L'Ombra di Mordor: flop o successo?

Dopo numerosi trailer, notizie ed eventi ecco le mie personali opinioni del discusso titolo Monolith ambientato nella Terra di Mezzo.

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Reggerà il confronto con una storia di Tolkien? Reggerà il confronto con una storia di Tolkien?

Mercoledì 17 settembre siamo stati invitati da Monolith e Warner Bros a partecipare alla presentazione del nuovo La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor presso il Castello Sforzesco a Milano. Io ero presente come redattore per Kingdomgame.it, ed ecco che sfrutto questo editoriale per esprimere le mie opinioni personali, decisamente cambiate nel corso dei mesi e radicalmente cambiate negli ultimi giorni.

La prima volta che vidi il trailer de L'Ombra di Mordor pensai di essere davanti ad un gioco in tutto e per tutto simile ad un Assassin's Creed qualunque, complici di queste sensazioni soprattutto la componente della scalata, ormai simbolo del brand dell'assassino, e una sensazione molto action alle prime immagini. Con il passare dei mesi vennero poi rilasciate novità, dettagli e soprattutto trailer e contemporaneamente il mio giudizio sul gioco cambiava, si evolveva e aumentava la voglia di metterci le mani sopra. Nel corso di questi comunicati mi ha raggiunto l'impegno della produzione non solo nel gioco, nel gameplay, ma soprattutto nella storia, creando un completo nuovo filone narrativo che saprà congiungere avvenimenti della seconda era della terra di mezzo con quelli della terza. Talion, un ranger stanziato presso il Castello Nero, assaggerà la furia di Sauron e ne rimarrà vittima così come la sua famiglia, tuttavia lo spirito di Celebrimbor lo riporterà in vita dandogli la possibilità di esaudire la sua sete di vendetta. Proprio il personaggio di Celebrimbor mi affascina, un elfo della seconda era, dotato di grandi doti da fabbro nonché creatore degli anelli del potere. E' il personaggio chiave, colui che farà da ponte tra il passato ed il presente rivelando tutto ciò che nei libri e film di Tolkien veniva solo accennato.

Ritornando a parlare del gameplay, Monolith ha specificamente dichiarato di aver usato un nuovo sistema, chiamato Nemesi, in grado di generare dinamicamente i nemici sul quale punta molto per offrire una sfida sempre nuova ad ogni campagna giocata , diversa sotto molti punti di aspetto. Il sistema genererà caratteristiche fisiche diverse, voci, paure, punti di forza e punti deboli in ogni orco principale che incontreremo questo dovrebbe invogliare il giocatore ad apprendere sempre nuovi metodi di approccio ai nemici e rigiocare il titolo più e più volte.

Questo obbiettivo, seppur all'apparenza così complicato sembrava da parte mia essere stato raggiunto fino al giorno dell'evento. Guardando da vicino le meccaniche del gioco posso assicurare che la generazione dei boss è effettivamente dinamica e cangiante tuttavia non mi è sembrato un elemento chiave nella giocabilità, ogni boss può essere studiato per avere la meglio contro di lui velocemente ma non è essenziale e il tutto sembra quasi racchiudersi solo in una frase detta dall'orco al momento dell'incontro con il nostra ranger. Quello che ho visto mi ha lasciato deluso, tutta la dinamicità del titolo potrebbe essere ignorata sintetizzata in uno scontro di forza bruta. Anche il resto del combattimento mina la dinamicità tanto desiderata da Monolith, restando vincolato al combattimento con arco, daga e spada per tutto il titolo (a quanto visto) senza una vera evoluzione con il passare del tempo. Oltre a questo il combattimento resta ancora legato al brutto uno contro uno che già da anni le software house si ostinano a proporre. Pur essendo accerchiati da un intero esercito di orchi ci affronteranno sempre uno alla volta dandoci l'opportunità di fare tutto con calma. Il tutto sembra promettere monotonia più che dinamismo. Anche se a livello visivo il combattimento resta molto cinematografico e bello da vedere. La terra di mezzo a mio parere rischia fin troppo di annoiare il giocatore solo dopo poche ore di gioco che si ritroverà ad affrontare nemici sì diversi, ma approcciabili nello stesso modo, il tutto più e più volte dato che alla morte di un orco esso viene sostituito, giustamente, da un sottoposto.

L'Ombra di Mordor specialeIn definitiva, se con il passare del tempo il mio parere si era sviluppato positivamente verso La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor, dopo l'ultimo evento che mi ha permesso di dargli un'occhiata più da vicino, non so cosa pensare. La storia sarà la chiave di volta del prodotto, credo che tutto porti lì, se la trama non si rivelerà all'altezza di una storia di Tolkien, il gameplay non reggerà. Di sicuro è un gioco che comunque continua ad incuriosirmi e che giocherò per capire se le mie supposizioni fossero esatte o no; è un peccato che la versione old gen sia stata posticipata.

Matteo Bruno

Appassionato di videogames, di manga, film e libri fantasy. Sempre pronto a dire la sua e a cercare tutte le novità riguardo agli argomenti a lui cari.