Indie: Top & Flop #2

Puntata #2: Of Guards and Thieves e Legends of Dawn

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Per questa seconda puntata di Indie Top & Flop ho avuto sinceramente difficoltà a trovare un Flop degno di questo nome. Sicuramente la qualità dei giochi indipendenti si sta alzando, complice la scrematura che i sistemi di distribuzione (checchè ne dicano i i delatori di Newell, il sistema Greenlight funziona discretamente bene) fanno prima di portare alla portata del grande pubblico la maggior parte dei prodotti. Questo è vero fino ad un certo punto: ovviamente i giochi brutti e di scarsa fattura continueranno ad esserci, così come molti titoli continueranno a raccogliere voti di approvazione e numeri di vendite immeritati. Ciò nonostante siamo di fronte ad un evidente miglioramento, soprattutto qualitativo, dei software in circolazione. A questo si aggiunge un maggior numero di persone coinvolte non solo nella produzione, ma soprattutto nell’acquisto. Le conseguenze di questa evoluzione sono ancora difficili da predire: l’indie potrebbe scomparire, andando ad essere inglobato dai grandi publisher, sempre più golosi; oppure potremmo trovarci di fronte alla nascita di una vera e propria tipologia di gioco e di mercato.

Il top di questa puntata rappresenta il simbolo dell’evoluzione ludica di questi ultimi anni, una crescita esponenziale che, in misura ancora troppo poco rilevante, sta toccando anche il nostro paese. Of Guards And Thieves infatti, il gioco che mi appresto a descrivere, è un prodotto tutto italiano, che ha raccolto consensi tanto insperati quanto meritati. Non si tratta certamente di un fuoco di paglia: sebbene la situazione dello sviluppo del gaming nel BelPaese non sia certo rosea, qualche piccolo segnale inizia ad esserci, e la cosa ci fa sperare per il meglio.

Top: Of Guards and Thieves

Subvert Games è una software house completamente italiana, passata agli onori della cronaca con il recente Of Guards and Thieves. Si tratta di uno stealth action game, incentrato sulla modalità online. Il gioco segue dinamiche semplici dal punto di vista dei controlli, ma molto complesse una volta entrati nel vivo della partita.

Di trama vera e propria non ce n’è: potremo essere guardie, o ladri, con le dovute conseguenze. Rubare oggetti ed uccidere le guardie ci darà punti durante la partita, ma la vittoria dipende solo da un oggetto in particolare: viene scelto casualmente ad inizio gioco. Compito dei thieves sarà trafugarlo e portarlo via, compito dei poliziotti sarà fermare i manigoldi. Le forze dell’ordine però, anche se vedranno gli oggetti rubabili non sapranno mai quale sarà quello fondamentale, al contrario delle controparti illegali.

Altra caratteristica non da poco la differenza tra le due categorie: i ladri vedono al buio, sebbene abbiano un fascio di luce atto a confondere le guardie. Queste ultime infatti non vedono nelle tenebre, ed usano una luce frontale fissa (ecco quindi come un ladro possa eventualmente “mimetizzarsi”). Ci sono ovviamente anche moltissime differenze di armamentario, sebbene nelle partite da me affrontate ci si ritrovasse quasi sempre con fucili per i soldati e coltelli per i fuorilegge.

Una mappa del gioco.

La grafica è interessante e molto divertente. Ricorda un poco Monaco, seppure con colori molto più neutri e meno psichedelici. In più al titolo di Schatz ha però un rendering tridimensionale dei personaggi e degli ambienti, il quale forse non produce gli stessi effetti artistici, ma è indubbiamente molto più soddisfacente dal punto di vista della chiarezza di gioco. La visuale è a volo d’uccello, ci muoveremo quindi lungo la mappa di gioco, generata casualmente e sempre molto ben contestualizzata, con il semplice sistema WASD, combinato poi al puntatore del mouse per la visuale. La struttura dei livelli è fatta in modo da rendere gli uffici e gli ambienti di gioco simili a labirinti, nei quali tanto i ladri quanto le guardie, troveranno serie difficoltà. Sarà possibile passare attraverso cunicoli e finestre, ma al contempo non sarà semplice districarsi tra le numerose guardie vogliose di ucciderci in ogni istante. E’ chiaro insomma che, sebbene semplice se visto nella mera ottica dello sviluppo, sia grafico che tecnico, il prodotto ha le potenzialità per sfondare. Inoltre ci sono numerosi tipi di gioco multiplayer, oltre al classico da me descritto (che è attualmente il più giocato), nonchè tante features da implementare. OGAT sembra promettere davvero bene, e se ci aggiungiamo inoltre una struttura completamente free (il gioco è disponibile su kongregate e su Greenlight), nonchè una nazionalità tutta italiana, direi che il TOP della settimana è servito.

Flop: Legend of Dawn

Nel panorama dei gdr di solito le strade per un buon prodotto sono due: o avere un budget stellare, per poter proporre il solito gameplay rodato, ma fornito di un comparto tecnico eccezionale, oppure puntare su un sistema di gioco innovativo, meno convenzionale, magari chiudendo un occhi su eventuali beghe grafiche e di sistema.

Legend of Dawn non è nessuno dei due, e la colpa non è da attribuire al suo essere “indie”. Partito su Kickstarter, tra strombazzamenti ed entusiasmi vari, questo prodotto è l’emblema di cosa succede quando da buoni propositi e buone idee, si arriva a perdere la via, ottenendo risultati a dir poco deludenti. Innanzitutto la trama di gioco, piuttosto banale ed insapore, nella quale si introdurrà il protagonista di gioco attraverso clichè già visti e stravisti (non ci allarghiamo troppo per evitare fastidiosi spoiler, ma in realtà c’è davvero poco da rivelare). Al contempo l’ambientazione di gioco, che non può definirsi brutta, non è di certo nemmeno rivoluzionaria.

Un complicatissimo screen dell'inventario.

Dal punto di vista del gameplay niente di nuovo sotto al sole. Siamo di fronte ad un videogame che fa del ritorno all’hardcore un punto di forza, senza però riuscirci molto bene. Il titolo infatti, più che difficile, è solo esageratamente complicato e di difficile fruizione. A partire dalla visuale, che contempla l’uso simultaneo del WASD e del mouse, seguendo lo stile del vecchio Ultima in 3D.

A livello poi tecnico sono da segnalare numerosi bug e troppi crash, in particolare nel momento dell’utilizzo del tasto di salvataggio.

In poche parole LoD rappresenta un tentativo mal riuscito di gdr: troppe features per poter puntare alla semplice genuinità di molti colleghi indie, troppo raffazzonato per poter ambire a qualcosa di più. Il costo comunque elevato (di quasi 14 euro su Steam), lo rende un flop da evitare senza battere ciglio.

Abbiamo parlato di:

Of Guards and Thieves (Subvert Games, PC, gratis su Kongregate)

Legend of Dawn (Dreamatrix Game Studios, PC, 13,99 € su Steam)

Lorenzo Quadrini

Videogiocatore incallito, recensionista e bloggatore. Contattatemi quando e come volete per chiacchierate videoludiche e non.