Premio Drago D'oro 2017 - Tra gioie e rimpianti

Pochi giorni fa si è tenuta la quinta edizione del Drago d'Oro; sarà andato tutto per il verso giusto?

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Una serata da ricordare Una serata da ricordare

Come tutti quanti sappiamo ormai piuttosto bene, il nostro paese non è mai stato particolarmente rilevante in ambito videoludico ed anzi, nel mentre che in giro per il mondo spuntavano come funghi software house di ogni nazionalità e grandezza, pronte ad esplodere e ad evolversi per poi venire riconosciute a tutti gli effetti come veri e propri capisaldi del nostro media preferito, in Italia non si riusciva ad emergere, con difficoltà sempre maggiori e sviluppatori italiani traboccanti di talento che hanno preferito spostarsi verso lidi maggiormente promettenti, piuttosto che rischiare il tutto per tutto qui da noi, dove le sicurezze sono, per forza di cose, decisamente minori di quanto non sia in paesi ben più sviluppati.

Nel corso degli ultimi anni, però, anche l’Italia ha cominciato a ritagliarsi un suo ristretto ma determinante spazio nel cuore del mercato, con piccoli team di sviluppatori indipendenti che hanno deciso di mettersi in gioco nella speranza di poter emergere con le proprie creature tanto faticosamente portate alla luce, una realtà dei fatti che ormai non può più essere ignorata e che, invece, va coltivata e supportata, come di fatto sta già succedendo. In tal senso, il Premio Drago d’Oro in particolare rappresenta un timido ma importantissimo primo passo in avanti della nostra industria, una serata interamente dedicata al videogaming in cui le più grandi opere videoludiche dell’anno possano ottenere il riconoscimento che meritano.

L'ultimo capitolo della serie di Square Enix ha trionfato al Premio Drago D'oro.

Giusto pochi giorni fa si è conclusa la quinta edizione di tale manifestazione che, nel corso degli anni, ha ottenuto una sempre maggior importanza mediatica, nonostante la strada da dover percorrere sia ancora lunga ed irta d’ostacoli. Il tutto è stato organizzato dall’AESVI, l’Associazione Editori e Sviluppatori Videogiochi Italiani, al Guido Reni District a Roma, che ha inoltre ospitato al suo interno anche la prima edizione del Let’s Play, il festival del videogioco, e nel corso dell’evento sono state distribuite un totale di 23 premiazioni, quattro delle quali dedicate unicamente al panorama italiano.

Tra ospiti speciali e qualche interessante approfondimento riguardante particolari aspetti del videogioco, la serata si è svolta piacevolmente dall'inizio fino alla fine, anche grazie alla presenza di Rocco Tanica e Lucilla Agosti che hanno vivacizzato brillantemente il tutto, ma ovviamente non sono mancate alcune polemiche più o meno accese derivate da determinate premiazioni che hanno pesantemente spaccato l’opinione pubblico.

“Ed il premio come miglior platform va a…”

L’evento si è avviato con un tuffo al cuore per qualsiasi fan di casa Sony, grazie ad un Fumito Ueda più in forma che mai che, dopo essere salito sul palco, ha ritirato un premio alla carriera approfittando dell’occasione per ringraziare i videogiocatori ed il suo team, ma tenendosi sul vago quando gli è stata posta qualche domanda a riguardo di futuri progetti, il tutto corredato da uno splendido video che ha ripercorso a ritroso i tre piccoli capolavori che si sono susseguiti dai tempi di Playstation 2 ad oggi.

L'ultima opera di Fumito Ueda è stata apprezzata e criticata da stampa e pubblico.

Non stiamo però parlando dell’unica statuetta che il noto sviluppatore si è portato a casa, visto che The Last Guardian ha vinto sia per la miglior colonna sonora che per il miglior personaggio (Trico), una scelta a mio parere piuttosto coraggiosa ma a dir poco lodevole e decisamente azzeccata. Non sono poi ovviamente mancate le sorprese, tra le quali vanno sicuramente annoverati Titanfall 2, la creatura di Respawn Entertainment che si è portata a casa il premio come miglior sparatutto superando sia DOOM che Battlefield 1, un ottimo risultato considerando il terribile smacco in termini di vendite che il gioco ha realizzato nel suo periodo d’uscita, ed NBA2K17 come miglior sportivo, un risultato non di poco conto in un paese che vive quasi unicamente di pane e calcio.

