Per un pugno di giochi #15: Come Diventare Ladri

Abbiamo capito che fare i ladri fa figo, ecco come organizzare rapine. Sì, anche con uno smartphone.

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Ladri, rapine e hacker Ladri, rapine e hacker

Ah giugno, il mese che apre le danze alla serie di fiere videoludiche più attese dell’anno. Inizia il periodo dove le menti dei videogiocatori esplodono per il troppo fantasticare, le dita dei forumisti da console war si disintegrano e le palpebre vengono sorrette da stuzzicadenti in attesa della conferenza Sony nei soliti orari umani.

L’attesa è grande e ci aspettiamo tutti grandi annunci dalle conferenze. Sicuro saranno presenti militari in esoscheletri, militari pronti a decimare alieni e… ex militari che si riducono a rapinare le vecchiette per strada. Oh, niente da lamentarsi eh, il trend sembra sia diventato questo. Le rapine sono cool.

Venite sul nostro canale YouTube, stiamo usando uno smartphone per svuotare i bancomat…

…su Facebook invece abbiamo segnato come evento il nostro giornodipaga…

…sul nostro forum stiamo organizzando il grande colpo.

Il vero, Mass Effect

A distanza di anni dalla prima volta che l’ho giocato, su un ormai vecchio personal computer, ho acquistato Mass Effect dal Playstation Store. Ho scaricato gli 11 GB di gioco, l’ho installato e l’ho lanciato.

Emozione.

Emozione perché rivedere la scritta, la presentazione, Shepard, è qualcosa che mi ha emozionato. Creare il personaggio, con la stessa cura della prima volta, mi ha entusiasmato. Scegliere il background, la classe, il volto ha lo stesso appeal di un tempo. Poi mi sono ritrovato sulla Normandy a parlare con Joker (il pilota, non il clown), a scegliere cosa dire. Poi, dopo un’oretta e mezzo di gioco ecco che il mio alter-ego mette piede sulla Cittadella. Rapito dalle varie razze presenti, dalle innumerevoli side-quest, dall’ambientazione unica (anche se vagamente ispirata ad Asimov). 

Mass Effect

Le ore son passate e non me ne accorgevo, troppo preso a scansionare custodi, visitare l’Antro di Chora e diventare uno Spettro. Perché diciamocelo, il vero e proprio gioco inizia dopo l’investitura. Visitare galassie e pianeti, decidere se comportarti da eroe o da stronzo, affrontare centinaia di missioni: un’esperienza magnifica. Mass Effect è un capolavoro, pochi cazzi. Un gioco che riesce a miscelare sapientemente l’action con il GDR dando vita a un prodotto eccellente.

Ora vi saluto, vado a dare la caccia a Saren!

A cura di Valerio Zavaglia

L’hacker banale

Ben ritrovati cari ragazzi a questo nuovo episodio di "Per Un Pugno di Giochi", dopo un'assenza forzata che mi ha costretto a saltare qualche appuntamento, torno a parlarvi delle mie esperienze del mese cercando, come al solito, di non dilungarmi troppo per non incorrere nelle funeste ire dell'editore! E partiamo subito alla stragrande parlando di uno dei titoli che più mi hanno esaltato in questi primi sei mesi del 2014, ovvero Dark Souls II. L’ho giocato a fondo e, a fronte di un considerevole quantitativo di imprecazioni e invocazioni all'Altissimo, mi ha restituito un'esperienza profonda e incredibilmente appagante, guadagnandosi un posto nell'Olimpo dei miei giochi preferiti. Continuiamo parlando di un'altra perla nel vero senso del termine, quel Mario Kart 8 che ha contribuito ad aumentare notevolmente le vendite di Wii U. La nuova iterazione delle avventure automobilistiche di Mario e soci si presenta al primo appuntamento con l'alta definizione con una veste grafica di tutto rispetto e con un gameplay da urlo capace di donare numerose ore di divertimento assoluto da soli e con gli amici: un acquisto che OGNI possessore della console Nintendo dovrebbe ponderare.

