Per un pugno di giochi #8: il cosplay di Chef Tony

Non ci ricordiamo molto, ma… OMG ma quanto ha scritto Cantù? Raiden, tagliali la tastiera!

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Basta leggere, c'è il tubo! Basta leggere, c'è il tubo!

È il momento dell'ennesimo numero di Per un pugno di giochi, bene... Ma a che serve? C'è ancora qualcuno che legge gli articoli su internet? Naaa, è gente estinta, ormai vanno tutti sul tubo a vedere la gentaglia che gioca a Call of Duty. Ci siamo evoluti anche noi! Ora le porcherie le diciamo a video, con una rubrica che è l'erede spirituale di ciò che state leggendo. Se non la conoscete siete delle brutte persone, per questo non avete potuto vincere l'edizione speciale dedicata, che regalavamo alla Games Week. Senza peli sul microfono merita, assai.

Salve youtubers, siamo fotogenici abbestia, parliamo di videogiochi anche grazie al corso di videogiocatori professionisti, ora corriamo e scappiamo perché c'è il Nemesis.

Voi intanto venite sul nostro canale YouTube, non siamo svedesi e non abbiamo 15 milioni di iscritti, ma siamo ugualmente fighi.

Invece su Facebook le nostre fans ci mandano un sacco di foto zozze, ma non ditelo a Quei due sul server.

Crysis, RimembraMi il divertimento

Wow ma Crysis 3 è proprio maestoso eh! Sì, ma solo tecnicamente, i primi livelli sono volutamente impattanti e da mascella a terra. Peccato che poi si perda in una distesa di grigio monotona da guardare e da giocare. Il gameplay inizialmente mi aveva divertito particolarmente, grazie alla Nanotuta che offre diverse possibilità di approccio. Peccato che giocato in stealth non sia poi così profondo, ed ecco che dopo aver completato più di metà gioco cercando di non farmi mai beccare, nelle ultime missioni mi stufo e divento il nuovo Rambo. Pugni volanti e smitragliate sono molto più soddisfacenti ed efficaci. Scusa Snake!

Ora sto giocando a Remember Me, di cui non ricordo nulla... Battute simpatiche a parte, il gioco di Dontnod merita di essere giocato per il suo lato artistico. La palette di colori e lo stile con cui è stata disegnata la Parigi futuristica è lodevole. Ho apprezzato particolarmente le sezioni in cui dovremo manipolare i ricordi di determinati soggetti, facendogli credere che alcuni eventi siano andati diversamente da come realmente accaduti. È ora parte della Instant Game Collection del PS Plus, fatevi un giro a Neo Parigi.

A cura di Riccardo Rossi

Remember Me, molto Io Robot.

Catturali tutti! I parenti con Wii party U.

Benvenuti carissssssssssimi lettori ad una nuova puntata di Per Un Pugno Di Giochi! Questo mese ci sarebbe tanto di cui parlare ma per non incorrere nelle funeste ire del responsabile di questa fantasmagorica rubrica ( anche il responsabile è fantasmagorico, dicono ;) ) dovrò contenermi e non potrò fare i miei soliti sproloqui (Cantù, e questa introduzione ti sembra corta?! N.d.R.R). Questo per me è stato un mese principalmente all'insegna di Nintendo sia su console portatile che fissa. Partiamo, quindi, col parlare del gioco che sta facendo letteralmente impazzire mezzo mondo, il tanto atteso Pokémon X/Y che ho preso al Day-One e che ha saputo intrattenermi per oltre 50 ore di gioco (il che è praticamente un record visto che, dopo aver finito la trama principale dei giochi, difficilmente ci passo altro tempo sopra). Questa nuova versione di Pokémon ha tanti punti di forza, prima tra tutti una grafica totalmente rivista (dopo ben 17 anni dalla prima pubblicazione) e una serie di contenuti davvero mastodontica con creature provenienti indistintamente da tutte e 6 le generazioni, tanti richiami al passato e una serie di migliorie al gameplay introdotte per rilanciare il gaming competitivo. Conosco gente che, carta e penna alla mano, si segna le statistiche da potenziare, perde decine di ore a produrre uova in cerca del Pokémon con la natura giusta, si lancia in infuocati dialoghi strapieni di termini tecnici, numeri e parole strane. Sì, lo so, è una follia, fa paura anche a me.

Ma passiamo ora al nuovissimo party game made in Nintendo per Wii U: Wii Party U, un titolo che definire divertente è un eufemismo e che mi ha permesso di passare parecchie ore a rotolarmi a terra dalle risate in compagnia della mia famiglia, una cosa che non succede spesso coi videogiochi. Unica pecca? La dotazione richiesta. Per ogni giocatore, infatti, è richiesto un WiiMote oltre al GamePad e ad una copia del gioco, un'impresa non semplice. Chiudo spendendo due parole, allontanandomi dalle console Nintendo, su Ascend: Hand of Kul, interessante esperimento Free to Play per Xbox 360 in veste di Action RPG. Molto ben strutturato, con tonnellate di loot e boss molto potenti. Dategli una possibilità se possedete una console Microsoft, è il classico gioco di cui non parla nessuno ma con discrete qualità. Bene ragazzi, concludo qui augurandovi buona permanenza sul nostro ganzissimo sito e se volete il ritorno del mio classico wall of text sul prossimo "Per un Pugno di Giochi" mandate una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (ATTENZIONE: L'indirizzo mail in questione potrebbe non essere valido.)

