Indie Top & Flop #5

Si parla del survival Rust e del sci-fi/sim Redshirt

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Per questo gennaio, il mercato degli indie non si è certo fermato, sfornando alcuni pezzi di pregevolissima fattura. Come sempre però, in una marmaglia di grandi attese e titoli minori, non mancano i flop, che probabilmente nell'ambito delle produzioni indipendenti sono spesso molto più criticati e soggetti a boicottaggi rispetto alle grandi produzioni. Non certo per la migliore qualità dei flop "danarosi", quanto per un fisiologico bisogno, da parte delle software house poco conosciute, di dover colpire il pubblico con delle dinamiche innovative e fresche, spesso rivoluzionarie, cosa che, se non succede, porta a disastri incommensurabili, nonché a giochi effettivamente brutti.

Il top della settimana è RUST, survival in prima persona, con visuale a tre dimensioni, che sta spiazzando il market di Steam con cifre da capogiro.

Il flop invece è Reshirt, una sottospecie di presa in giro spaziale del fenomeno del social network, che risulta essere clamorosamente più noiosa dei social che tenta di canzonare.

Top: Rust

Con Rust pare che Garry Newman (lo stesso Garry di Garry's Mod), abbia fatto il colpo grosso. non solo economicamente parlando, ma anche, e soprattutto, a livello di giocabilità e godibilità del prodotto: Rust ha tantissimo potenziale, in piccola parte già espresso, in ampia parte ancora da vedere. I giocatori però sembrano fiduciosi, lo dicono i numeri e lo dicono anche le specifiche e le prove sul campo. Il titolo è un sandbox, genere inflazionato, ma ancora pieno di possibilità, nel quale i giocatori, messi di fronte ad una realtà multiplayer, dovranno costruire delle vere e proprie comunità e civiltà, scontrandosi con altri gruppi di gioco per il predominio. In realtà nulla vieta una convivenza pacifica, non essendoci fondamentalmente delle vere e proprie regole comportamentali o delle precise macrostrutture. Semplicemente la violenza in gioco paga, visto che è possibile distruggere pressochè qualsiasi cosa, con i giusti mezzi, ed impadronirsi di praticamente tutto. Se a questo aggiungiamo una grafica avanzata e sicuramente complessa, rispetto ai diretti concorrenti (vedi minecraft), capiamo subito come il risultato finale sia sicuramente promettente. Promettente, non soddisfacente, viste le ovvie difficoltà presenti nel progetto, il quale rimane tutt'ora una beta. Innanzitutto graficamente Rust mostra luci ed ombre. Textures precise e ben disegnate per determinati oggetti e fondali, sgranature improvvise e mostruose per molte altre componenti nonchè per moltissimi elementi del landscape. I miglioramenti sono comunque regolari e quasi quotidiani (per esempio l'erba e gli alberi, che sono stati aumentati ed implementati da poco). Tecnicamente poi continuano ad esserci crash e bug che possono rendere la giocata difficoltosa, sebbene anche questi, spesso dovuti alla mancanza di regole di gioco e di server pienamente efficienti, stiano via via scomparendo.

Anche dal punto di vista del crafting la rosa non è senza spine. Alcuni oggetti, come le armi da fuoco, sono sensibilmente troppo facili da creare, nonchè troppo utili in gioco, rendendo spesso l'esperienza frettolosa e non fruibile, mentre mancano ancora tante features da implementare. Nonostante questo si può dire che l'ambientazione ed il clima che si respira (le notti buie e pericolose, i rumori ingannatori e sempre al cardiopalma) fanno davvero ben sperare.

Flop: Redshirt

Redshirt è indubbiamente un grandissimo flop. Uscito da poco su steam basa tutto il suo gameplay su una imitazione palese e sciagurata di Facebook: Spacebook. L'idea, bisogna dirlo, non è affatto malvagia: cosa succederebbe in un futuro sove l'uomo ha espanso i proprio confini e le proprie conoscenze, in un posto dove razze aliene convivono e interagiscono necessariamente sul social? in realtà le belle domande che il giocatore si pone all'avvio di Redshirt vengono tutte deluse.

Il gameplay consisterà in una costante scelta delle azioni da fare in giornata tra quelle disponibili, stando attenti alla fame ed alla felicità, cercando di completare obiettivi a random, tutti propensi al collezionare amicizie o coltivare relazioni. Purtroppo la mancanza di un'intelligenza artificiale adeguata, di elementi casuali di gioco, di qualsiasi cosa che esuli dalla semplice ripetizione, ma che si contraddistingua come gestionale, rende il titolo veramente noioso e poco piacevole. A livello grafico nulla da segnalare, il prodotto è indubbiamente colorato ed userl friendly, d'altronde riprende tantissimo lo stile del succitato Facebook, il quale se ha così tanto successo nel mondo, lo deve anche per lo stile ed il design grafico semplice, ma allettante e funzionale.

In conclusione due lavori diametralmente opposti, non solo per genere, ma soprattutto come approccio e come stile di lavoro. Il nostro top è un progetto difficile, arduo, ma aggredito con entusiasmo e con la giusta mentalità. Il secondo, sull'onda di un'idea sicuramente affascinante, non ha fatto nulla più che mettere sul tavolo un giochetto ad incastri, risultando poco avvincente e quasi privo di senso. I rischi dell'indie sono anche questi!

Abbiamo parlato di:

Rust (Facepunch Studios, Steam 18,99 €)

Redshirt (Positech Games, Direct Gog Steam 18,99 €)

Lorenzo Quadrini

Videogiocatore incallito, recensionista e bloggatore. Contattatemi quando e come volete per chiacchierate videoludiche e non.