliosa soundtrack che non possiamo che elogiare ancora una volta.

Il trailer di Child of Light
Riccardo Rossi

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.

Commento finale:

La conclusione della nostra scorsa recensione rimane valida: “Il colosso francese ha confezionato un dipinto a cui farete una marea di foto, vi fermerete ad ascoltare la soundtrack e combatterete per apprezzare il combat system.” Peccato non poter elogiare altrettanto la versione portatile. Diciamolo: non è la miglior versione disponibile. Se avete una qualsiasi altra console o un PC, questo porting è evitabile. Se al contrario, PS Vita è il vostro unico sistema di intrattenimento, non lasciatevi scappare un’avventura fantastica. Peccato per i lunghi caricamenti e i font minuscoli.

Pro:
  • Artisticamente rimane meraviglioso…
  • …così come la sua soundtrack
  • Rapporto prezzo/durata ottimo
  • Doppia anima RPG/platform funzionale
Contro:
  • Le caratteristiche di PS Vita non sono state sfruttate
  • Hud e font troppo piccoli
  • Caricamenti lunghi
  • Mancano alcuni dei classici elementi da gioco di ruolo
  • Personaggi e ambientazioni non particolarmente originali
Voto Globale:
8/10