Volendocisi concentrare invece sull’industria italiana, Little Briar Rose si è guadagnato il premio come miglior game design e Valentino Rossi: The Game si è portato a casa la statuetta per la miglior realizzazione tecnica, mentre The Town of Light ha avuto la meglio per la realizzazione artistica. Infine, il premio per il miglior videogioco italiano è andato all’ottimo Redout. Come detto poco sopra, però, neanche le polemiche si sono fatte attendere e non vi nascondo di come anch’io, in più di un occasione, mi sia lasciato scappare una risata carica d’amarezza difronte a certe premiazioni quantomeno “curiose”.

Super Mario Run come miglior platform, Batman Arkham VR come gioco più innovativo (anche se, in tal senso, si è capito che il premio è più che altro indirizzato al mondo della realtà virtuale che al titolo in sé) e Final Fantasy XV che, alla fine della manifestazione, ha visto un Tabata che si è portato via il premio per il miglior gioco dell’anno. Insomma, è stata una serata con tanti alti ma anche bassi, una serata che ha riscosso un indiscusso successo in termini di attenzione mediatica generale e che ha portato sul suo palco volti noti dell’industria che, ammettiamolo, in pochi si sarebbero aspettati di vedere.

Sia chiaro, è indubbio che il Drago d’Oro vada ancora migliorato e che servirebbero certi accorgimenti generali per rendere l’intera esperienza ancor più scorrevole e piacevole di quanto già non sia, ma resta il fatto che questa quinta edizione dell’evento si è conclusa con successo e non possiamo far altro che essere fiduciosi per il futuro (e magari, per la sesta edizione, preghiamo di non dover nuovamente vedere titoli del calibro di Inside e Ratchet & Clank che vengono tristemente sconfitti da un videogioco per dispositivi mobile).

La lista completa di tutti i premi dati e di tutti i vincitori

  • Miglior Sceneggiatura - Firewatch
  • Miglior Gameplay - Overwatch
  • Miglior Colonna Sonora - The Last Guardian
  • Miglior Personaggio - The Last Guardian (Trico)
  • Miglior Gioco di Ruolo - Dark Souls III
  • Miglior Sparatutto - Titanfall 2
  • Miglior Strategico - Civilization VI
  • Miglior Titolo Azione/Avventura - Uncharted 4: Fine di un Ladro
  • Miglior Grafica - Uncharted 4: Fine di un Ladro
  • Miglior Gioco di guida - Forza Horizon 3
  • Miglior Gioco sportivo - NBA 2K17
  • Miglior Platform - Super Mario Run
  • Miglior Gioco per famiglie - LEGO Dimensions
  • Miglior App - Pokémon Go
  • Gioco più innovativo - Batman Arkham VR
  • Miglior gioco Indie - Inside
  • Miglior game design (Videogioco Italiano) - Little Briar Rose
  • Miglior realizzazione tecnica (Videogioco Italiano) - Valentino Rossi: The Game
  • Miglior realizzazione artistica (Videogioco italiano) - The Town of Light
  • Miglior Videogioco Italiano - Redout
  • Videogioco più venduto - FIFA 17
  • Premio Speciale del Pubblico: Uncharted 4 - Fine di un Ladro
  • Gioco dell'Anno - Final Fantasy XV
Luca Di Carlo

Sono un grande amante di videogiochi, cartoni animati, fumetti e dolci che preferisce passare la giornata a videogiocare piuttosto che a studiare per i corsi d'esame all'università; essendo anche un grande casanova, ho scoperto il mio primo vero amore dopo aver attaccato la spina della mia Playstation 1 alla corrente.