SPECIALE - FIFA 16 vs PES 2016, palla al centro

Il titolo EA continua sulla buona scia degli anni scorsi, ma attenti a Konami...

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Messi e Neymar, compagni di squadra al Barcellona, si sfidano su console Messi e Neymar, compagni di squadra al Barcellona, si sfidano su console

Il dubbio amletico di fine estate, quel tipo di scelta che puntualmente ci fa entrare in crisi mistica. Della serie Charmander, Squirtle o Bulbasaur? Playstation o Xbox? FIFA o Pro Evolution Soccer? Mai come quest’anno il duello è apertissimo. Quasi la fotografia della nostra Serie A, che dopo tanti anni di primato bianconero si prepara a vivere una stagione calcistica più equilibrata che mai.

Perché in fondo, con l’avvento di quelle Playstation 3 e Xbox 360 che ancora barcollano ma non mollano, il titolo targato Electronic Arts ha praticamente dominato il mercato grazie ad una formula gestionale e un gameplay, a mio avviso, largamente superiori al rivale giapponese. La musica è cambiata con l’avvento della next gen: Konami  ha saputo rimettersi in pista per colmare, a poco a poco, il gap con il titolo canadese.

Già nel 2014 PES ha dato segni di rinascita, l’edizione 2015 è stata eletta videogioco sportivo dell’anno e c’è chi la definisce già migliore di FIFA 15. E quest’anno? Sono qui per questo: passerò in rassegna tutte le novità promesse e annunciate per i due rispettivi titoli, potendo anche parlare per esperienza diretta dopo una prova pad alla mano grazie alle demo di entrambi i giochi, rilasciate in questi giorni. La partita è dunque aperta, palla al centro, formazioni schierate e fischio dell’arbitro. Si comincia!

Calcio totale e gestionale

Alla battuta c’è FIFA 16, che ha deciso di confermare le solide basi gettate negli ultimi anni e proporre un titolo che, a primo acchito, sembra un erede diretto di FIFA 15. Forse anche troppo: certo, c'è il nuovo sistema ‘No Touch Dribbling’, che permette di effettuare finte con il corpo senza toccare il pallone e qualche piccola miglioria nei contrasti, senza contare che in generale i valori delle squadre e dei singoli giocatori appaiono più equilibrati, roba che tipo non occorre più avere velocità 90 e passa per vincere una partita.

Migliorie, però, che ancora non mi hanno soddisfatto appieno: dalla demo rilasciata l’8 settembre scorso mi è sembrato di giocare più un FIFA 15.2, con upgrade grafici e nel gameplay, che una vera e propria nuova edizione. Nulla da dire, il gameplay è una perla di realismo e dinamicità, un perfetto esempio del cosiddetto "calcio totale". Gli anni passano e i fan pretendono salti in avanti. Io, almeno, mi aspetto di più.

Per non parlare del solito problema dei volti: finché si utilizza il Barcellona, il Real Madrid o una squadra appartenente al campionato inglese nulla da dire, la somiglianza è strabiliante. Nel caso di altri campionati, di squadre minori e calciatori meno blasonati dovremo accontentarci dei soliti volti “fake”, una cosa che fa storcere il naso soprattutto in virtù del fatto che il titolo EA, ormai da un anno a questa parte, detiene le licenze ufficiali delle nostre Serie A TIM e TIM Cup.

Palo clamoroso per il team canadese? Assolutamente no, FIFA 16 riparte all’attacco e introduce una serie di modalità davvero interessanti: quella più chiacchierata è l’introduzione del calcio femminile, ma di questa feature ne ha già ampiamente parlato il nostro Matteo Bruno.

Quel che posso dirvi è che usare le squadre del gentil sesso è molto divertente, soprattutto perché, essendo ovviamente atleticamente diverse dagli uomini, il calcio femminile è molto più veloce e agile. Ci sono poi tante novità per quanto riguarda la Modalità Carriera, sia quella da allenatore che quella da giocatore: nella prima è stato introdotto un pre-campionato più corposo ed elaborato, con la possibilità di giocare dei particolari tornei in giro per il mondo. Queste competizioni ci permetteranno di sperimentare meglio le diverse soluzioni tattiche per la nostra squadra e poter scegliere la formazione e gli schemi migliori da utilizzare in campionato, con un premio finale in denaro che verrà aggiunto al budget di mercato.

C’è poi l’Allenamento, che ci permetterà di selezionare un massimo di cinque giocatori della rosa per volta e assegnare a ciascuno di loro un esercizio diverso, per poter migliorare le statistiche a seconda del loro ruolo in campo. Passi avanti son stati fatti anche con i trasferimenti veri e propri, con la possibilità di ingaggiare giocatori svincolati durante tutto l’anno e nuove opzioni per i prestiti degli atleti.

