Per un pugno di giochi #6: tra Santi e cavalieri neri

In questo numero si parla di grandezze, di Santi riciclati, rapine in banca e sei morto, sei morto, sei morto.

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XBOX 360 PS3 WII U

Per un pugno di giochi, la rubrica mensile meno mensile della storia è tornata. È vero, abbiamo la scusa pronta a giustificarne il ritardo ad ogni numero... Ma questa volta dovete crederci! La redazione di Kingdomgame.it ha passato l'estate in una spiaggia per nudisti, non stiamo neanche a dirvi il numero di concorsi indetti per stabilire il redattore con il controller più grande.

Se volete scoprire il vincitore (facilmente intuibile N.d.R.R.*) seguiteci su Facebook, se invece volete vedere i nostri "pad" in azione iscrivetevi al nostro canale youp... ehm tube, tube...

*Nota di Riccardo Rossi

 Serious Santi al centro commerciale

Aspettavo Saints Row 4, mi chiedevo "non può non essere il capitolo più divertente della serie, ci sono gli alieni!" E invece...

Ho adorato il precedente capitolo, a differenza del secondo, aveva personalità tale da distinguersi dagli altri free roaming. Follia, divertimento, nonsense e citazioni a non finire. Come si può rovinare tutto questo? Il Dio denaro ha pensato di metterci lo zampino et voilà! Un DLC si trasforma in un gioco retail venduto a prezzo pieno. Evito di ripetere quello che ho scritto nella recensione, ma piuttosto descriverò le mie sensazioni che ho provato giocandoci. La prima è l'attesa infinita aspettando una cutscene degna della serie. Nope, la maggior parte di queste sono dialoghi che ho trovato noiosi e fin troppo seri. Seguito da un perenne senso di stare giocando ad un prodotto castrato, spogliato dei suoi lati positivi e alla fine poco longevo. C'è da dire però che le interazioni sociali che fanno il verso a Mass Effect sono azzeccate!

Preso dalla voglia di decimare zombie, ho giocato anche il primo Dead Rising. È uno dei pochi giochi che non avevo mai finito, se giocato “ad cazzum” riesce davvero ad essere frustrante. Se invece si pianificano gli spostamenti e le priorità stando attenti al tempo limite per ogni missione, si riesce a godersi un titolo che gratifica proprio per la sua difficoltà. Ok, Ok... alla prima run ho fallito la missione principale, ma questo mi ha dato la possibilità di girovagare con tranquillità per il centro commerciale alla ricerca dei punti di interesse da sfruttare nella successiva. E poi, l'importante è aspettare i soccorsi alla fine dei tre giorni, no?

A cura di Riccardo Rossi

 La vera missione: abbattere porte

Una medaglia d'onore per Warfighter

Bentornati, cari lettori, in questa nuova puntata di "Per un Pugno di Giochi"! Questo mese ho avuto modo di provare alcuni titoli davvero interessanti quindi, bando alle ciance e parliamo subito di giochi. Vorrei inziare con un argomento abbastanza "spinoso" e cioè parlando di Medal of Honor: Warfighter. Il gioco, come ricorderete, ha subito pesanti critiche dalla stampa internazionale finendo bollato come un gioco mediocre con un Metacritic di soli 53 punti su 100. Quando è stato lanciato sul mercato non ho avuto modo di provarlo perché immerso in altre 10000 cose da fare e anche abbastanza scoraggiato dalle recensioni ho deciso di accantonare la serie che, comunque, per me rappresenta un pilastro fondamentale della storia dei videogiochi. Proprio l'ultimo mese, però, un amico mi ha prestato questo Medal of Honor: Warfighter, sviluppato dai Danger Close, che riprende alcune operazioni militari realmente avvenute in varie parti del mondo. Mi sento, quindi, in dovere di spezzare una lancia a favore del lavoro dei ragazzi americani che presenta sicuramente una serie di limiti concettuali e di realizzazione abbastanza evidenti ma è tutt'altro che il disastro che mi aspettavo e che, anzi, presenta alcuni momenti davvero adrenalinici che farebbero invidia anche a un Call of Duty (per quanto io adori anche CoD, e sì, avete il permesso di darmi del coddaro, N.d.R.).

La mia scelta di "gioco del mese", invece, ricade su PayDay 2, la nuova opera di Overkill che permette a un gruppo di 4 giocatori di esibirsi in coreografiche rapine a base di scontri a fuoco e azioni cooperative. L'elemento che di sicuro mi ha fatto amare di più questo gioco è sicuramente l'incredibile mole di contenuti inserita dal team di sviluppo al suo interno tra maschere personalizzabili, armi di tutti i tipi, armature, abilità sbloccabili e chi più ne ha più ne metta, il tutto a un prezzo budget decisamente appetibile. Se avete un gruppo di amici con cui giocarlo, fatelo vostro, al più presto.

Chiudo questo pezzo di "Per un Pugno di Giochi" annunciandovi che sono anche a lavoro su The Legend of Zelda: The Wind Waker HD, la cui recensione uscirà più tardi questo mese, ma che, vi anticipo, è una vera gioia per gli occhi. Ciao a tutti ragazzi, alla prossima.

A cura di Riccardo Cantù

 

Racconto di morte

"Il bastardo è dinnanzi a me, lo spadone a due mani teso e l'armatura nera che riflette la mia figura. Dietro di lui una porta, l'unica via d'uscita da queste catacombe. Dietro di me una scia di corpi riversi nella fredda terra, tutti vittime della mia spada. Penso velocemente al da farsi. Uno scontro frontale è fuori discussione, mi farebbe a pezzi in un battito di ciglia. Devo aggirarlo. Mentre finisco di formulare il pensiero il cavaliere nero mi attacca, riesco ad alzare la spada giusto in tempo ed il contraccolpo rischia di spezzarmi il polso. Lo incalzo con un paio di fendenti e guadagno terreno. I nostri corpi sembrano ballare ad un ritmo frenetico, mimando i passi di una danza mortale. Non posso continuare a lungo, non ho la resistenza necessaria. I colpi continuano ad arrivare fin a che scarto di lato e calo la mia spada sul fianco del cavaliere nero che cade a terra con un lamento. Ce l'ho fatta! La via è libera, posso finalmente uscire di qui. Muovo un passo in avanti. Poi qualcosa mi colpisce la schiena. Abbasso lo sguardo e vedo la punta di una lancia uscirmi dallo stomaco. Le ginocchia mi cedono e cado sulla terra sporca di sangue."

 Demon's souls morte

Lancio il joypad contro il muro! Quella che avete appena letto è la mia ultima sessione a Demon's Souls, gioco che arrivato in sordina su Playstation 3 ha conquistato numerosi fan grazie alla sua difficoltà e alle sue atmosfere dark. Il gioco l'ho finito parecchie volte, platinandolo ed affrontandolo con le diverse classi disponibili e ad ogni run che inizio non perde il suo fascino. Il fascino di un'avventura rara di questi tempi. Un'avventura che si presenta affascinante e pericolosa. L'insidia è dietro ogni angolo e la morte è sempre in agguato. Demon's Soul regala un'esperienza unica. Un mondo corrotto dove la morte la fa da padrona e aspetta il giocatore ad ogni passo. Se intendete giocarlo (e ve lo consiglio vivamente, cari possessori di PS3) armatevi di pazienza e coraggio perché per quanto ostico saprà regalarvi immense soddisfazioni.

A cura di Valerio Zavaglia

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.