Per un pugno di giochi #7: il Segreto di Fatima

Vi riveliamo un segreto: Ride to Hell non è poi così male. Davvero.

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XBOX 360 PS3 PC
Molti i segreti svelati in questo numero Molti i segreti svelati in questo numero

Oh, zitti che siamo online! Sempre in ritardo sulla tabella di marcia ma l'importante è che ci siamo! Vi siete persi il party con i redattori nudi nello scorso numero!? Andate subito a vedere che assurdità!. Andando a noi, sarebbe perfetto se il nostro amico (intimo N.d.R.) annunciasse Half Life 3. Ne aveva l'occasione ma l'ha sprecata rivelando che la sedia ormai gli è troppo stretta e ora vuole giocare seduto comodo sul divano. E come dargli torto, povero Gabe. Ma ehi! Ora sappiamo che sai contare fino a tre!

Uno, due... ehm... diteci cosa viene dopo su Facebook.

Intanto noi seguiamo la dieta di Newell sul nostro canale Youtube.

Quel gioco brutto brutto che in realtà è bello bello.

Wow, Ride to Hell ragazzi. Non lo conoscete? Ma come, è quel videogioco annunciato nel 2008, sparito e risorto. Vabbè, vi piacciono i numeri no? (Suvvia, ammettilo, tu, sì proprio tu. Se uno di quelli che legge solo il numerino alla fine di una recensione eh. Tranquillo, siamo tra amici...) Ha una media del 19 su Metacritic. E perché mai?

Qualche testata probabilmente non l'ha neanche avviato. Ed effettivamente potrebbe anche essere così, al primo avvio il gioco non parte, ogni volta si blocca ad una decentrata scritta “caricamento” che risulta infinita. Esci, riavvia e finalmente si decide a svelare il menu. Ora si può giocare, yeah!

Va bene, avete ragione anche sul fatto che si presenta malissimo. Appena iniziata una nuova partita ci vengono schiaffate in faccia spezzoni di gameplay completamente insensati, che dovrebbero servire come assaggio per quello che verrà.

Bene, è come farvi annusare lo sterco di mucca prima di mangiarlo. In realtà Ride to Hell è un insieme di tante idee concluse grezzamente ma sulla carta interessanti. L'aspetto che più mi ha colpito è la personalizzazione della moto, non esagero dicendo che è il tuning che manca da anni nei racing gameNeed For Speed coff coff – davvero completo, con decine di pezzi da cambiare per ogni parte della nostra due ruote. EA, prendi nota.

Il combat system è quello di Batman: Arkham (con le dovute proporzioni), il gunplay è un classico “cover to cover” in terza persona, la trama non è nulla di innovativo ma funziona. È in tutto molto old style, nessuno di questi aspetti eccelle ma tutto sommato funzionano. Ci sarebbe da discutere molto su Ride to Hell, dei suoi svariati problemi e dei contenuti controversi, ma a me, tutto sommato non è dispiaciuto. Mi chiedo comunque, quel 19? è uno degli esempi di “seguo la massa e dico che è merda?”, probabile. Ma ehi, è così che ci piace, no?

A cura di Riccardo Rossi

Beyond e la demo meritevole

 

Il Riccardo con i veri bei giochi

Benvenuti cari ragazzi a questo nuovo episodio di "Per Un Pugno di Giochi", la rubrica di KingdomGame.it in cui, senza la solita formalità che si addice ai redattori di un sito di videogames, vi parliamo dei giochi a cui stiamo giocando in questo periodo!

Nelle ultime settimane ho avuto la possibilità di provare numerosi titoli che andrò adesso a descrivervi! Partiamo da uno degli ultimi arrivati che ho recuperato per colmare l'unica mancanza che avevo per quanto riguarda la saga di Kingdom Hearts, ovvero Kingdom Hearts 3D: Dream Drop Distance. Che si è confermato, come da aspettative, un titolo validissimo sia sotto il punto di vista tecnico che per quanto riguarda il gameplay. Ottimo anche l'effetto 3D introdotto da Square per l'occasione che aumenta notevolmente il senso dell'immersione nei favolosi mondi Disney.

Passando oltre, parliamo di Splinter Cell: Blacklist, ultima uscita per il franchise dedicato a Sam Fisher che, proprio nell'anno della dipartita del suo creatore Tom Clancy, ritorna alle sue origini con un titolo stealth eccelso, profondo e tecnicamente sublime. Dopo il mezzo passo falso denominato Conviction, Sam riabbraccia le ombre e il risultato non si può che lodare.

La mia scelta del mese, tuttavia, ricade inevitabilmente su Grand Theft Auto V. Nuovo monumentale capitolo della serie che amplia l'amato e solidissimo concept di GTA e lo spinge fuori dai suoi limiti precedenti, anche grazie ad un cast di personaggi memorabili e a una trama di eccellente fattura. Lo dico in tutta sincerità, non sono mai stato tanto amante della saga ma questo quinto episodio del brand ha spazzato via ogni mio dubbio regalandomi una delle esperienze più belle che il gaming mi abbia mai dato.

Concludo spendendo due parole sulla demo di Beyond: Two Souls rilasciata ultimamente. Questa è riuscita a suscitare in me un hype indicibile, superando in tutto e per tutto il suo illustre predecessore (non per quanto riguarda la trama, sia chiaro), l'ottimo Heavy Rain. Chiudo qui il mio intervento per questa puntata invitandovi a rimanere con noi per il prossimo episodio!

A cura di Riccardo Cantù

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.