Resident Evil 7 – Quando le demo trasmettono un'idea sbagliata

L’etica del mercato impone che un consumatore abbia sempre la possibilità di tastare con mano il prodotto che desidera acquistare, ma quanti danni può causare la scelta sbagliata di una demo?

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Quando le demo trasmettono un'idea sbagliata Quando le demo trasmettono un'idea sbagliata

La quasi totale scomparsa delle demo dal mercato videoludico moderno è sicuramente uno degli aspetti più controversi e dibattuti negli ultimi anni. Le pagine dei più noti siti web dedicati alla tecnologia e ai videogames pullulano spesso di lamentele da parte di giocatori che, delusi da un titolo, muovono forti critiche verso l'assenza di una versione dimostrativa di un gioco che, in taluni casi, avrebbe potuto permettere di risparmiare qualcosina evitando di incappare in giochi non di gradimento.

Nonostante tutto esiste - per fortuna - ancora una buona fetta di software house che decidono di concedere ai giocatori un accesso dimostrativo al gioco; questo in molti casi può essere non solo l'occasione per il giocatore di tastare con mano quanto lo aspetterà all'uscita del gioco, ma anche una chance per il produttore di constatare l'apprezzamento generale del pubblico verso il titolo e correggere eventualmente il tiro qualora vi siano aspetti poco soddisfacenti.

Un Indigesto antipasto rovina il menu'

"Questa è una versione dimostrativa e non rappresenta la qualità del gioco finale”  è l'introduzione che sovente accompagna le prime fasi di ogni demo. In molti casi ci siamo trovati a constatare piacevolmente quanto una demo di buona qualità sia in grado di fornire sufficienti elementi per capire e valutare se un prodotto in uscita possa essere di nostro gradimento; nonostante tutto non sono mancate occasioni nelle quali, presi dall'hype alle stelle, ci siamo fatti trascinare dalla demo nell'acquisto di un gioco rivelatosi poi un mezzo fiasco.

Resident Evil 7

Ma cosa accade quando una demo totalmente sbagliata e impacchettata male rischia di compromettere un prodotto che rasenta il capolavoro? Questo è quanto accaduto a Resident Evil 7, un gioco che ha unito pubblico e critica in unanimi e superlativi giudizi ma che ha fatto il grosso errore di proporre una demo assolutamente non coerente con quanto visto durante tutta la durata del gioco, rivelatosi un banale flashback poco attinente alle vicende narrate nella storia principale. (CLICCA QUI per leggere la nostra recensione di Resident Evil 7).

Farsi del male da soli: Capcom lo hai fatto bene!

Dobbiamo spezzare una lancia a favore di Capcom;  per mostrare al grande pubblico le vere potenzialità della magistrale implementazione di PlayStation VR ci voleva un qualcosa di evocativo ma allo stesso tempo inquietante, capace di infondere al giocatore le giuste sensazioni di ansia e timore. Ma per quale motivo Capcom è andata a scegliere la peggior sequenza di gioco possibile, facendo sembrare un “capolavoro” come RE7 una mera copia di predecessori quali Outlast, Soma o Amnesia? Perché dare la sensazione di un gioco dall'approccio stealth quando invece il titolo fa di una buona dose di azione una delle sue armi migliori? L'ultima fatica di Capcom rappresenta in maniera quanto mai palese come si debba prestare la massima attenzione nel proporre una demo pensata in modo totalmente inadeguato.

Il gioco finale ha mostrato assolutamente come, in quel di casa Baker, vi fossero tutti i presupposti per una scelta migliore che poteva e che forse, viste le vendite non entusiasmanti, doveva essere fatta e ponderata con maggiore attenzione.

È fuori di dubbio che Capcom abbia certamente avuto i suoi motivi per operare la scelta fatta e per quanto possiamo sforzarci, solo Capcom può saperlo. Quel che non possiamo fare a meno di domandarci è se sia davvero sensato rischiare di compromettere un prodotto superlativo, fatto di anni di lavoro, investimenti e fatica con una scelta così maldestra e superficiale.

Tutti questi interrogativi posso quantomeno però farci intuire il motivo che spinge molti produttori di videogiochi a non proporre nessun tipo di demo. Se basta infatti davvero così poco per rischiare di compromettere un prodotto frutto di tanto lavoro, allora la scelta senza dubbio più conveniente non potrà che ricadere sulla creazione di una forte aspettativa mediante trailer e gameplay, lasciando che i giocatori si lascino trasportare dall'hype più sfrenato.

È una scelta che, dal lato del giocatore, sarà quella sicuramente meno condivisa ma come è giusto che sia ognuno guarda alle proprie tasche, compreso anche chi di soldi ne ha già investiti parecchi e vorrebbe quantomeno vederli ritornare indietro con qualche zero in più.

In fondo a questo articolo, potete guardare la nostra Video Recensione dedicata a Resident Evil 7!

Resident Evil 7 - La Video Recensione di Kingdomgame.it
Luca Ansevini

Sistemista informatico e musicista, mastica videogiochi dai tempi di Sega Mega Drive e delle storiche Voodoo di 3dfx, passione che ha sempre coltivato negli anni prediligendo l’esperienza gaming del PC ma senza disdegnare tutte le piattaforme atte o adattabili a eseguire videogiochi. Il Lancer COG che svetta sulla sua postazione gaming certifica il tipo di esperienza videoludica preferita; è infatti un amante degli FPS sia in prima che in terza persona, senza disdegnare avventure horror e survival. Questa sua passione lo ha spinto ad avventurarsi nella sua esperienza da redattore oltre che nel mondo del video making qui su KingdomGame.it, esperienze in cui spera di migliorare sino a farne la sua professione. In realtà ci sarebbero anche quei piccoli mostriciattoli Nintendo dai quali, a quasi 30 anni, non riesce a staccarsi ma… Non ditelo a nessuno però eh?! In effetti un pochino si vergogna.