Per un Pugno di Giochi #17: Viva Le Patate

Oh, finalmente un numero "normale" di Per un Pugno... Parliamo infatti di patate, bug e giochi gratis.

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La patata finanziata La patata finanziata

Prima di partire per la Gamescom, non possiamo non raccontarvi i fattacci nostri con il nuovo capitolo di Per un Pugno di Giochi. Ma prima vi tocca sorbirvi la solita introduzione fatta di news assolutamente interessanti e non scritta tanto per. No no, no. Comunque, sono tanti i progetti Kickstarter che sono divenuti realtà e che hanno poi riscosso successo all’avvenuta distribuzione. Tra i tanti non possiamo non citare Oculus Rift, Thomas Was Alone e l’insalata di patate. Questo non può che farci felici.

Venite sul nostro canale YouTube, stiamo preparando l’insalata in live…

…su Facebook invece va alla grande l’hashtag #vivalepatate…

…sul nostro forum abbiamo indetto un concorso per chi prepara la miglior insalata di patate.

Il perdono di Rebellion

Nell’ultimo numero di Per un Pugno di Giochi vi avevo parlato con gioia di quanto mi ero divertito a giocare al divertentissimo Sniper Elite V2. Ma il vero spasso è stato liberare i miei pensieri, fino a prima rinchiusi nella mia mente, riguardo la noia e la frustrazione provata con il secondo capitolo del gioco del cecchino di Rebellion. Lo sfogo nel raccontare la mia si era concluso con questa frase: “fiducia nel team per l’appena uscito Sniper Elite 3”. Fortunatamente questa è stata ripagata con un titolo migliore in tutto e per tutto rispetto al capitolo precedente, ogni aspetto da me criticato è stato migliorato. Potete leggere la mia recensione a riguardo, spoilerandovi come, seppur il titolo l’abbia trovato godibile dall’inizio alla fine, non proponga picchi in nessun aspetto, tanto meno momenti memorabili e indimenticabili.  

A cura di Riccardo Rossi

Luglio in beta

Aaaah agosto! Estate, caldo, sole, piscina, mare... macché! Quest'anno non smette di piovere neanche per due giorni consecutivi e c'è un freddo che fa invidia al mese di ottobre. La vera parola d'ordine di luglio 2014 è stata beta. Le ultime settimane le ho passate a consumarmi i pollici sul pad della Xbox 360 con due delle anteprime da parte mia più attese di quest'anno: Naruto Shippuden Ultimate Ninja Storm Revolution e Destiny.

Destiny

Ma non sono le uniche uscite, durante questo mese i visitatori del Comic-Con di San Diego hanno avuto modo di provare la beta di Super Smash Bros per 3DS, alcuni fortunati hanno avuto i codici per provare in anteprima The Crew su PC e ZMR, il nuovo free-to-play di En Masse Enterteinment, ha aperto le porte a tutti modificando la sua beta da closed ad open. Ma a cosa serve una beta? Anni fa il termine beta non esisteva, quello che si avvicinava di più ad esso era il termine demo; si trattava del frammento di un determinato gioco offerto gratuitamente dalla casa produttrice per invogliare i consumatori ad acquistarlo avendo ottenuto un assaggio allettante del suddetto. Il nuovo termine si potrebbe definire come un degradamento del primo, se quando si parla di demo si ha nelle mani un prodotto finito ma limitato quando si parla di beta si ha invece un prodotto incompleto che potrebbe presentare ancora molti bug o problemi. Quella di rilasciare una beta è ormai diventata una moda tra gli sviluppatori, lo si nota molto sulla piattaforma Steam dove sono presenti molti sviluppatori indipendenti; la beta ha il compito di far provare in anteprima il gioco permettendo a chi l'ha creato di avere una concreta previsione di quali problemi avrà una volta messo in commercio il gioco e sistemarli. Purtroppo ultimamente gli sviluppatori stanno tendendo ad offrire un gioco incompleto con la scusa che sia una beta per poi dimenticarlo e lasciarlo a prendere polvere, magari avendo ottime potenzialità e, detto sinceramente, preferisco aspettare mesi annoiandomi ed avere direttamente un gioco finito piuttosto che aspettare anni giocando ad una versione buggata e non averlo mai.

A cura di Matteo Bruno

I bug della faccia da guerra

Eccoci di nuovo sulla nostra rubrica preferita, Per un pugno di giochi, nella quale in questo numero andrò a parlare di Warface, titolo FPS free-to-play rilasciato su Steam agli inizi dello scorso mese di luglio. All’interno del gioco possiamo trovare diverse missioni da giocare in modalità cooperativa contro nemici NPC, ma anche la modalità multiplayer. Essendo un free-to-play molti direbbero che diventerà (o lo è già) un “pay to win“, mentre invece dopo averlo giocato per un totale di circa 20 ore posso tranquillamente affermare che lo shop da relativamente pochi vantaggi, che in uno scontro a fuoco servono a poco e niente, ma adesso andiamo a parlare di uno dei momenti divertenti e “buggosi” di Warface.

Warface

Sono il leader del gruppo e dopo aver atteso che due o tre giocatori fossero entrati faccio iniziare la missione co-op, veniamo inviati come solito sul campo con un elicottero (altro elemento che a mio parere rende Warface un gioco gradevole) ma dopo aver percorso circa cinquanta metri un nuovo giocatore si unisce alla partita e viene spawnato all’interno dell’elicottero, che stava per chiudere i portelli e partire. Dopo il decollo il giocatore non aveva più la possibilità di scendere e dopo aver raggiunto un certo livello di quota, confuso e disorientato ha deciso di suicidarsi con una granata, imprecando.

A cura di Roberto Antoniello

Riccardo Rossi

Videogiocatore fin dall’infanzia, ancora innamorato di Final Fantasy X e dei Giochi di Ruolo a turni. Affascinato dagli emotional game in grado di trasmettere sensazioni al giocatore. Da amante dei Free Roaming e del post apocalittico lo si può ancora trovare disperso nella Zona Contaminata della Capitale intento a portare a termine l’ennesima partita a Fallout 3. Felice di chi porta innovazioni e nuove esperienze ludiche nel settore. La passione per i videogiochi ha incontrato quella della scrittura, da anni si diletta come redattore. L’esperienza con KingdomGame.it l’ha portato ad accamparsi fuori dagli uffici milanesi di distributori e publisher pronto per partecipare agli eventi stampa, dove è possibile trovarlo regolarmente pad e microfono alla mano.