A cura di Riccardo Cantù

Raiden tipo Chef Tony

L’ottimo servizio di Sony, ovvero il Playstation Plus, questo mese mi ha regalato la possibilità di giocare Metal Gear Rising: Revengeance. Tutti (o quasi) apprezzano il genio di Kojima. Tutti (o la maggior parte) amano quella serie che risponde al nome di Metal Gear. Solid Snake, Liquid, Ocelot sono solo alcuni dei personaggi ottimamente carismatici che accompagnano quello che è un brand basato sullo stealth. Sullo spionaggio mischiato alle innovazioni tecnologiche più disparate. Quest’ultimo capitolo, che mira ad essere uno spin off della serie, cambia totalmente rotta. Quello che vedo, pad alla mano, è un fottutissimo action. Niente stealth, niente furtività, niente Snake. La storia è carina ma solamente abbozzata e cerca di trasmettere alcuni messaggi importanti: l’utilizzo dei bambini nelle guerre, il mercato nero degli organi e la guerra. Quella più cruda e più totale. Dopo questa breve introduzione passo alle mie impressioni. Il gioco diverte. È un misto tra Fruit Ninja e Gundam. Per tutta la durata del gioco non faremo altro che andare avanti a tagliuzzare persone, edifici, robottoni giganti e qualsiasi cosa ci capiti a tiro della nostra spada (niente mele, pere o kiwi, spero in un dlc apposito). Quello che mi ha più sconcertato è la longevità del titolo. Solamente 3 ore e 40 minuti per terminare il gioco a difficoltà facile. Intorno alle 5 ore se lo vorremo terminare a difficoltà normale (non l’ho giocato a difficoltà Difficile perché sono scarso – ma tanto – negli action game). 5 ore per completare un gioco che, al lancio, costava intorno alla settantina di euro mi sembrano veramente troppo poche. Soprattutto considerando che i filmati – come tradizione della serie – sono relativamente lunghi.

A cura di Valerio Zavaglia

Tipo Tony.

WRC 4 e gli elementi circostanti poco curati

Ciao a tutti ragazzi! Ultimamente il mio IO da videogiocatore si è concentrato sul nuovo rally simulativo, sviluppato dal team italiano Milestone, ovvero WRC 4. La recensione è in fase di stesura, tuttavia, mi sento pronto per analizzare quei dettagli grafici che non influenzano il gameplay, ma che possono far storcere il naso ai videogiocatori. Ovviamente, il discorso è generalizzato, in quanto la maggior parte dei giochi di corse – come giusto che sia – si focalizza maggiormente sul comparto tecnico delle vetture e dei tracciati, tralasciando però il pubblico circostante e a volte l'ambiente, elementi che a questo punto della generazione possono senz'altro rabbrividire e lasciare sconcertato il videogiocatore. Andando a parlare nello specifico di WRC 4, posso dire che il team di meccanici e il pubblico che assiste alla gara, francamente mi ha fatto un po' ribrezzo, mi è parso inanimato e graficamente acerbo. Lo stesso discorso vale per alcune texture, come palazzi e alberi che si scorgono dai tracciati, realizzati in maniera troppo approssimativa. Diversa è la questione degli sfondi, come ad esempio quelli innevati in lontananza, davvero realistici. Spero che questi piccoli aspetti possano essere migliorati fin dal prossimo capitolo. Per il resto il gioco mi diverte tantissimo. Sto diventando un pilota provetto :-D. Al momento posso vantare il titolo di campione del mondo della WRC 3 ;-) Ma non è finita! Ora sono passato al campionato della WRC e conto di diventare un campione indiscusso del mondo del rally. Spero di riuscirci! Alla prossima ragazzi e a presto per la recensione!

A cura di Marino D'Angelo

La Games Week vista dagli occhi di una cosplayer

Anche quest’anno mi sono fiondata con immenso piacere alla Games Week 2013, l’evento più importante per tutto ciò che riguarda il gaming in Italia. Dopo il successo dello scorso anno, ho notato che le persone presenti erano molte di più (fortunatamente in uno spazio maggiore di quello degli anni passati, circa 18.000 mq) e in particolare i cosplayers, un'infinità. Queste fiere videoludiche sono un’ottima occasione per provare in anteprima titoli attesissimi, ma non sono solamente un luogo di culto per tutti i videogiocatori e amanti delle nuove attrezzature da gaming.

È anche un momento in cui mostrare la propria abilità travestendosi come i propri personaggi preferiti di manga e videogames, sfilando giudicati da una giuria, cercando di vincere giochi per console e, come premio principale, un biglietto aereo per partecipare al Gamescom 2014. In particolare nella giornata di domenica si sono potuti ammirare personaggi di ogni tipo, dai quasi inflazionati Pokémon in versione femminile, ai vari Ezio (protagonista del videogioco Assassin’s Creed, invogliati anche dall'uscita del quarto capitolo della saga), fino ai classici come Final Fantasy e Tomb Raider. Anche la presentatrice del contest, GiorgiaCosplay, era travestita da un personaggio di League of Legends, il che mi ha un po' lasciato sconcertata in quanto non erano presenti giochi della casa produttrice Riot Games, cosa che è stata fatta notare giustamente anche a me, in quanto rappresentavo un personaggio di quel videogioco. Nel complesso ho trovato questo evento molto ben strutturato, con un buon equilibrio tra sfilate e presentazioni dei giochi. Il tutto infatti mi ha dato la possibilità sia di poter partecipare al contest che giocare nei diversi stand e ammirare le novità tecnologiche presentate.

A cura di Serena Trevisiol

 

Senza peli dalla Games Week.
Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.