Ricordiamo insieme Satoru Iwata, figura chiave nel successo di Nintendo

Genio nella programmazione, Ingegnere e instancabile sognatore come ogni videogiocatore che si rispetti

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3DS WII U
La ragione primaria dei videogiochi è una e una soltanto: il divertimento. Il divertimento per tutti” La ragione primaria dei videogiochi è una e una soltanto: il divertimento. Il divertimento per tutti”

Non è un buon momento per l’industria videoludica, non lo è per diversi motivi. Non lo è per via dell’estinzione di quelle novità sapientemente introdotte durante la scorsa generazione di console attraverso il motion ed il touch gaming di Wii e Nintendo DS, come non lo è per la complessità ed i costi raggiunti nello sviluppare prodotti di qualità, pensati per accontentare i vari videogiocatori. Non lo è semplicemente perché nulla è infinito e tutto è nuovamente messo in discussione.

"E’ un momento della nostra storia", direbbero alcuni, altri potrebbero vederla come una fase transitoria.. e a tutti gli effetti, questa è forse la migliore verità. E’ una fase di transizione, di cambiamento… anche di adii. La ciclicità degli eventi è argomento concreto, spesso difficile da prevedere nonostante la sua semplicità, proprio come il successo di Nintendo a seguito di quel fallimento – se pur straordinariamente vissuto dai fans – commerciale che era il Gamecube.

Già, perché è da li che comincia questa storia, la storia di Satoru Iwata, Presidente della compagnia scomparso all’età di 55 anni lo scorso 11 luglio 2015.

Si può leggere molto sulla vita di Satoru Iwata nell’enorme database del web, ma poco su quella particolare forza interiore che lo ha saputo trasportare nel mondo dell’industria videoludica, facendogli toccare i picchi più elevati di una carriera ricca di successi. Ha avuto e dimostrato coraggio, carisma e spirito d’iniziativa; delle qualità che nel bene e nel male lo hanno spinto fino alla fine ad inseguire il sogno di cambiamento che i videogiocatori chiedono continuamente.

Forse l’aggrapparsi a questo sogno lo ha aiutato a resistere così tanto a quella malattia che comunemente chiamiamo cancro, tumore e che, nel suo specifico caso aveva nome e cognome: neoplasia ai dotti biliari. L’operazione chirurgica non è riuscita ad aiutarlo come tutti ci auguravamo, nonostante il suo trionfale ritorno sulla scena in questi ultimi mesi. Il volto segnato dalla stanchezza, il fisico eccessivamente dimagrito e debilitato dei mesi passati o le continue assenze dagli eventi più importanti, ci avevano lasciato più di qualche indizio sulle sue condizioni di salute, nonostante l’inganno fornitoci dalla sempreverde speranza.

"Speranza" è forse un termine che poco si addice alla visione futuristica introdotta da Iwata e alla carriera percorsa nella sua vita. E’ bene sottolineare come il suo estro sia riuscito a ricompensarlo con enormi successi fin dal periodo scolastico, con una laurea in informatica utile a spalancargli le porte come programmatore part-time presso HAL Laboratory durante i primi anni ’80, diventandone Presidente nel 1993. In quegli anni diede il suo contributo per far nascere videogiochi di indiscusso valore, proprio come Earthbound o la serie di Kirby, senza dimenticare mai la partecipazione in Super Smash Bros. Melee.

Le sue capacità in programmazione lo aiutarono a stringere dei rapporti importanti proprio con Nintendo, soprattutto nel 1984 con lo sviluppo di  Pinball per Famicom, il NES che conosciamo noi Occidentali. Da li, fu proprio lo storico Presidente Nintendo, Hiroshi Yamauchi, a consigliarne la presidenza ad HAL, andando ad appianare i problemi interni e dando vita a quella second-party che oggi conosciamo. Fu sempre lui a chiamarlo nel suo ufficio per lasciargli le redini dell’azienda che aveva cresciuto e portato al successo dal settore dei giochi di carte e da tavolo, al mondo dei videogames.

Scelse Iwata in uno dei momenti più difficili per la società, credendo fortemente nel suo talento. La "previsione" azzeccata portò i suoi frutti e con essi tutto quello che la storia oggi ci racconta di questa importante azienda, dal 2002 al 2015. Un ciclo durato poco più di una decina di anni, conclusosi – purtroppo – nella maniera più triste che si sia mai potuto immaginare.

Succede così, che in un momento particolarmente delicato - soprattutto per Nintendo – e con una serie di progetti in fase di sviluppo, ci si senta un po’ spaesati per quello che sarà l’immediato futuro, affidato temporaneamente alla reggenza di Genyo Takeda e Shigeru Miyamoto, due figure centrali nella storia di questa società e più in generale, dei videogames.

Non certo una strada completamente smarrita, soprattutto per gli sviluppi che si sono appena messi in moto con Project NX, la futura piattaforma Nintendo. E’ ancora vivo quel Quality of Life ancora avvolto nel mistero, un programma ludico per mantenere sotto controllo il proprio stato di salute: un argomento evidentemente molto a cuore a Satoru Iwata.

La partnership con DeNa, la facilitazione dello sviluppo di videogiochi per le piattaforme future dell’azienda e tutta una serie di ottimizzazioni atte a migliorare il percorso futuro di Nintendo portano la sua firma, quella di un genio incompreso, spesso criticato, ma che in fondo… ha saputo rompere quegli schemi ed equilibri che ancoravano Nintendo al passato: un atto dovuto per spingerla ai massimi livelli. Iwata ha mostrato la via, a qualcuno spetterà percorrerla.

Satoru Iwata e l'unboxing di Wii U
Federico D'Aco

'Old-School' è il termine che più lo rappresenta. Amante dei vecchi classici per console e computer, ha un debole per i titoli e le piattaforme targate Nintendo, alle quale non riesce proprio a dire di no. Qualcuno fra gli amici più stretti afferma di averlo visto possedere e giocare con console targate SEGA, Sony e Microsoft, ma le prove non sono ancora state pubblicate.