A tutto ciò si aggiungono una valutazione più realistica dei cartellini dei giocatori e una telecronaca più avvolgente, e ancora la nuova modalità Draft FUT (Fifa Ultimate Team), che ci permetterà di acquisire premi sempre più prestigiosi a seconda del tipo di vittorie che conseguiremo. Insomma, se come me siete amanti della parte manageriale del titolo, ci sarà da divertirsi. Palo-gol. Ed è uno a zero per FIFA 16.

Un PES che diventa realtà

Si riparte, ma il contropiede vincente è di PES 2016. Il titolo giapponese ha lavorato tantissimo sui miglioramenti grafici. L’impatto è incredibile: scaricate la demo, simulate Juventus-Roma e ditemi se non vi sembrerà di vedere una partita di Serie A in TV. Nonostante la fedeltà maniacale e mozzafiato ai volti dei vari Pogba, Buffon, Morata, De Rossi, Gervinho, Iturbe e compagnia, nonostante le esultanze ancora più realistiche (del selfie di Francesco Totti ne parlano anche i sassi ormai), la nota più lieta è che non è questa componente ad essere il ‘top player’ del team PES, semmai ne è la punta dell’iceberg.

Tutto ciò che vediamo in campo contribuirà a rendere il match un’esperienza calcistica senza precedenti: le reazioni del calciatori in occasione di un brutto fallo o di una decisione dell’arbitro, le condizioni del manto erboso in relazione alle condizioni climatiche (nella demo è possibile scegliere tra un campo asciutto e bagnato, tra un taglio d’erba corto o lungo, oltre che le solite opzioni per poter giocare in svariate condizioni metereologiche e stagioni diverse). E ancora il dribbling, i contrasti, le scivolate, i cross e i tiri in porta. Una rivoluzione totale, iniziata già da un paio di anni, che per la stagione appena partita si prospetta essere completa.

Proprio nell’anno del ventennale della serie: Neymar Jr, il nuovo testimonial del titolo, sembra finora aver portato benissimo al brand, quasi una metafora vivente di una giovane stella che, dall’alto dei numerosi trionfi a soli ventidue anni, rappresenta già il presente e il futuro del calcio.

Sappiamo, rispetto a FIFA 16, ancora poco sulle varie modalità gestionali: la Master League non dovrebbe subire cambiamenti radicali, come pure la Modalità My Club che tornerà protagonista. Unica nota storta? Se da un lato il rivale canadese si porta dietro il problema dei volti “fake”, il titolo nipponico continuerà a trascinarsi quello delle licenze: nel campionato inglese, ad esempio, solo il Manchester United avrà i suoi loghi e colori ufficiali.

Un problema che può essere risolto dai più smanettoni, poiché gli sviluppatori hanno dichiarato che sarà possibile cambiare i nomi e gli stemmi di tutte le squadre. Ed è già “caccia alla patch”. Chiusa questa brevissima parentesi negativa, ecco che anche PES 2016 la insacca dentro con decisione. Uno a uno, Konami la riapre.

Il verdetto finale

­­­­­E siamo in pieno recupero. Chi la spunta? Dovessi basarmi su quanto visto e provato in questa fase, chiamiamola così, di “pre-campionato”, il mio verdetto va a PES 2016. Il salto di qualità compiuto negli ultimi anni da Konami è molto, troppo superiore al percorso fatto da FIFA.

A mio parere, la simulazione calcistica canadese ha passato gli ultimi due anni adagiandosi sugli allori, campando di rendita sulle ottime basi gettate nell’ultimo lustro. Se fino a due anni fa Electronic Arts poteva permetterselo perché troppo avanti, ormai non è più così: il sorpasso da parte di Pro Evolution Soccer è quasi completo. Certo, l’appassionato di calcio che è in me sogna un futuro (fin troppo utopistico) in cui i due brand possano fondersi nella massima espressione del calcio su console.

Nel frattempo, forse, il bambino che è in ognuno di noi potrebbe riabbracciare la causa di Konami dopo tanti anni passati sulla sponda canadese, eccezion fatta per i fedelissimi al buon vecchio PES. Badate bene, però, che sto parlando di impressioni e aspettative: insieme con tutto lo staff di Kingdomgame aspetterò di mettere le mani su entrambi i titoli e poter dare un giudizio finale. Triplice fischio dell’arbitro, il punteggio è uno a uno con Pro Evolution Soccer a condurre il gioco. Appuntamento per i tempi supplementari al 17 settembre con PES 2016 e al 22 settembre con FIFA 16, entrambi in uscita su Playstation 3, Playstation 4, Xbox One, Xbox 360 e PC

Gabriele Laurino

Sono Gabriele, ma chiamatemi pure Gabbo. Universitario, stagista radiofonico e aspirante giornalista. Appassionato ovviamente di videogames, ma anche di cinema, letteratura, serie tv, anime, manga e comics. I generi videoludici che amo di più sono i gdr, i picchiaduro, gli sportivi e i free roaming. Il mio videogioco preferito in assoluto è indubbiamente Kingdom Hearts. Il mio obiettivo, al momento, è farmi strada in questo settore, in modo da poter unire l'esperienza giornalistica alla passione per i videogames.