Watch Dogs

Ma passiamo ora a parlare di tre titoli che ho giocato su PS4, la nuova ammiraglia di Sony, che fino ad ora era rimasta abbastanza "inattiva" in camera mia per una penuria di titoli quantomeno preoccupante. La situazione, fortunatamente, è cambiata con l'arrivo di inFamous: Second Son, Wolfenstein: The New Order e Watch_Dogs. Il primo è la nuova iterazione del brand di Sucker Punch, dotata di un comparto tecnico di prim'ordine e di un gameplay abbastanza piacevole, ma che, a livello di trama e di missioni secondarie, lascia parecchio a desiderare e fa rimpiangere, almeno in parte, le vecchie avventure di Cole MacGrath. Discorso totalmente diverso per Wolfenstein: The New Order. La prima opera di MachineGames, infatti, si propone come un vero tuffo nelle origini degli FPS, confezionato con cura e valorizzato da una trama piacevole per quanto distopica e inquietante e da un gameplay viscerale assolutamente godibile. Chiudo il cerchio parlando di Watch_Dogs, il nuovo fenomeno mediatico made in Ubisoft che, purtroppo, dopo anni di hype selvaggio si è presentato come una semplice copia di un GTA qualsiasi il cui unico elemento distintivo, quello dell'hacking, non rappresenta, a mio parere, un'attrattiva sufficiente per passarci sopra ore ed ore. Soprattutto considerando la qualità risibile delle missioni secondarie e la trama banalotta e senza troppi colpi di scena. Chiariamoci, non è un brutto titolo, ma risulta fortemente derivativo e, a fronte di un'attesa così prolungata, era lecito aspettarsi qualcosa di realmente rivoluzionario piuttosto che una riproposizione di meccaniche abbastanza comuni nei sandbox odierni. Concludo qui salutandovi calorosamente, vi aspetto alla prossima puntata!

A cura di Riccardo Cantù

C’era una volta in un regno incantato, una piccola fanciulla dal destino segnato!

Cosa succede se si mescolano meccaniche da RPG di stampo classico ad un platform funzionale che ricorda molto da vicino un capitolo di Rayman? Beh, ecco che da questa unione nasce Child of Light, titolo sviluppato dai ragazzi di Ubisoft Montreal che hanno deciso d’intraprendere per la prima volta una strada molto vicina allo stile da gioco di ruolo giapponese, condendo il tutto con una storia che ci fa entrare nel mondo di una fiaba. Nel corso del gioco infatti impersoneremo la piccola Aurora, figlia del Duca d’Austria, che a causa di una maledizione della Regina della Notte, cade in un sonno profondo che la proietterà nel mondo magico di Lemuria, una terra costernata di pericoli e di desolazione, a causa del passaggio di questa malefica regina. Compito della nostra piccola protagonista sarà quello di risanare non solo tutto il reame ma anche liberare il sole, la luna e le stelle, da tempo ormai imprigionati.

Child of Light

I personaggi sono ottimi e ne incontreremo diversi nel corso dell’avventura, dal il giullare al golem di pietra, tutti caratterizzati da una storia unica e da un passato non certo roseo. Il motore di gioco è l’UbiArt Framework, e le pennellate di colore sono davvero ben fatte e sensazionali, sposandosi bene con l’ambiente circostante. Ottime anche le musiche, composte dalla musicista francese Couer de Pirate, che con tocchi poetici di pianoforte apre la strada a deliziose sinfonie. Buona la durata, che si aggira attorno alle dodici ore compiendo anche missioni secondarie, in relazione al prezzo di soli 15€ per la versione esclusivamente digitale, mentre 20€ per quella scatolata. Tuttavia mancano quei canoni tipici dei JRPG, infatti il titolo dal punto di vista della profondità e varietà delle missioni non si spinge più di tanto ma non per questo va preso sotto gamba e anzi riesce a donare quella freschezza che forse solo un titolo indie può donare. Esperimento riuscito, brava Ubisoft!

A cura di Lorenzo Visicaro

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.